| Fiorentina-Inter 2 a 0 con gli applausi degli sconfitti |
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| 05/12/2007 | |
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5 dic. - di Francesco Fusco - L’esempio di Prandelli e la politica
che elegge la stupidità a dogma - Domenica è accaduto qualcosa di nuovo nel mondo del calcio. Alla fine
di Fiorentina-Inter, l’allenatore Prandelli ha voluto che i suoi,
mentre si avviavano negli spogliatoi, applaudissero i giocatori che li
avevano battuti per due a zero.
E questi, dopo un primo momento di stupore hanno restituito il bel gesto. Finalmente!
Lo sport torna ad essere competizione leale fra avversari in campo, non fra nemici.
Qualcuno naturalmente parla di ipocrisia, qualcun altro vorrebbe istituzionalizzare il gesto, altri affermano che non fa parte della tradizione del calcio, ma del rugby. Quante voci. E c’è perfino chi ha voluto intesserci un sondaggio. Dimenticando la domanda principale, e cioè se è bene o male che gli avversari, qualsiasi sia il risultato si rispettino a vicenda.
Perché c’è ancora gente che vuole vedere il campo di gioco come una arena per trasformare le curve in campi di battaglia, e ci sono altri che non possono credere in uno dei fondamentali dello sport, la lealtà, e poi vi sono quelli che con l’istituzionalizzazione vorrebbero togliere quel carattere di spontaneità del gesto sportivo che Prandelli ha voluto e saputo dare alla sua squadra, e che l’avversario, altrettanto spontaneamente ha saputo raccogliere e ricambiare.
Lasciare le squadre libere di compiere quel gesto, spinte da spirito di emulazione, piuttosto che da “dettati” istituzionali, potrebbe significare qualcosa di importante se attecchisse come costume generale. Forse potrebbe evitare certe entrate “cattive”, fatte di proposito con l’intento di mettere fuori gioco l’avversario, e trasferirsi beneficamente poco a poco sulle curve, per non parlare degli spiazzi degli autogrill, dove nella stessa giornata due tifosi sono stati ancora sprangati, e dove pochi giorni addietro come conseguenza di questa violenza abbiamo avuto un morto. Il calcio tornerebbe ad essere uno sport adatto anche alle famiglie e ai bambini.
E chissà, ma forse ci illudiamo viste le cronache di questi giorni, che questo nuovo costume non si diffonda all’altra sfera della vita sociale che taglia in due gli italiani, la politica.
Anche qui le mosse dei vari esponenti del centro destra - soprattutto di Berlusconi - e di Veltroni, vengono commentate nello stesso modo. “Attenti al lupo “dice qualcuno dalla tribuna del Governo, deve essere istituzionalizzato dicono altri scontenti della piega presa dai colloqui, non ci stiamo dicono i partiti più piccoli assisi sulle varie curve. Sospetti, avvisi di “inciucio” lanciati al Governo, garanzie impossibili affermate sapendo di non poterle mantenere, disinteresse lanciato con un “me ne frego”, protagonismi inani di chi spera ancora nei “due forni”, atteggiamenti piccati senza ragione, fanno ala al cambiamento del modo di concepire la politica che la nascita del PD da una parte e la risposta del maggior partito di opposizione stanno tentando di imporre.
Una strada irta di ostacoli creati da chi guarda indietro, dalle “tifoserie” di ambedue gli schieramenti.
E gli italiani stanno a guardare quest’esercizio di chi vuole eleggere la stupidità a dogma. Chiedendosi quando la politica saprà seguire l’esempio di Prandelli. Francesco Fusco
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