| EURISPES: SI RISPARMIEREBBERO 10,6MLD CON L'ABOLIZIONE DELLE PROVINCIE |
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| 21/03/2008 | |
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21 Mar. - Secondo il rapporto Eurispes relativo ai dati del 2006, se si abolissero le province, il risparmio annuo sarebbe di 10,6 miliardi di euro. Nel 2006
è stata riscontrata una spesa complessiva delle Province italiane pari
a 13 miliardi di euro, contro gli 11 e i 2 miliardi di euro,
rispettivamente, di flussi finanziari in entrata e di indebitamento.
Il crescente indebitamento della PA deriva, principalmente, dal peggioramento dei conti economici delle Amministrazioni centrali. A partire dal 2001 le entrate e le spese sono aumentate, rispettivamente con effetti immediati sul livello di indebitamento, che ha raggiunto valori non del tutto dissimili da quelli registrati alla fine degli anni Ottanta (57,8 miliardi di euro). Il peggioramento dei conti economici interessato anche gli Enti locali. Dal 1986 al 2006, le entrate delle Province italiane sono aumentate ad un tasso di crescita medio annuo del 13,9%. Le entrate provinciali sono quasi quadruplicate nel corso di un ventennio, raggiungendo, nel corso del 2006, gli 11 miliardi di euro, contro i 2,9 del 1986. Negli ultimi anni l’indebitamento ha iniziato una preoccupante fase di crescita, che lo ha portato dai 500 milioni di euro del 2001 ai 2 miliardi di euro del 2006. Per la prima volta dopo quasi un ventennio, una percentuale non irrilevante della crescita dell’indebitamento delle Amministrazioni pubbliche, è legato al cattivo andamento dei conti economici delle Province (dei 15 miliardi di euro in più di indebitamento fatto registrare tra il 2001 ed il 2006 dalle Amministrazioni pubbliche, il 5,5% è imputabile alle Amministrazioni provinciali). Nel corso degli anni Ottanta e Novanta, il conto economico consolidato delle Amministrazioni provinciali si è mantenuto in sostanziale equilibrio, con valori dell’indebitamento mai superiori ai 600 milioni di euro. Negli ultimi anni l’indebitamento ha iniziato una preoccupante fase di crescita, che lo ha portato dai 500 milioni di euro del 2001 ai 2 miliardi di euro del 2006. Per la prima volta dopo quasi un ventennio, una percentuale non irrilevante della crescita dell’indebitamento delle Amministrazioni pubbliche, è legato al cattivo andamento dei conti economici delle Province (dei 15 miliardi di euro in più di indebitamento fatto registrare tra il 2001 ed il 2006 dalle Amministrazioni pubbliche, il 5,5% è imputabile alle Amministrazioni provinciali).
Le voci di spesa che hanno
contribuito ad aumentare il fabbisogno finanziario delle Province il peso maggiore è rappresentato dai consumi finali delle Amministrazioni
provinciali (redditi da lavoro, consumi intermedi, ammortamenti), che
costituiscono il 78% della spesa corrente del 2006, contro il 22% delle
altre voci di spesa (contributi alla produzione, trasferimenti ad
enti). Rispetto al 2000, l’aumento della spesa per consumi finali delle
Province italiane, è stato di 3,1 miliardi di euro (+77,2%). Dal
punto di vista della gestione in conto capitale, la voce di spesa che
ha contribuito maggiormente all’aumento del fabbisogno finanziario
delle Amministrazioni provinciali è quella degli investimenti fissi
lordi. Nel corso di soli sette anni, dal 2000 al 2006, questi ultimi
sono, infatti, aumentati di 1,3 miliardi di euro, registrando un
preoccupante tasso di crescita dell’87,9%. (mps)
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