| EPIFANI:I SALARI PERDONO 1.000 EURO - TREMONTI: DITELO ALLA BCE |
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| 23/06/2008 | |
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23 giu. - Con la manovra economica il governo "fa una scelta
chiara, quella di abbassare esplicitamente il potere di acquisto di
lavoratori e pensionati", attacca il leader della Cgil Guglielmo
Epifani. Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti difende le mosse per
i più deboli
Tremonti parla della card per gli anziani che hanno più bisogno, e contrattacca: "Non accetto i giudizi degli snob che frequentano i salotti. Non accetto speculazioni demagogiche sulla povera gente. Non accetto la demagogia dei ricchi nei confronti dei poveri".
Meglio "una cosa in più da dare ed una chiacchiera in meno".
Tesi ribadite anche dai colleghi di governo Maurizio Sacconi e Renato Brunetta, con il primo che definisce "ridicole" le cifre fatte dal leader sindacale e il secondo che parla di "sacrifici necessari anche per i salari perché oggi il nemico e l'inflazione".
Il confronto tra le parti sociali sulla manovra, e le misure del governo in campo economico, si è spostato per una mattina alla Festa nazionale della Cisl.
Su un palco i leader di Cgil, Cisl e Uil, il vicepresidente di Confindustria Alberto Bombassei, e Tremonti. Il giudizio della Cgil è netto. Per il segretario generale Guglielmo Epifani la scelta del governo di fissare nel Dpef all'1,7% l'inflazione programmata per il 2009, un punto di riferimento per il rinnovo dei contratti, "'un salario di 25 mila euro perde 1.000 euro nel biennio, se poi per il terzo anno si continua cosi', si raggiunge una cifra vicina ai 1.500 euro".
E se "aggiungiamo anche il fatto che non c'é una restituzione fiscale ai lavoratori dipendenti, è chiaro che il Governo sceglie di ridurre i salari e peggiorare la condizione dei lavoratori". Dibattito sterile, replica Tremonti.
l Dpef? "Un documento surreale che non serve a niente, un pezzo del passato". Perché all'1,7% l'inflazione programmata? "Vi do il numero, telefonate alla Bce. Vi spiegherà qual'é il motivo tecnico per cui ci chiede di inserire nei documenti di finanza pubblica questa indicazione". Dal ministro anche una "spiegazione politica": se oggi le famiglie soffrono l'aumento dei prezzi è "colpa della "speculazione che di colpo di si è mossa, passando dalle perdite sui mercati finanziari ai tentati guadagni sui mercati delle materie prime". E' il caso del petrolio record.
"Fin quando con la speculazione vanno in galera a Wall Street non ce ne importa meno - dice Tremonti - ma se ci toccano il prezzo del pane a casa nostra dobbiamo reagire". Anche qui una stoccata alla sinistra ed al sindacato: "Perché della speculazione non hanno mai parlato?". Epifani replica: "Ha torto, ne abbiamo sempre parlato". Tremonti è caustico sulla sinistra: "Ha sposato il modello dei manager: si vestono come manager, fumano sigari, hanno gli yacht".
Da Roma, ospite di Lucia Annunziata, anche il ministro Sacconi ha replicato ai numeri dati da Epifani, ricordando che il tasso di inflazione programmata "é sempre stato definito con un forte scostamento rispetto all'inflazione perché deve essere un obiettivo del governo per il contenimento del carovita. Dopodiché - ha proseguito - si tratta di obiettivi relativi, come è successo ad esempio nel pubblico impiego. In ogni caso oggi è finita quella fase nella quale i contratti erano orientati al tasso d'inflazione. Oggi il problema quello di collegare i salari alla produttivita".
Per il leader della Uil, Luigi Angeletti, "l'unica cosa che il governo non può pensare o programmare è quella di ridurre i salari sulla base di una finta inflazione": per i rinnovi contrattuali, dice, i sindacati non faranno riferimento al Dpef ma al reale aumento dei prezzi. Il vicepresidente di Confindustria Alberto Bombassei su questo fronte non critica il governo: "Si è fatto sempre così", dice.
Teme invece le ripercussioni al tavolo sulla riforma del modello contrattuale: lo scontro con i sindacati "certamente non aiuta". Dal padrone di casa, il leader della Cisl Raffaele Bonanni, un invito forte ad "abbassare i toni", ad "avere pazienza. meglio un piccolo passo avanti fatto insieme che tanti da soli - dice ".
Tremonti puntualizza: "Io non litigo". Anche per le critiche quello del ministro "é un lavoro usurante", aggiunge: "Suggerirei di farlo part time, a turno, stagionale: così anche Epifani potrebbe misurarsi con la drammatica concretezza dei problemi da affrontare".
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