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Clandestinoweb
Ultimo aggiornamento: 05.07.2008 ore 02:00
ECONOMIA: trovate oltre 22.000 aziende che lavorano in nero Stampa E-mail
17/02/2008
17 feb. - Sono 22.478 imprese, delle quali 4.212 sono in Campania, circa 2.500 in Lombardia, e quasi 2.400 in Sicilia, le aziende completamente in nero 'scovate' nel 2007(dal primo gennaio sino al 30 novembre) dagli organi ispettivi del ministero del lavoro, dell'Inps e dell'Inail. Il dato emerge da una analisi dell'Ufficio Studi della Cgia di Mestre, in cui compare anche l'indotto di questa economia sommersa.
lavoro_nero_2_280x200.jpgBen 55.864 sono infatti i lavoratori in nero individuati l'anno scorso in Italia.
Altrettanto interessante - secondo la Cgia - è poi il dato rilevato relativo alle irregolarità riscontrate dagli organi ispettivi che si traduce in un miliardo 254 milioni 502 mila euro di somme accertate a fronte di contributi evasi e relative sanzioni applicate.
La media nazionale a carico di ciascuna azienda è di 242,4 euro che diventano 786,9 per quelle presenti in Basilicata, 503 per quelle della Campania, 442,3 per le pugliesi, 369,3 per le siciliane, 341,8 per le calabresi.
Il sommerso sebbene sia più 'stanziale' in Campania, Lombardia e Sicilia, riguarda anche altre aree.
Quasi 2000 aziende totalmente sconosciute al Ministero del lavoro, all'Inail e all'Inps si trovano in Emilia Romagna,(1.860), 1.780 in Toscana, 1.625 in Piemonte, 1.681 in Lazio, 1.157 in Veneto e 1.006 in Calabria.
Gli esperti della Cgia di Mestre si sono soffermati ad analizzare anche l'incidenza delle aziende in nero sul totale di quelle registrate.
Ebbene a 'trionfare' è la Campania dove, alla luce dei risultati ispettivi, 9,2 imprese su mille lavorano completamente nel buio dell'irregolarità.
In Calabria si arriva a quota 6,5 su mille e in Sicilia a 6 su mille.
In Sardegna invece le aziende che operano in nero sono 5,7 su mille, in Toscana 5, nelle Marche e in Abruzzo 4,6 su mille.
"Forse è stata intrapresa la strada giusta - commenta il segretario della Cgia di Mestre Giuseppe Bortolussi -. L'economia sommersa va contrastata in maniera capillare perché chi è completamente in nero fa concorrenza sleale a chi opera nel rispetto della legge. Nel sommerso è più elevato il rischio di incidenti mortali nei luoghi di lavoro. Ma l'azione ispettiva non basta. In questo paese dobbiamo diminuire il livello di tassazione che, oggi, costringe troppe aziende a nascondersi nell'illegalità e nel sommerso. (ANSA)
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