Sondaggi politici, elettorali, sondaggi d'opinione. Il sondaggio politico elettorale che fa opinione

Clandestinoweb
bnr_468x60_crespi_x_clandestino.jpg
Ultimo aggiornamento: 08.01.2009 ore 01:00
FINANZIARIA: Brivido diniano. Passa con 161 voti a favore. 157 i contrari, Unione in festa. Stampa E-mail
15/11/2007
16 nov. - 161 voti a favore della maggioranza contro i 157 no del centrodestra. E' il coronamento di una giornata in cui la storia sembrava convergere verso un esito del genere. L'unico vero brivido, infatti, arriva in mattinata quando il governo e la maggioranza sono battuti su emendamento relativo agli uffici periferici del ministero dell'Economia.
prodiviola.jpg Per il resto, i lavori procedono in modo tale che palazzo Chigi, alla fine, esprimera' "soddisfazione" per l'intesa raggiunta su temi importanti.
E Romano Prodi, entrando a palazzo Madama per assistere alle dichiarazioni di voto finali, sorride e si mostra fisucioso: "Per adesso ce l'abbiamo fatta, poi vedremo".
Il primo voto serio della giornata e' un test per capire se ci sono stati fatti nuovi tra gli scontenti del centrosinistra.Dai tabulati risulta che non votano Lamberto Dini e il liberaldemocratico Giuseppe Scalera, due senatori eletti all'estero e il senatore a vita Emilio Colombo. Ovviamente, spicca la mancata partecipazione dei diniani. Ma proprio il presidente della commissione Esteri assicura: "Non c'e' alcun significato politico. C'era confusione in aula e non abbiamo capito".
Fatto sta che la giornata politica, gia' messa in agitazione dalla rottura del silenzio ultradecennale di Gianni Letta con l'anticipazione, fornita dal 'Corriere della sera', di un passaggio di un libro in cui si dice favorevole ad una "grande coalizione" con il compito di fare le riforme, ruota per diverse ore attorno a questo incidente isolato. Dall'Udc prima il vice presidente dei deputati centristi Maurizio Ronconi chiede a Prodi di "trarre le naturali conseguenze" dalla "messa in discussione del quadro politico da parte di Dini, aldila' dell'approvazione tecnica della Finanziaria".
La Finanziaria, dunque. La maggioranza, superato l'incidente iniziale, porta a casa le proposte piu' spinose per il rapporto con la sinistra, in particolare i precari.
Va in porto quella misura ed esultano Pdci, con Oliviero Diliberto e Manuela Palermi, il Prc e anche i diniani, per la riformulazione voluta da Natale D'Amico.
La maggioranza, insomma, non solo tiene ma sembra consolidarsi nelle sue giunture piu' a rischio, come quella tra i moderati e la sinistra radicale. Insomma, clima costruttivo, niente ostruzionismo, tanto che il vice presidente dei senatori dell'Ulivo, Luigi Zanda, e' ottimista: "Siamo in dirittura d'arrivo. Il dibattito ha consentito di migliorare il provvedimento per cui ci sono le condizioni per la sua approvazione".
Eppure, la sorpresa e' sempre in agguato. L'Unione serra i ranghi al punto che, durante le votazioni, i senatori sono cosi' precettato da essere sottratti alle telecamere anche a interviste appena iniziate. Che il feeling auspicato da Fi nei confronti dei diniani sia pero' lontano dal concretizzarsi in aula lo dimostra la critica dell'azzurro Gaetano Quagliariello a Natale D'Amico: "Vorremmo sapere come ci si sente ad aver contribuito a determinare quella che Oliviero Diliberto, quello che fino a ieri brindava sulla piazza Rossa, definisce una vittoria dei comunisti". Fredda la replica del senatore diniano, che spiega la portata del provvedimento e imputa al collega "una passione velata di faziosita'".
Il senso politico di quanto sta accadendo lo riassume il ministro per l'Attuazione del programma, Giulio Santagata: "L'importante per noi e per il Paese e' che la Finanziaria venga approvata e che venga approvata senza ricorrere alla fiducia, che significa che la maggioranza poi tanto traballante non e'". Anche il ministro per lo Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, e' ottimista: "I voti ci saranno e la Finanziaria verra' approvata. Il resto sono solo fibrillazioni che poi si risolvono" Ne sembra consapevole, nel centrodestra, il capogruppo leghista Roberto Castelli: "La Finanziaria passera', ne sono certo, ma e' solo il primo tempo della partita. E' tradizione che quella vera si faccia in seconda lettura. La vera manovra uscira' dalla Camera dove Prodi mettera' le cose sensibili e poi verra' al Senato per la votazione definitiva". Insomma, siamo solo alla partita d'andata, e' il ragionamento di Castelli. Una partita che, pero', risente di influssi di altri 'campi', come quello della legge elettorale. Tanto che Manuela Palermi, Ma quando si arriva al primo degli "accantonati" la class action, o azione collettiva, la temperatura a palazzo Madama si impenna. La Cdl va all'attacco, sfiora la polemica con Franco Marini e invoca l'intervento del Capo dello Stato. Il leghista Castelli liquida la cosa come "class action all'amatriciana", mentre il capogruppo di An Altero Matteoli ricorda che una disciplina del genere in passato non sarebbe stata accettata in Finanziaria dal Quirinale. Particolarmente acceso l'intervento di Renato Schifani.
Il presidente dei senatori azzurri denuncia che "ci troviamo di fronte a temi di carattere giuridico che meritano un approfondimento. Troppi emendamenti sono stati ammessi ma andavano giudicati inammissibili. Ci auguriamo che il Quirinale stia seguendo i nostri lavori". Il presidente Marini interviene e ricorda "il patto tra gentiluomini": ieri "ci si e' accordati che i lavori si sarebbero svolti in modo ordinato per consentire la chiusura stasera".
Schifani non ci sta e rivendica di aver chiesto, in realta', tempo fino a domani. Per Marini si tratta di "una forma di ostruzionismo". E cosi', se ieri qualcuno aveva avuto da ridire, nella maggioranza, sulla disponibilita' della seconda carica dello Stato nei confronti dell'opposizione, oggi si e' dovuto ricredere. Nel merito, dopo varie questioni procedurali, la class action proposta da Roberto Manzione (Ud) viene approvata, anche se con la complicita' involontaria del forzista Roberto Antonione che vota a favore anziche' astenersi.
Si disperera', protestera' il suo errore, ma ormai il voto e' registrato e valido capogruppo Verdi-Pdci a palazzo Madama, spera che "il chiacchiericcio sulla nuova legge elettorale finisca" perche' "e' vano e inutile" e ha come unica conseguenza "quella di provocare malumori nell'Unione".
Dalla Camera, d'altronde, anche l'ulivista Franco Monaco richiama Walter Veltroni: "Se ha un disegno centrista lo dica chiaramente", mentre Idv e Udeur si mostrano comunque disponibili al dialogo. L'altola' di Palermi comunque contribuisce a concentrare le energie sulla priorita' numero uno della giornata: la seduta riprende alle 15.30 e ci sono almeno un paio di grane da affrontare, la class action e il tetto agli stipendi dei manager pubblici. Passano una dopo l'altra le norme sui risarcimenti aghli emotrasfusi, all'assunzione dei precari nella Croce rossa Nella maggioranza e' festa grande.
Braccia in alto e pugni chiusi come un centravanti dopo aver segnato un gol, Manzione esulta e abbraccia Anna Finocchiaro, presidente dei senatori dell'Ulivo, sancendo plasticamente la fine di ogni dissapore legato alle scelte sempre piu' autonome del senatore che sta comunque ancora con un piede nell'Ulivo. A coronare l'immagine di concordia, gli abbracci con Antonio Boccia e con il capogruppo del Prc, Giovanni Russo Spena, oltreche' che con il suo compagno di viaggio nell'Ud, Willer Bordon. Dall'opposizione, inutile protesta dell'azzurro Maurizio Sacconi, che parla di "impropria introduzione nella Finanziaria della class action in salsa italiana" e si segnala con un gesto, la scarpa sbattuta sul banco, che richiama un precedente storico, quello all'Assemblea dell'Onu di Nikita Kruscev, allora segretario generale del Pcus e leader dell'Unione Sovietica.
Arriva anche il via libera all'emendamento di Francesco Storace che obbliga la Rai a rendere note le retribuzioni dirigenziali e i compensi per la conduzione di trasmissioni di qualunque genere. Tocca infine all'emendamento sul tetto agli stipendi dei manager pubblici, che passa con 160 si' e 156 noNel frattempo, pero', il tempo passa e la scadenza inizialmente indicata per le 21 per il voto finale sulla Finanziaria appare piu' volte come un riferimento 'mobile', suscettibile addirittura di essere accantonato anch'esso per una facile approvazione, si pensa, della manovra domani, quando, dopo il Cdm necessario per approntare la Nota di variazione, l'aula di palazzo Madama dovra' comunque pronunciarsi sul Bilancio. Per dirla con Russo Spena, "se si arrivera' a votare domani, voteremo domani". Ma e' l'ultimo brivido della giornata, perche', votati gli articoli della Finanziaria, Marini chiede, e gruppi concordano, che il voto finale sulla manovra sia si tenga alle 10.30. Resta il preannucio di dichiarazione di voto 'lirica' da parte dell'ex Capo dello Stato Francesco Cossiga che, deluso dal no di Romano Prodi alla sua richiesta di opporsi alla commissione parlamentare sul G8, comunica che esporra' il suo voto contrario al governo declamando alcuni versi della pesia di Alfred Tennyson sulla Carica della Balaclava, che rievoca e celebra l'ultimo disperato assalto della cavalleria della brigata leggera britannica contro i russi vicino a Sebastopoli, nel 1854. Poesia che il presidente emerito effettivamente legge nelle strofe conclusive: "La morte vi ha ghermito, ma non dimenticheremo il vostro disperato e disperante coraggio".(Adnkronos)
<-> Hai ritenuto interessante questo articolo? Condividilo in rete
 
< Prec.   Pros. >

All news, altre notizie

NEVE E FREDDO FLAGELLANO NORD ITALIA - MILANO: NOTEVOLI I DISAGI: MANCA IL SALE07/01/2009
NEVE AL CENTRO NORD - AEROPORTI LINATE E MALPENSA CHIUSI SINO ALLE 13 06/01/2009
NORD SOTTO LA NEVE:DISAGI NEGLI SCALI LOMBARDI. IMBIANCATI 600 KM DI AUTOSTRADE05/01/2009
INTERNET: NASCE 'CATHOLIC GOOGLE' MA SE DIGITI 'PAPA' TROVI UNA PIZZERIA 05/01/2009
MALTEMPO: NORD NELLA MORSA DEL FREDDO, -25 IN VENETO 05/01/2009
VATICANO: O.ROMANO, PILLOLA E' ABORTO E DEVASTA AMBIENTE04/01/2009
MALATA TUMORE CHIEDE EUTANASIA, IL COMUNE IMPUGNA LA DECISIONE DELLA ASL04/01/2009
MALTEMPO: NORD AL GELO, PIOGGIA E NEVE AL CENTRO SUD03/01/2009
CRISI - BAGNASCO (CEI): L'ITALIA TIRI FUORI LA SUA FORZA04/01/2009
ANTITRUST: ENERGIA, MULTE PER 1,275 MLN A 9 SOCIETA'03/01/2009

Studi e Ricerche

Fai tu la notizia

Hai qualcosa da raccontarci? Ti sei imbattuto in un fatto che pensi meriti l'attenzione dei media? Scrivi il tuo pezzo e invialo a Clandestinoweb, la redazione ti contatterà per pubblicarlo sul sito

SEGNALACI UNA NOTIZIA

Vetrina

opinion.jpg

tg5.png

vr.jpg

logo la destra news

radioradicale.png




 

 

serverstudio web marketing e design