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Ultimo aggiornamento: 08.01.2009 ore 01:00
FILIPPO FACCI SFIDA GRILLO SU IL GIORNALE Stampa E-mail
25/04/2008
25 Apr. - Ecco le prime 2 puntate dall'anti Grillo pubblicate: "Il nostro uomo, una delle fonti incontrate nella nostra due giorni genovese, comincia a esser stanco: «Poi va be’, ci sono storie personali, che non si possono scrivere». Dica. «Non si possono scrivere».
faccifil280x200.jpgDica. «Ma niente, lui a un certo punto stava in questo suo attico in corso Europa, che era tutto bello, col pianoforte, e ogni tanto ci portavamo le ragazze che gli procuravo quasi sempre io.
Tra l’altro sotto il letto nascondevamo un mangianastri per registrare le cose, gli amplessi, poi riascoltavamo e ci ammazzavamo dal ridere. Avevamo un gergo nostro: lui, il coso, lo chiamava “il gottoro”, e urlava sempre questa parola alle ragazze che non capivano: “Gottoro! Ecco il gottoro!”.
Il problema è che un giorno sua madre trovò le cassette e si mise ad ascoltarle, un macello». È questa la storia personale? «Aspetti. Un giorno portammo nell’attico due ragazze, mi ricordo che una era sposata. I suoi, del Giuse, erano nella casa di Savignone. Ma niente: ognuno cominciò a fare le cose sue e a un certo punto lui fece un urlo bestiale, ma bestiale, corse da me tutto nudo e disse “Guarda, guarda! Che mi succede?” e io glielo guardai e lui... lui...». Censura. La disavventura sessuale, oggettivamente ridicola, ebbe epilogo al pronto soccorso dell’ospedale San Martino, praticamente lì di fronte. Censura: anche se il soggetto non la meriterebbe perché lui una storia del genere (di un altro) l’avrebbe raccontata di sicuro: si parla di una persona, un comico, che ebbe a chiamare «Alzheimer» l’ex capo del governo e «venditore di bava» l’ex capo dell’opposizione, uno che ha mandato letteralmente affanculo decine di persone e che di fronte alla critica di un direttore di telegiornale, Mauro Mazza, ha replicato testualmente: «E se sparassero nel culo a lui?». La battuta sul Papa manco ce la ricordiamo, sta di fatto che qui, di fronte al grillismo, stanno saltando tutte le regole, si sta riscrivendo il galateo della politica per adeguarlo a quello dell’antipolitica: dunque la tentazione di adeguarci c’è, la voglia di non censurarci pure, come a dire: Grillo eccoci, siamo pronti, se questo è il ballo si balla anche noi, si fa all’americana come predicano tanti giornalisti amici suoi: e ti si contano anche i peli del bulbo. Da qui, come modesto e sperimentale assaggio, la nostra due giorni genovese e questa modesta inchiesta.

Le prime tracce visive di un Beppe Grillo volontariamente comico sono del 1970: un cortometraggio in super 8 diretto da Marco Paolo Pavese e scritto e interpretato e doppiato dal citato Orlando Portento; lì si vede il primo Grillo, imberbe. Mediaset ne mandò in onda degli spezzoni qualche anno fa. Ma Grillo, già da tempo, aveva cominciato a fare qualche seratina di cabaret accompagnandosi con la chitarra: circolini, qualche discoteca, molte feste e festicciuole politiche per liberali e socialdemocratici e democristiani e socialisti. «Gl’importava zero della politica» dice ora Portento, «era un frivolo, un cinico», anche se Grillo ogni tanto raccontava di qualche simpatia familiare per i liberali di Giovanni Malagodi.

L’avvocato Gustavo Gamalero, boss dei liberali genovesi, lo ingaggiò per alcune cene elettorali prima delle elezioni regionali: 15mila lire a serata. Più di 20mila, in giro, non se ne spuntavano: per questo gli amici lo aiutarono dopo che la famiglia chiuse o quasi i rubinetti. Lo aiutava anche qualche giovane imprenditore che voleva mettersi in vista; lo aiutava la bella ragazza con la quale stette per quasi dieci anni, Graziella, che vanamente cercò di farsi impalmare; lo aiutava qualche giornalista cui Grillo pietiva qualche buona recensione, e tra questi ha memoria buona Vittorio Siriani, ai tempi al Corriere Mercantile. Insomma lo aiutavano tutti, e va benissimo: ma ce ne fosse uno che non lamenti ingratitudine.

In quel periodo i localini di cabaret furoreggiavano: il Kaladium dietro la chiesa di Santa Zita, oppure il Meeting, o ancora il citato Instabile di via Trebisonda che apparteneva al pure citato Luigi De Lucchi, altro mentore di Grillo che tuttavia una sera dovette avvedersi dell’ormai storica ingratitudine del suo ormai ex pupillo. Lo aveva invitato appunto all’Instabile, il 27 dicembre 1977, oltretutto per consegnargli un premio; centinaia di spettatori aspettavano trepidanti, ma niente: Grillo telefonò e fece sapere che non ce la faceva, che era stanco. Disastro: De Lucchi dovette rimborsare tutti i biglietti salvo accorgersi, il giorno dopo, che Grillo in realtà aveva preferito esibirsi in un altro localino, il P4: perché lo pagavano di più.

Il vero problema di Grillo, all’epoca, era che a dispetto del talento non aveva ancora un repertorio tutto suo: prendeva a destra e a manca. Il gran suggeritore rimaneva Portento, per il resto rubacchiava qua e là: cantava sempre, tra altre, le canzoni di Pippo Franco che all’epoca nessuno conosceva. O quasi: «Gli organizzai un provino con un boss di Telemontecarlo, il ragionier Moracca, e il Giuse cantò due canzoni con la chitarra», racconta Portento, che certo non nasconde una forte antipatia per Grillo. «Poi Moracca mi prese da parte e mi disse: “Orlando, ma è questo il fenomeno? Uno che canta le canzoni di Pippo Franco?”. Ai tempi Grillo non aveva niente di suo: solo la faccia, i denti digrignati».
Bullonate. Quanta cattiveria. A ogni modo fu nei primi anni Settanta, per cercar di sfondare, che Grillo provò a trasferirsi a Milano. Pagavano anche 25mila a serata, da quelle parti. Si fece crescere la barba. Andreino, il fratello, tempestò tutti di telefonate affinché lo convincessero a tornare: «Fallo provare ancora un anno, è bravo» gli rispose Portento. Poi, più o meno al terzo anno milanese, la grande occasione: al localino «La Bullona» venne Pippo Baudo con una commissione Rai. Grillo s’inquietò, chiamò Portento, si rispolverarono vecchie battute. La sera fatidica Portento sbarcò alla «Bullona» con una sostanziosa claque e tutto scivolò liscio, o quasi. Grillo, sul suo sito, ha scritto che quella sera “improvvisò un monologo”, ma secondo Portento non improvvisò niente. Anzi, rischiò, perché Baudo fu curiosamente attratto proprio da Portento. Più tardi, anche se il provino del Giuse era andato benissimo, attorno a Portento si formò un capannello dove spuntava il testone di Baudo, e Grillo non resse la scena. Se ne andò, ingelosito. Una scena analoga a quella raccontata da Dino Risi a margine del film «Scemo di guerra», anno 1984: «Già depresso perché ridotto al ruolo di spalla», ha detto il regista al Corriere della Sera, «Beppe si ingelosì del rapporto speciale che avevo con Michel Coluche: e così, per ripicca, fece la mossa classica dell’attore indispettito e si diede malato. Per due mesi dovemmo sospendere le riprese. Finché qualcuno non gli fece sapere che se non fosse tornato avrebbe dovuto pagare una penale. Parola magica: da buon genovese si ripresentò sul set». Il controllo legale chiesto dalla casa cinematografica ebbe buon gioco. Grillo girò altri due film, purtroppo sfortunati e distrutti dalla critica: «Cercasì Gesù» di Luigi Comencini e «Topo Galileo» di Francesco Laudadio. A Dino Risi è rimasto il dente avvelenato: «La cosa che gli è riuscita meglio è la svolta antipolitica, anche perché è più attore oggi di quando cercava di farlo per davvero. Attenzione, però: non c’è niente di vero nel personaggio che interpreta».

Te la do io Reggio Calabria. Qui ricomincia l’avventura. E qui si perfeziona la straordinaria attitudine di Grillo di mollare quelli di cui non ha più bisogno. Normale? Dipende. Altri personaggi come Paolo Villaggio e Tullio Solenghi, a Genova, te li raccontano come saldamente legati ad amici e radici genovesi: Grillo no. Trovare qualcuno che te ne parli bene, in città, è un’impresa. Sarà l’invidia. Per cominciare, appena ebbe successo, mollò la fidanzata. Altri non lo ricordano volentieri: «È l’essere più falso e opportunista che abbia mai conosciuto in vita mia» racconta il presentatore Corrado Tedeschi, «e non ha neanche un pizzico di umanità. C’è stato un periodo in cui ci siamo frequentati insieme alle nostre compagne, pensavo che ci fosse stato un minimo di amicizia, poi seppi che parlava malissimo di me». Pare che Walter Chiari non avesse un’opinione molto diversa, ma vallo a sapere. Anche il rapporto con Portento cominciò ad allentarsi, ma resistette perché ancora utile: dopotutto era stato Portento a scrivere «Te la do io la Francia» nel 1969, ben prima dei fortunati «Te la do io l’America» e «Te lo do io il Brasile»: «Dovevamo anche fare “Te la do io Reggio Calabria”, perché io sono di Bagnana Calabra, ma non se ne fece più nulla» dice l’ex amico. Grillo ormai era lanciatissimo. Nel 1977-78 sulla Rai partecipò a «Secondo voi» e nel 1979 a «Luna Park», stesso anno in cui esordì come presentatore a «Fantastico» assieme a Loretta Goggi, programma di Antonio Ricci. Di lì in poi potrà scegliersi nuovi autori che gli scrivano le battute: Ricci medesimo e Stefano Benni tra questi. Fu il successo vero, e nondimeno i soldi veri che il fratello Andreino prese a gestirgli: anche perché il Giuse non si fidava di nessuno. La Cannelli Grillo era stata ceduta agli stessi operai che ci lavoravano, e cominciarono altri investimenti. L’attico di corso Europa venne trasformato in un centro benessere (massaggi, ecc.) curato da certo professor Mario Miranda: ma l’impresina fallì quasi subito. Ben prima di acquistare una villa al Pevero, in Costa Smeralda, acquistò tre appartamenti nel residence Marineledda nel golfo di Marinella, dove Silvio Berlusconi ha la sua famosa villa. Ottenne forti sconti, Grillo, promettendo che sarebbe venuto a fare delle serate di cui non si ha notizia. Fece tutto col fratello, da cui rileverà la maggioranza assoluta (99 per cento) dell’immobiliare Gestimar di Genova. Cominciò anche la sfilza delle belle auto, in ordine sparso: Porsche, Chevrolet Blazer, secondo alcuni una Maserati, e sicuramente, più avanti, una Ferrari 308 bianca e una Ferrari Testarossa (rossa, chiaro) che terrà parcheggiata davanti alla discoteca Davidia di Genova, coperta da apposito telone". (segue)

 


Commenti (21) >>
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scritto da w, maggio 02, 2008

per michele e quelli di sotto che la pensano come lui : tua madre ha fatto un errore ti doveva affogare nella merda quando sei nato cosi' ora invece di galleggiare insieme al tuo grillo che ti inc... a sangue
saresti MORTO e nn scriveresti cazzate ... sei solo un povero S e C



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scritto da michele, aprile 30, 2008

a FACCI a FACCI DI MINCHIA...vergognati!!!Anche perchè non varrà niente quello che dici, non varrà niente metterti contro Grillo perchè sta volta ti metti contro il popolo; il quale non ne può più di queste ingiustizie, di questi sprechi che lo impoveriscono e lo sfruttano. BASTA!! E TU SEI UN FACCI DI MINCHIA CHE NON HA CAPITO UNA MINCHIA....STRONZO!!!!!!!!!

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scritto da gianlore, aprile 28, 2008

Ma tu non ti vergogni??????????
Ma che cavolo di faccia hai??? non solo di bronzo. Ma come ti permetti di scrivere certe cose? Sei il peggior esempio di giornalismo. Voi non sei un giornalista sei un pennivendolo!!!Chissà come sei soddisfatto dei commenti che vengono scritti qua sopra... puoi andarne fiero, falli leggere ai tuoi figli!!! STRACCIONE
GLM

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scritto da Andrea Pascarelli, aprile 27, 2008

Ancora una volta nessuno che discuta seriamente delle proposte di Grillo. Adesso si cerca di screditarlo, poi di isolarlo (ma credo che sarà un po'dificile)nel peggiore stile mafioso. Come dire: guarda, stai attento, non esagerare perchè sappiamo tutto di te. Mi chiedo se il giornalista (cane da guardia del potere che diventa cagnolino da salotto) ha mai letto una biografia non autorizzata del suo datore di lavoro.

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scritto da bes_one, aprile 26, 2008

"FILIPPO FACCI SFIDA GRILLO SUL GIORNALE"
ah ah ah
Non è in grado
SERVO!

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scritto da FIORE MATTO, aprile 26, 2008

al di la della vita privata di GUSE LE COSE CHE DICE SUI POLITICI E SUI GIORNALISSTI ( la maggior parte di loro ) sono VERISSIME E SACROSANTE

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scritto da anonimo, aprile 26, 2008

Facci sei il peggio del peggio, un degno erede di Ferrara secondo me smilies/tongue.gif

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scritto da Nemo, aprile 26, 2008

Il "problema" non è che Grillo non sia trasparente (figurarsi...) bensì come mai uno "caciocavallo appiso" come Facci (e chi cazz'è?) si metta a scrivere queste cose. O meglio: il perchè lo sappiamo...
Dunque è più aborrendo un mister nessuno (e che mai nessuno sarà mettiti l'anima in pace, e Facci o' piacere!) servo del Berlusca e simili, quale è Facci, che non un mero comico: che comunque smerda lui, il Berlusca e tutta la sua "classe" di accoliti parassiti analoghi.

E' chiaro o' cuncetto?

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scritto da Bleek, aprile 26, 2008

Soprassediamo sulla questione Grillo, è adulto e può benissimo cavarsela da solo.
Quello piuttosto mi chiedo da ormai troppo tempo è perhé Filippo Facci continui imperterrito a rincorrere un modello di giornalista alla Travaglio, ben sapendo di non averne le carte.
Inimitabili le sue comparsate come spalla riempibuchi di Ferrara o i suoi post sul blog dello sfigato G.Neri...

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scritto da Claudio M '58, aprile 26, 2008

Per Marcella: ideologicamente vicino un fico secco, i voti che hanno seguito le indicazioni di Grillo hanno fatto il gioco della destra, pertanto non definirei Grillo come uno che ha delle ideologie; ed è per questo che non condivido lui, ma condivido spesso le sue denuncie.
Quindi non è importante Grillo, ma quello che fa emergere dal fango a cui siamo abituati ed è per questo che non lo paragonerei ad un politico, lui è solo una voce, non è un nostro rappresentante e quindi può avere tutti gli scheletri che gli pare o che gli vengono affibiati, non è lui l'argomento, ma quello che dice.
Claudio (Comunista)

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scritto da marcella, aprile 26, 2008

Ho avuto l'occasione di vederla una qualche volta in TV, mi ha stupita la sua supponenza, alterigia e quel tono arrogante di considerare tutto e tutti (tranne gonfiati pseudo illustri....)una sorta di sottoprodotto degni solo di disprezzo. E' un complimento, mi creda, il suo disprezzo,è una lode a quelli che a differenza sua, sanno vivere senza scheletri psicologici nell'anima. Riguardi il suo egocentrismo e quel suo orgoglio che,oltre a distruggerla,la fa apparire ridicolo agli occhi di chi crede che l'umiltà sia la piattaforma che sostiene l'intelligenza differenziandola dalla mistificazione sua e di tante altre persone a lei "ideologicamente" vicine.

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scritto da extramuros - Francesco B. 55, aprile 26, 2008

Servili o non servili, per quanto Grillo in più di un'occasione abbia descritto molte schifezze per com'erano, resta il fatto che è un personaggio tutt'altro che trasparente. Non si capisce perchè si debbano contestare gli avversari politici (e giustamente) anche per i loro trascorsi, visto che un poitico o uno che pretende di rappresentare le voci di molti deve essere in grado di assumere la responsabilità del suo passato, e invece si debba riservare a Grillo un trattamento diverso.
Vista da destra o da sinistra, com'è che si contesta la trascora appartenenza comunista a Veltroni come se fosse una colpa, o la spericolata moralità dell'ascesa di Berlusconi, mentre di Grillo bisognerebbe accettare a priori la buona fede? Non c'è ragione.

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scritto da giagra7, aprile 25, 2008

QUESTA SI CHE E' UNA VERA SFIDA!!!!!!!!!! Facci, ma non ti vergogni nemmeno un po'??? pretendi anche che Grillo ti consideri ???
Sei come un vaso Ming, bello fuori ma aime' vuoto dentro...
Aggiungo in fine che sarei entusiasta, se ti dovessi vedere in un faccia a faccia con Grillo, anche se penso che non sarebbe troppo interessante assistere ad una sfida a senso unico... dove tu continueresti a ripetere: GOTTORO GOTTORO GOTTORO!!!! non essendo in grado di concepire qualcosa di piu' intelligente...
RIFLETTICI.....

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scritto da S4lv0, aprile 25, 2008

Filippo Facci tu non hai ancora capito nulla!
1) Grillo in questi anni ha cambiato modalità di pensiero su molte cose.
2) Tutti commettiamo degli errori e credo che le persone ammirano di Grillo la schiettezza e la liberalizzazione di alcune informazioni che non ti passa nessuno ... perchè è meglio celarle (Esaminati e chiediti la qualità della tua informazione!)
3) Io non capisco se uno che ha lo scopo di fare informazione (come dovresti essere tu!) ogni tanto si prende la briga di leggere atti giudiziari, condanne, promulgazione di leggi con un solo scopo, ecc
la cui fondatezza va ben oltre questo genere di "quasi pettegolezzi" che riesci a vendere.

Io mi chiedo se riesci a distinguere la differenza tra informazione spazzatura ... e informazione che permette di capire che chi ci sta governando di sicuro non fa nulla per curare gli interessi dell'italiano medio.
In casi come la spazzatura in Campania ... ho la sensazione che ti sfugge l'accostamento tra chi governa e la gente che muore (con tumori) per le decisioni (dettate dai soldi) di questa gente.
Evidentemente ti fa prurito la registrazione con il “il gottoro” oppure
"Il vero problema di Grillo, all’epoca, era che a dispetto del talento non aveva ancora un repertorio tutto suo"

Complimenti continua così!
Sono persuaso che sarai ricordato per la banalità e l'inutilità dei tuoi interessi!
Inoltre darai modo a chi ti pubblica di avere lo stesso tipo di valutazione da parte dell'opinione pubblica.
Perchè non cominci a cambiare obiettivo anzichè rubare il tuo stipendio raccontando fatti da condividere al massimo al bar con gli amici?

S4lv0

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scritto da free, aprile 25, 2008

a parte i figli di facci che non c'entrano un cazzo, ma dov'è lo scoop qual è esattamente la notizia clamorosa? facci, facce ride!

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scritto da pierotarantola, aprile 25, 2008

facci è inutile che spari cagate sei un pennivendolo sfigato pagato dal berlusca .figlio di emilio fede e con la stessa dignità.tuo figlio,se ne hai,quando sarà grande,avrà modo d capire chi è stato suo padre.pensare che tu saresti un giornalista.....ENZO BIAGI allora che mestiere faceva ? secondo mè sotto sotto ti schifa anche berlusconi.

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scritto da Marco S., aprile 25, 2008

È facile gettare fango sulle persone raccontando i fatti personali, daltronde Facci ha sempre combattuto Grillo in questo modo, non ho mai sentito Facci dire qualcosa sul pensiero di Grillo, ha ripetuto solo qualche frase di qualche politico.
FACCI: «Poi va be’, ci sono storie personali, che non si possono scrivere». Dica. «Non si possono scrivere»... e l'intervista continua solo con storie personali di Grillo... complimenti davvero a Facci

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scritto da sweetie, aprile 25, 2008

Filippo, sei troppo bello...

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scritto da aLesd, aprile 25, 2008

ma il figlio di facci (se ce l'ha) sicuro che gli sputa in faccia.

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scritto da matrix, aprile 25, 2008

vuoi che ti faccia l'elenco dei giornalisti servi della sinistra? Quasi tutti,tra cui Zaccaria spudoratamente di sinistra,Santoro,Floris,berlinguer il cognome è tutto un programma,Il 90% del Corrire della Sera ,Mauro e tutta repubblica.Ne vuoi ancora?????????????????????

...
scritto da fabri, aprile 25, 2008

non bastavano i vari FEDE,FELTRI,BELPIETRO,GIORDANO,ROSSELLA,VESPA,MAZZA,LIG UORI,ecc...ecc...ecc..ecc..ecc..ecc..ecc..ecc..ecc..ecc..ecc..ecc..ecc..adesso largo ai giovani come FACCI!! come fate ad essere cosi vergognosamente servili?cosa insegnerete ai vostri figli???????

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