| EURO '08: LA CROAZIA VA. LA GERMANIA NO. L'AUSTRIA SPERA... |
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| 13/06/2008 | |
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13 giu. - di Salvatore Cannata - Ecco un’altra da quarto di finale. E’ la Croazia, che batte la Germania e dimostra come la solidità, l’intelligenza di un allenatore bravo e qualche giocatore sopra la media, possano bastare per mettere sotto i testoni tedeschi, zucconi nel non volere capire che, ogni tanto, bisogna pure starsene tranquilli contro chi, nel palleggio, ti fa vedere i sorci verdi. Anzi i sorci bianco-rosso-blu, colori di maglia di una bellissima Croazia. L’altra, invece, è stata una gara tra due squadrette, Austria e Polonia che in Italia farebbero la B e starebbero dietro l’Albinoleffe, che sono parse invitati a disagio di un banchetto importante senza avere né arte e né parte e che finisce 1-1 perché quelli di casa gioiscono di un rigore che hanno visto solo in due: l’arbitro è l’austriaco che si è lasciato cadere come colpito da una granata. Ma il rigore, davvero non c’era. E la Polonia si arrabbia
Incredibile risultato ma solo per chi non mastica di calcio. Perché la Germania ha il nome ma la Croazia è sostanza e diletto per gli occhi. Ed i calciatori a scacchi sono bravi. A cominciare da Olic (7),Giocava esterno di destra nella Croazia che arrivò terza a Francia ’98. Si chiama Bilic (8), ha 39 anni ed oltre ad essere il più giovane tecnico degli Europei, è assieme a Felipao Scolari (8,5), il migliore. Comunque bravo Olic, bravo Srna (7) e brava tutta la difesa, in blocco, con Pletikosa (6,5) sempre più sicuro. Nico Kovac (6,5) è il mio prediletto. Peccato per Kranicar (5). Fosse stato in serata anche lui e non avesse sbagliato due gol facili facili, per la Germania sarebbe stato un massacro. Solo Modric (6) non è all’altezza delle attese. E i tedeschi ? Podolsky (7) e poco altro. Non capisco come possa essere considerato uno dei più forti centrocampisti d’Europa, quella pippa di Ballack (4). E’ scarso, davvero scarso. Frings (5) mi sembra uno che ha il piglio del grande, il passo del grande ma due piedi che sembrano due motozappa. Insomma, è lì il male della Germania, a centrocampo. E se non spingono gli esterni come stasera, non portano avanti una palla che è una. Lehmann (5), poi, non ha fatto i miracoli e allora è stata notte fonda, sotto il cielo di Klagenfurt. E Loew (4,5), si è beccato una bella lezione dal collega croato, che, tra parentesi, si è pure laureato a 25 anni mentre giocava a calcio ed in nazionale e deve avere un cervello xxl. La Germania, da stasera, si è messa maluccio. Gomez (4) cliente dei Ghostbusters ed è entrato nel secondo tempo uno dal somatico teutonico: piccolo, grosso e nero, Odonkor (4 come calciatore ma un bel 6,5 come centometrista !). Se la Germania passa (ma l’Austria lunedì sera non le regalerà un bel niente) becca il Portogallo ai quarti. In bocca al lupo. Uber Alles ? Direi proprio di no. uno che vede la porta ed i compagni in pari modo, che sa giocare da punta unica o fare da spalla e che stasera ha firmato una delle pagine più belle della sua Nazionale. Che non sarà più il Brasile d’Europa come ai tempi di Boban (8) e Prosinecky (7) ma che è pur sempre una gran bella e quadrata squadra. Allenata da un signor tecnico, ve l’ho già detto.
Chiedo: e se lasciassi qualche riga bianca per dire come Morfeo abbia carpito buona parte delle mie membra in questa pseudopartita? Se dicessi che mi sono annoiato non molto ma moltissimo? Garetta così così, giocata da un’Austria che avrebbe strameritato un gol sullo 0-0 ma non di pareggiare con il bravo Vastic (6,5) tre minuti oltre il 90° e su un rigore che definire generoso è eufemistico. E dire che la prima mezzora mi ero pure divertito, con l’Austria che almeno tre volte ha fatto paura ad un bravissimo Boruc (7,5) autore di alcune parate importanti e con la Polonia che la prima volta che si era affacciata di là, ispirata da Smolarek (6,5) e finalizzata da Guerreiro (6) aveva fatto un gol che poteva valere molto. Linz (4,5) è il centravanti austriaco che mi somiglia a quella che ormai avrete capito è la mia musa ispiratrice quando penso ad uno che “si mangia i gol”: Pacione ! Ha sbagliato due volte davanti al portiere polacco sullo 0-0 in modo ineffabile; come se segnare non fosse il mestiere per cui, presumo, sia pagato ma solo un hobby da coltivare senza impegno. Impressionante la sequela di errori sottoporta degli austriaci - non solo Linz ma anche Ivanschitz (4,5) e Korkmaz (5) - nei primi minuti di una partita che senza la loro precipitazione e la bravura di Boruc, poteva avere altra storia ed altro pathos. Poi la Polonia ha fatto gol e Krzynowek (6) e Saganowski (6) hanno cominciato a rendere soporifero il match con un possesso palla importante ma snervante, interrotto solo dall’ingresso in campo di Vastic, 38 anni ma parecchio bravo. E lui è diventato l’uomo della provvidenza e della speranza austriaca. Quello che ha fatto gol su rigore al 93° regalando il brivido finale dopo un’oretta di calcio non proprio da ricordare. Perchè se riuscissero a battere la Germania lunedì sera, i compatrioti di Mozart se ne andrebbero ai quarti contro il Portogallo mentre ai tedeschi, per continuare basterà il pari. La Polonia, invece, per l’inutile strattonata di Bak (5), che contro qualunque altra squadra l’arbitro inglese Webb non avrebbe mai punito ma contro i padroni di casa si, si è giocata tutto. Saluterà lunedì l’Europeo ma a questo punto, miracoli a parte, è già a casa. E Beenhakker (5) l’allenatore troppo rinunciatario, non è esente da colpe Curiosità di giornata Lo avevano quasi invocato ieri. Arriva all’undicesima gara di questo Europeo il primo cartellino rosso. Lo sventola il signor De Bleeckere (che in un minuto mostra gialli ed un rosso a croati e tedeschi) in faccia al tedesco Schweinsteiger, all’ultimo minuto di Germania-Croazia. Schweinsteiger, peraltro entrato in campo 26 minuti prima per Gomez. E se domani…
Dunque, domani mi sembra ci sia qualcosa che dovrebbe interessarci. Francia-Olanda alle 20,45 ? Si, probabilmente. E0’ partita molto interessante; ma intorno alle 18,00, c’è un’altra partita… Italia-Romania. Partita da vincere, senza se e senza ma. Battere la Romania per continuare a sperare, indipendentemente dall’esito della sfida tra i blues e gli orange. Io,
però, vorrei conoscere quel “bastardodentro” che ha fatto i calendari,
facendoci giocare di venerdì 13 contro i rumeni e il 17 contro i
francesi. Ogni scaramanzia lecita… Toccatevi pure, ce ne è di bisogno ! Salvatore Cannata
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