| FRATTINI: L'UE NON E' CAPRO ESPIATORIO MA E' LEGITTIMO CRITICARLA |
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| 22/06/2008 | |
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22 giu. - L'Unione europea non deve essere
presa dai Governi degli Stati membri come un capro espiatorio,
ma muoverle delle critiche e' perfettamente legittimo. A
sostenerlo, in un'intervista a 'la Repubblica', e' il ministro
degli Esteri Franco Frattini.
''Il Capo dello Stato - afferma Frattini riferendosi a quanto
dichiarato Giorgio Napolitano ieri e a cio' che ha detto il
premier Silvio Berlusconi l'altro ieri a Bruxelles - ha
perfettamente ragione, troppi Governi spesso usano l'Ue come
capro espiatorio''.
Una pratica ''che va evitata'', ma il
presidente del Consiglio - spiega il ministro - ''quando dice
che bisogna 'esercitare controllo' sull'azione, sulle
esternazioni di funzionari o uffici europei non vuol dire che
diamo istruzioni a Barroso, ma semplicemente che chiediamo che i
segnali dell'Ue siano chiari, definitivi, non
strumentalizzabili; singole anticipazioni possono essere
distorte nel momento stesso in cui magari i Governi nazionali
stanno spiegando, chiarendo, negoziando la loro posizione con la
Commissione''.
Sempre a proposito delle 'critiche' di
Berlusconi, Frattini sottolinea inoltre che ''la struttura Ue
deve capire che in un momento di crisi della delegittimazione
democratica dell'Unione stessa i comportamenti vanno valutati
con accuratezza''.
Rimanendo in ambito Ue il titolare della Farnesina conferma
ancora una volta la necessita' di dare il via libera al Trattato
di Lisbona, anche in prospettiva dell'allargamento dell'Unione.
''Per continuare l'allargamento - afferma - ci vuole il nuovo
trattato''. Per questo ''dobbiamo spingere Lisbona'': per
''pensare alla Croazia, alla Serbia, a tutti i Balcani'', cosi'
come per l'Italia ''non e' accettabile'' pensare di non
proseguire nel negoziato con la Turchia.
Sottolineando che al prossimo G8 dei ministri degli Esteri
che si terra' in Giappone sara' necessario ''occuparsi con piu'
forza del tempo delicatissimo che vive il Medio Oriente'',
Frattini annuncia che dopo la riunione del G8 si rechera' in
Israele e nei Territori.
''Noi italiani - dice il ministro -
abbiamo un dovere, un obbligo speciale, occuparci del Medio
Oriente, della sicurezza di Israele, del futuro del popolo
palestinese, della stabilita' del Libano'', dove l'Italia
''partecipera' alla ricostruzione dei capi profughi'' a partire
da quello Nahr el Barhed. (Ansa).
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