| Feto sequestrato, via a polemiche Ministro Turco:"Basta caccia a streghe" |
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| 13/02/2008 | |
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13 feb. - Si sono scatenate le polemiche
attorno al caso di aborto al Policlinico di Napoli, che ha visto
l'intervento alla ventunesima settimana di gravidanza perché c'era il
rischio concreto che il bambino nascesse con gravi malformazioni. Ma
per la procura della Repubblica, che ha aperto un'inchiesta facendo
sequestrare il feto, è stato un aborto fuorilegge.
Anche il ministro per le Pari Opportunità, Barbara Pollastrini, si è detta preoccupata per il clima e il rischio di strumentalizzazioni politiche. ''Quanto è accaduto al Policlinico di Napoli, è accaduto all'interno di un clima che si vuole creare'', ha detto Pollastrini per la quale ''in tante dobbiamo dire 'basta'''. La polizia per indagare sulla regolarità dell'aborto si è recata presso la clinica ostetrica del Policlinico dell'università Federico II. Gli agenti hanno acquisito la cartella clinica della paziente di 39 anni, che è stata interrogata insieme con un'altra degente, più alcuni medici e infermieri. E' stato anche sequestrato il feto, del peso di 460 grammi. Anche il direttore generale del Policlinico, Giovanni Canfora, ha avviato una indagine conoscitiva allo scopo di accertare tutti i risvolti della vicenda. Il primario del reparto e direttore del Dipartimento di Ostetricia, professor Carmine Nappi, ha consegnato alla direzione una relazione sulle modalità di svolgimento dell' aborto. ''Si è trattato di un aborto praticato nel secondo trimestre, alla ventunesima settimana di gravidanza, che è previsto dall'articolo 6 della legge 194/78, eseguito con un'iniezione di prostaglandine'', ha detto Nappi. ''Il feto presentava un'alterazione cromosomica.
Se la gravidanza fosse stata
portata a termine ci sarebbe stato il 40% di possibilità di un deficit
mentale. La donna ha presentato un certificato psichiatrico della
stessa struttura universitaria sul rischio di grave danno alla salute
psichic', che ha autorizzato l'intervento'', ha aggiunto.
I risultati dell'amniocentesi, ritirata lo scorso 31 gennaio, avevano
accertato che il feto soffriva della sindrome di Klineferter,
un'anomalia cromosomica. L'inchiesta è stata affidata al sostituto
procuratore Vittorio Russo, che ha disposto i primi accertamenti
eseguiti in ospedale dagli investigatori.
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