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Ultimo aggiornamento: 21.11.2008 ore 16:16
FINI BACCHETTA BOSSI, MA A BOSSI L'INNO DI MAMELI NON PIACE, MEGLIO IL PIAVE-COMMENTI Stampa E-mail
22/07/2008
22 lug. - "Nessuno, men che meno un ministro della Repubblica, deve pronunciare parole che offendono un sentimento nazionale che sta nell'Inno di Mameli ed in quello che significa, al di la delle parole che lo compongono".
bossi_incazzato_280x200.jpgLo ha ribadito nell'Aula della Camera il presidente Gianfranco Fini, riferendosi alle affermazioni di Umberto Bossi, aggiungendo: "L'inno è elemento distintivo dello Stato al pari della bandiera: è un elemento simbolico e come tale esso va rispettato". "Identico rispetto - ha aggiunto Fini - si deve a tutti gli italiani, quale che sia il luogo di nascita, di residenza o di lavoro. Il primo dovere di ogni parlamentare o ministro è di ricordare che non ci sono italiani del nord, del centro o del sud ma che ci sono solo gli italiani, che in quell'Inno di Mameli si riconoscono". "Non c'é dubbio che l'unità nazionale, i suoi simboli ed il rispetto che ad essi è dovuto sono condizioni indispensabili per qualsiasi politica di autentica riforma", ha detto Fini. "A me l'Inno di Mameli non è mai piaciuto, fin dai tempi della scuola, preferisco la canzone del Piave...quella che fa 'Il Piave mormorava calmo e placido..''.Quella è una canzone di popolo, è più vicina alla Marsigliese": lo ha detto all'Ansa il ministro delle Riforme, Umberto Bossi, interpellato sulle polemiche al suo gesto di ieri a Padova. Ministro Bossi, che cosa replica alle polemiche che le sono piovute addosso dopo le sue frasi e il gesto di ieri a proposito dell'inno d' Italia?
"Adesso sono tutti pronti a saltar su una cosa così, detta davanti ad una platea come quella veneta che è calda, nella concitazione del momento - replica il leader della Lega - Ma Certamente e me l'inno di Mameli non piace. Il poeta usò questa frase, schiava di Roma che non ho mai sopportato...il problema é sul contenuto, non sull'inno in quanto inno d'Italia. Proprio non mi piacciono le parole dell'inno e l'ho sempre detto".
"Quella parola, schiava...- aggiunge Bossi - non la sopporto. Noi siamo per abolirla la schiavitù in ogni sua accezione. E così ho anche detto che il nord, la Lombardia, il Veneto mica possono essere schiavi di qualcuno...E allora perché non usare come inno quella canzone del Piave che mi ha sempre commosso? Quella è popolare, trascinante, somiglia, come intonazione e come senso patriottico, alla Marsigliese".

I COMMENTI
MONARCHICI ITALIANI, L'ESTREMISMO VERBALE NON PAGA - ''I simboli dell'Italia meritano rispetto. Il Ministro Umberto Bossi dovrebbe abbassare i toni e ricordarsi del giuramento prestato. L'estremismo verbale non paga''. Questo il commento dell'Unione monarchica italiana (Umi) all'attacco ''ingiurioso'' di Bossi contro l'Inno di Mameli.
''Siamo convinti - afferma l'Umi - che le dichiarazioni del ministro contro il Tricolore e l'Inno d'Italia, nonche' le sue dichiarazioni sugli insegnanti meridionali, non portino alcun vantaggio alla causa federalista, che ne esce danneggiata''.
VELTRONI; BENE FINI, ORA INTERVENGA BERLUSCONI - ''Mi aspetto che a questo punto arrivino le parole del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, a dire se condivide le parole del suo ministro che sono, a questo punto, di tutto il gruppo della Lega''.
Cosi' il leader del Pd Walter Veltroni, in Aula alla Camera, dopo che il capogruppo del Carroccio Roberto Cota ha manifestato ''l'appoggio del gruppo della Lega alle parole del ministro Umberto Bossi''
Il problema politico non sono piu' solo le parole di Bossi contro l'inno di Mameli e i professori meridionali, ma il sostegno della ''Lega tutta'' alle posizioni di Bossi, ha detto Veltroni, intervenendo in aula dopo le parole di Gianfranco Fini, durante il dibattito apertosi all'inizio della seduta.
Il segretario del Pd ha spiegato di non aver ''mai interpretato come intemperanze le parole di Bossi: e' un leader politico e parla con cognizione di causa''.
Veltroni ha poi evidenziato che l'intero gruppo della Lega Nord ha applaudito il capogruppo Roberto Cota quando questi ''ha detto di essere d'accordo con Bossi''. ''Ora - ha proseguito - ci si presenta un problema politico diverso. Ed e' la posizione politica della Lega tutta intera a sostegno delle parole di Bossi''. Inoltre, ha aggiunto Veltroni, queste posizioni ''non sono condivise da una parte della maggioranza, come dimostra l'intervento dell'onorevole Bocchino. Questo - ha insistito - e' un tema politico nuovo con cui abbiamo a che fare''.
''Le parole del presidente Fini sono state chiare, mi auguro lo siano anche quelle del presidente Schifani al Senato. Mancano pero' all'appello le parole di una figura da cui il Paese si attende un chiarimento, quelle del presidente del Consiglio: dica se e' d'accordo con le parole suo ministro e con questa posizione di un gruppo che sostiene la sua maggioranza''.
CASINI, OPPOSIZIONE DICA SE UTILE O PERICOLOSO - ''L'inno nazionale e il tricolore sono elementi costituenti dell'identita' nazionale, minimi comuni denominatori che non possono essere discussi''. Cosi' il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, intervenendo in aula alla Camera sulle parole pronunciate ieri dal leader della Lega, Umberto Bossi.
Dopo aver portato un saluto deferente al presidente emerito della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, Casini ha rivolto un pensiero agli insegnanti, che ''con stipendi a volte umilianti concorrono alla formazione dei nostri figli''. ''Molti hanno parlato di un Bossi bifronte, mi sembra che allo stesso modo siano bifronti - ha detto Casini - certi colleghi dell'opposizione che a giorni alterni riconoscono a Bossi utilita' o pericolosita'''. Il leader dell'Udc ha concluso con un invito al presidente della Camera ad avere ''parole di richiamo perche' i parlamentari abbiano convinzioni ferme da non scambiare con le convenienze del momento''.
STORACE, SCIAGURATE ESPRESSIONI CONTRO INNO E SUD - ''La prova che La Destra non governa la Nazione sta nelle sciagurate espressioni di Bossi contro l'inno e il sud''. E' quanto dichiara Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra.
FORMIGONI, POLEMICHE ALTAMENTE STRUMENTALI - Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, definisce ''polemiche altamente strumentali'' quelle sollevate ieri dopo il gesto offensivo verso l'inno di Mameli del ministro per le Riforme, Umberto Bossi. Intervenendo al termine dell'incontro con il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, Formigoni ha sottolineato che ''il ministro Bossi e' impegnato da tempo in un tentativo di riforma del nostro Paese fatto non per imposizione del volere della maggioranza sull'opposizione, ma attraverso il metodo del dialogo''. Secondo il governatore, questo e' ''lo spirito politico della riforma di Umberto Bossi''.
Ed e' per questo che il presidente della Lombardia sollecita a ''rimanere ai fatti e i fatti - ha detto - sono che Umberto Bossi, la Lega e il ministro Calderoli hanno presentato una proposta di federalismo fiscale su cui si sta discutendo in maniera aperta''
MUSSOLINI FA SENTIRE INNO MAMELI DA CELLULARE - Alessandra Mussolini chiede di intervenire nell'Aula della Camera e, invece di parlare, avvicina il suo telefonino al microfono e gli fa riprodurre le note dell'Inno di Mameli. Immediato l'intervento Gianfranco Fini. ''La prego, lo fermi'', le chiede il presidente della Camera. E la Mussolini: ''Presidente, e' bello farlo sentire il nostro inno. Andrebbe sentito all'inizio di ogni seduta'', dice riferendosi alle affermazioni contro l'Inno d'Italia di Umberto Bossi
CICCHITTO, NO A STRUMENTALISMI INUTILI - ''Respingiamo gli strumentalismi di bassa lega che qui non c'entrano nulla: la storia della Lega e' contraddistinta da innovazione e serieta''': lo ha detto nell'Aula della Camera il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto, confermando ''la massima lealta' nell'alleanza con la Lega, pur nel massimo di lealta' nel rispetto dell'Unita' nazionale dei suoi simboli''.
FITTO, NON CONDIVISIBILI CRITICHE ALL'INNO - ''Non possono essere condivisibili le critiche e le espressioni nei confronti dell'inno nazionale, ne' assolutamente la valutazione di merito rispetto alla riorganizzazione del modello scolastico italiano puo' derivare dall'appartenenza territoriale di questo o quel professore''. Cosi' il ministro dei Rapporti con le Regioni , Raffaele Fitto commenta in un'intervista a Sky Tg24 gli insulti del ministro delle Riforme Umberto Bossi all'inno di Mameli e agli insegnanti meridionali .
MALGERI (PDL), E' IPOCRITA PARLARE DI SEMPLICE GAFFE - Gennaro Malgeri, del Pdl, contesta le interpretazioni che sdrammatizzano il significato del gesto volgare di Umberto Bossi contro l'inno di Mameli. ''Non e' stata una gaffe. Ed e' ipocrita derubricarla rispetto all'intenzione che ha rivelato'', scrive Malgeri in un articolo per Liberal.
Per l'esponente del Pdl, ''l'attacco di Bossi all'inno e all'unita' nazionale rientra nel repertorio del leader leghista con il quale, nel corso degli anni, colpevolmente, il centro destra ha sempre accuratamente evitato di fare di conti''. Ora, per Malgeri, ''chiedergli di scusarsi non e' soltanto inutile, ma e' una presa in giro''. D'altra parte, sempre per Malgeri, ''Bossi e' un sintomo, non il capo di un'armata rivoluzionaria. E questo sintomo ha rivelato, nel corso degli ultimi quindici anni, un malessere profondo che nessuna classe politica responsabile e' riuscita ad estirpare''. Il problema, per Malgeri, e' che in Italia non c'e' un vero bipolarismo, ma ''due partiti che non sono partiti, ma mini-coalizioni mascherate, alleati per giunta con forze che hanno obiettivi diversi e particolari per niente animate da un coerente spirito nazionale''
COLOMBO CHIEDE FORMALI DIMISSIONI DA MINISTRO - ''Chiedo formalmente le dimissioni di Umberto Bossi da ministro'': lo ha chiesto nell'Aula della Camera Furio Colombo del Pd durante il dibattito sulle affermazioni del leader della Lega. In Aula c'erano i ministri Tremonti, Ronchi, Scajola e Vito.
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