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Ultimo aggiornamento: 11.10.2008 ore 20:57
FLAVIO INSINNA LASCIA “AFFARI TUOI” E TORNA AL TEATRO. - INTERVISTA Stampa E-mail
24/05/2008
24 mag. - di Giovanni Zambito - Lunedì mattina è stata presentata alla stampa la prossima stagione del Teatro Sistina di Roma che per il secondo anno consecutivo è risultato il teatro più frequentato in Italia con oltre 250mila presenze per 245 giornate di spettacolo e un incasso di oltre 6.250.000 euro grazie ai diciotto spettacoli che hanno spaziato da one man/woman show (Panariello e Goggi, per esempio), a commedie musicali, danza e concerti.
insinna_280x200.jpgIl direttore artistico della programmazione, Gianmario Longoni, ed Enzo Garinei, direttore artistico per le produzioni, hanno anticipato i tanti nomi e volti noti che ne affolleranno il cartellone: si partirà il 30 settembre con “Hairspray - Grasso è bello!” con Stefano Masciarelli; a seguire il musical “Cenerentola” con Roberta Lanfranchi per la regia di Massimo Romeo Piparo, il “Gran Varietà” di Arturo Brachetti, la commedia “Poveri ma belli” con Bianca Guaccero diretta da Massimo Ranieri, l’omaggio di Raffaele Paganini a “Ginger e Fred”, il ritorno di Enrico Brignano con “Le parole che non vi ho detto”, la commedia “Perché non facciamo l’amore?” con Gianluca Guidi e Lorenza Mario e infine, il grande ritorno di Gigi Proietti.
Previsti i concerti di Paolo Conte e Vinicio Capossela e il 13 gennaio sarà un personaggio amatissimo dal pubblico televisivo a calcare il Sistina: stiamo parlando del simpatico Flavio Insinna, che ha raggiunto il picco di popolarità grazie alla conduzione di “Affari tuoi”, il preserale di Raiuno.
L’artista, infatti, tornerà al suo punto di partenza artistico con lo spettacolo “Senza swing” con la regia di Giampiero Solari e narrerà i momenti significativi e paradossali della gloriosa e misera storia di una banda di caserma, una specie di fiaba raccontata ai bambini in cui i buoni cioè quelli che suonano con onestà e passione sono contro i cattivi, quelli che si esibiscono senza alcun coinvolgimento.
“È il racconto della vita di un’orchestra fatto in allegria e con un po’ di dialetto - dice Insinna. Ho sempre sognato di far parte di una banda o un’orchestra ma sono ancora troppo scarso: ho bisogno di esercitarmi in continuazione col sassofono”
Preferisci il teatro o la televisione?
“Siamo sempre lì, non cambia molto: non è che in questi anni abbia fatto il cardiochirurgo; fai telefilm, apri le scatole: le regole sono quelle e a teatro è più complicato perché il pubblico il telefilm lo guarda da casa e i fischi non li senti e a teatro invece te ne puoi accorgere: possono non venire, possono venire e andarsene durante, rimanere e alla fine insultarti”.
E quindi…?
“Insomma, la gamma dei pericoli e dei problemi è maggiore, ma questo è anche il bello. Se invece - volesse il cielo! - battono le mani sei l’uomo più felice al mondo per quella sera, sapendo sempre che è un mestiere che appartiene al superfluo: noi intratteniamo, però anche distrarre le persone un paio d’ore dai problemi veri male non è sempre con tutta l’autoironia del mondo”
Temi il pubblico del Sistina?
“Se a teatro va male ce ne andiamo a casa: c’è l’orchestra che suona Glenn Miller. Siamo amici ed è straordinario: quasi tutti si sono licenziati per fare la tournèe e per me è un atto di coraggio anche perché mica devono suonare con Frank Sinatra. Abbiamo fatto già una piccola prova di tour in provincia: se avessi potuto continuare a fare solo la provincia nascondendomi sarebbe stato meglio visto il mio carattere. Certo, c’è la grande soddisfazione di venire al Sistina ma anche il grande terrore, però spero di portare qui i miei genitori a rivedermi”
Il prossimo anno ti rivedremo anche in “Affari tuoi”?
“Per l’anno prossimo auguro non ci sarò io perché ho lo spettacolo teatrale e poi dopo due anni si rischia di stancare il pubblico. Ho bisogno di ricaricarmi: interpreterò comunque la seconda serie della fiction Ho sposato uno sbirro”
E il cinema? “Se viene bene… Non capisco chi dice che il proprio sogno è il cinema: ma se ti propongono la mondezza rimane tale anche su schermo gigante. È meglio fare una cosa brutta al cinema o una bellissima in tv? Più che dove conta come: se quindi viene un bel film perché no? Proietti alla sua scuola ci ha insegnato che il teatro puoi riuscire a trovartelo da solo, per la televisione puoi fare mille provini ma il cinema è una magia: è lui a sceglierti”
Allora il cinema non ti ha ancora chiamato?
“Io c’ho la faccia normale, da ascensorista. Chissà, magari a sessant’anni sarò più interessante con più rughe e capelli grigi e sarà la volta buona” - Giovanni Zambito

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