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Ultimo aggiornamento: 08.01.2009 ore 01:00
EURISPES: SI RISPARMIEREBBERO 10,6MLD CON L'ABOLIZIONE DELLE PROVINCIE Stampa E-mail
21/03/2008
21 Mar. - Secondo il rapporto Eurispes relativo ai dati del 2006, se si abolissero le province, il risparmio annuo sarebbe di 10,6 miliardi di euro. Nel 2006 è stata riscontrata una spesa complessiva delle Province italiane pari a 13 miliardi di euro, contro gli 11 e i 2 miliardi di euro, rispettivamente, di flussi finanziari in entrata e di indebitamento.

eurispes_03_280_200.jpgNel corso degli ultimi venti anni, i conti economici delle Amministrazioni pubbliche hanno mostrato un incremento sensibile delle spese, generando un fabbisogno finanziario solo in parte coperto dalle maggiori entrate. L’ammontare di quest’ultime è, infatti, passato dai 185 miliardi di euro del 1986 ai 680 miliardi di euro del 2006, con un tasso di crescita medio annuo del 13,4%., mentre nello stessoa rco di tempo le spese delle Amministrazioni pubbliche sono aumentate al ritmo medio del 10,5% all' anno, passando da 241 a 746 miliardi di euro.

Il crescente indebitamento della PA deriva, principalmente, dal peggioramento dei conti economici delle Amministrazioni centrali. A partire dal 2001 le entrate e le spese sono aumentate, rispettivamente con effetti immediati sul livello di indebitamento, che ha raggiunto valori non del tutto dissimili da quelli registrati alla fine degli anni Ottanta (57,8 miliardi di euro).

Il peggioramento dei conti economici interessato anche gli Enti locali. Dal 1986 al 2006, le entrate delle Province italiane sono aumentate ad un tasso di crescita medio annuo del 13,9%. Le entrate provinciali sono quasi quadruplicate nel corso di un ventennio, raggiungendo, nel corso del 2006, gli 11 miliardi di euro, contro i 2,9 del 1986.

Negli ultimi anni l’indebitamento ha iniziato una preoccupante fase di crescita, che lo ha portato dai 500 milioni di euro del 2001 ai 2 miliardi di euro del 2006. Per la prima volta dopo quasi un ventennio, una percentuale non irrilevante della crescita dell’indebitamento delle Amministrazioni pubbliche, è legato al cattivo andamento dei conti economici delle Province (dei 15 miliardi di euro in più di indebitamento fatto registrare tra il 2001 ed il 2006 dalle Amministrazioni pubbliche, il 5,5% è imputabile alle Amministrazioni provinciali). Nel corso degli anni Ottanta e Novanta, il conto economico consolidato delle Amministrazioni provinciali si è mantenuto in sostanziale equilibrio, con valori dell’indebitamento mai superiori ai 600 milioni di euro.

Negli ultimi anni l’indebitamento ha iniziato una preoccupante fase di crescita, che lo ha portato dai 500 milioni di euro del 2001 ai 2 miliardi di euro del 2006. Per la prima volta dopo quasi un ventennio, una percentuale non irrilevante della crescita dell’indebitamento delle Amministrazioni pubbliche, è legato al cattivo andamento dei conti economici delle Province (dei 15 miliardi di euro in più di indebitamento fatto registrare tra il 2001 ed il 2006 dalle Amministrazioni pubbliche, il 5,5% è imputabile alle Amministrazioni provinciali).

Le voci di spesa che hanno contribuito ad aumentare il fabbisogno finanziario delle Province il peso maggiore è rappresentato dai consumi finali delle Amministrazioni provinciali (redditi da lavoro, consumi intermedi, ammortamenti), che costituiscono il 78% della spesa corrente del 2006, contro il 22% delle altre voci di spesa (contributi alla produzione, trasferimenti ad enti). Rispetto al 2000, l’aumento della spesa per consumi finali delle Province italiane, è stato di 3,1 miliardi di euro (+77,2%). Dal punto di vista della gestione in conto capitale, la voce di spesa che ha contribuito maggiormente all’aumento del fabbisogno finanziario delle Amministrazioni provinciali è quella degli investimenti fissi lordi. Nel corso di soli sette anni, dal 2000 al 2006, questi ultimi sono, infatti, aumentati di 1,3 miliardi di euro, registrando un preoccupante tasso di crescita dell’87,9%. (mps)

 

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