| ECONOMIA: INFLAZIONE AL 3,3% MA VOLANO I PREZZI DEGLI ALIMENTARI |
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| 30/04/2008 | |
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30 apr - Inflazione italiana stabile al 3,3 per cento ad aprile, in linea con la media dell’Eurozona. Il dato emerge incrociando le stime di Istat ed Eurostat. L’Ufficio statistico delle comunità europee ha reso noto
che il mese scorso l’indice dei prezzi al consumo si è attestato al 3,3
per cento, in calo dello 0,3 per cento rispetto a marzo quando aveva
raggiunto il livello più alto mai raggiunto da quando è stata creata
l'Unione monetaria
Il dato di aprile rappresenta la prima flessione da
ottobre dello scorso anno quando è iniziato il trend al rialzo.
Per
quanto riguarda l’Italia, l’Istituto nazionale di statistica ha
comunicato che l’inflazione su base annua è rimasta ferma al 3,3 per
cento con un incremento mensile dello 0,1 per cento.
In particolare i
prezzi di pasta e pane, rispetto al 2007, sono cresciuti
rispettivamente del 18,6 e del 13,1 per cento, più 10, 8 per cento
quelli di latte e uova, più 6,3 per cento la frutta.
In controtendenza
la carne, che aumenta del 3,7 per cento contro il più 3,9 per cento di
marzo (in particolare il pollame, che registra una flessione su base
mensile dello 0,3 per cento) e gli ortaggi, che aumentano del 3,3 per
cento rispetto a un anno fa, contro il più 4,2 per cento registrato a
marzo. Scendono anche i prezzi di medicinali, telefonini e trasporti
aerei.
Gli aumenti congiunturali più significativi dell’indice dei prezzi –
spiega l’Istat – si sono verificati per i capitoli abitazione, acqua,
elettricità e combustibili (più 1,2 per cento), prodotti alimentari e
bevande analcoliche, servizi ricettivi e di ristorazione (più 0,5 per
cento per entrambi), bevande alcoliche e tabacchi e mobili, articoli e
servizi per la casa (più 0,2 per cento per entrambi).
Variazioni
congiunturali negative si sono verificate nei capitoli trasporti,
comunicazioni (meno 0,3 per cento per entrambi), ricreazione,
spettacoli e cultura (meno 0,2 per cento) e altri beni e servizi (meno
0,1 per cento).
Gli incrementi tendenziali più elevati – prosegue
l’Istituto nazionale di statistica - si sono registrati nei capitoli
abitazione, acqua, elettricità e combustibili (più 5,8 per cento),
prodotti alimentari e bevande analcoliche (più 5,5 per cento) e
trasporti (più 5,1 per cento). (IlVelino)
Variazioni tendenziali negative –
conclude l’Istat - si sono verificate nei capitoli comunicazioni (meno
2,7 per cento) e servizi sanitari e spese per la salute (meno 0,3 per
cento).
Dall’Eurostat giunge anche il dato sulla disoccupazione nell’Eurozona
che a marzo resta stabile al 7,1 per cento rispetto a gennaio e
febbraio e cala dello 0,4 per cento su marzo 2007. Sempre a marzo,
nell'Ue a Ventisette, il tasso di disoccupazione è stato del 6,7 per
cento, stesso dato del mese precedente e in flessione rispetto a un
anno fa (7,3 per cento).
Il tasso più basso è stato rilevato in Olanda
(2,6 per cento, il più elevato in Slovacchia (9,8 per cento) e Spagna
(9,3 per cento).
Le diminuzioni maggiori – circa due punti percentuali
- sono state segnate da Polonia, Bulgaria e Slovacchia, gli aumenti più
significativi in Spagna e Irlanda che passano rispettivamente da 8,1 a
9,3 per cento e da 4,6 a 5,6 per cento
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