| Finanziaria: servono ancora altre 24 ore per arrivare al voto finale |
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| 14/11/2007 | |
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14 Nov. - Questo il risultato di una giornata estenuante, durante la quale forti sono state le tensioni registrate nell’Aula di Palazzo Madama. Una seduta nervosa, piena di interruzioni, durante la quale il presidente Marini è arrivato a convocare per ben tre volte la riunione dei Capigruppo.
E questo per cercare di sedare gli animi, con la Cdl che ha chiesto il rinvio del voto finale “a un giorno di questa settimana”, e l’Unione ferma sul no secco, disposta al massimo a votare domattina.
Nella giornata di giovedì, invece, i lavori del Senato prevedono le dichiarazioni di voto, sempre sul ddl finanziaria e il voto sul provvedimento. Dopo l’informativa del Ministro dell’Interno sulla morte di Gabriele Sandri e la votazione sulla nota di variazione di bilancio, si andrà al voto finale della manovra, per passarla successivamente alla Camera. Forti le tensioni che hanno caratterizzato la giornata politica, con i due fronti contrapposti a lanciarsi continui attacchi e battute, anche sarcastiche, come quella di Prodi che ha consigliato alla Cdl di farsi una radiografia al piede, dopo aver insistentemente cercato di far cadere il Governo, quasi come chi si fa male ostinandosi a dare calci ad una porta chiusa. “Un’aggressività che non mi meraviglia - ha detto il presidente del Consiglio - poiché credo debbano sparare tutte le cartucce che hanno”. Una replica, quella di Prodi, agli argomenti adottati dalla Cdl per cercare di rinviare il voto, come la possibilità di esaminare meglio gli ultimi emendamenti, anche se il capogruppo di Forza Italia, Renato Schifani ha sostenuto che “l’opposizione ha avuto un comportamento responsabile, presentando pochi emendamenti”. A difendere la maggioranza ci ha pensato il senatore di Rifondazione comunista Russo Spena, il quale ha fatto notare come da parte dell’opposizione ci sia stato un comportamento paradossale, con una prima richiesta di prolungamento del dibattito, alla quale ha fatto seguito la volontà di chiudere domani sera o al più tardi venerdì mattina. Maggioranza e opposizione col fiato sospeso, quindi, con lo spettro di possibili problemi che non sembrano finiti, se si tiene conto del fatto che giovedì la maggioranza rischia di dover fare a meno dei voti di due senatori a vita: quello dell'ex capo dello Stato, Oscar Luigi Scalfaro, che aveva preso impegni già da tempo, e quello della senatrice Rita Levi Montalcini, in partenza per un convegno negli Stati Uniti, anche se secca è stata la sua precisazione: "Sarò in aula. Non parto".
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