| G7: DA VENERDI’ LA CRISI AL CENTRO DEL VERTICE FINANZIARIO |
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| 08/04/2008 | |
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8 Apr. - Al centro del dibattito del vertice finanziario delle banche centrali del G7 in programma da venerdì a Washington, il tema dell'economia mondiale in forte rallentamento, la crisi di liquidità internazionale e i maxi-salvataggi bancari come quelli di Bear Sterns negli Usa e di Nortehern Rock nel Regno Unito. In primo piano, la considerazione che nessuno è al riparo dalla crisi
finanziaria innescata dai mutui subprime, e che per uscirne fuori ci vuole
l'intervento dei governi, una "terza linea di difesa", a sostegno
della politica monetaria e delle politiche fiscali.E' stato infatti pesante il tributo pagato dall'economia globale in otto mesi di pesanti turbolenze dei mercati, innescate dalla crisi dei mutui subprime.
Le
previsioni del Fondo indicano che
quest'anno la crescita
economica internazionale si ridurrà ai livelli minimi dal 2001, zavorrata dalla
brusca frenata degli Stati Uniti. Secondo i tecnici di Washington il Pil del
pianeta crescerà solo del 3,8% quest'anno, a fronte del 4,1% stimato a gennaio
e del 4,7% registrato dal Pil mondiale nel 2007. Per l'area dell'euro la
crescita si attesterà all'1,3%, dall'1,8% indicato a inizio 2008 mentre per gli
Usa le stime di crescita 2008 sono state tagliate dall'1,5% allo 0,5%, anche se
il capo economista del Fondo, Simon Johnson, ha escluso una recessione vera e
propria.
Se l'economia mondiale rallenta il passo, l'Italia rischia di fermarsi quasi del tutto: sarà infatti di appena tre decimali di punto la crescita del bel paese per il 2008, secondo le ultime stime del Fondo Monetario Internazionale. Già a inizio anno l'Fmi aveva drasticamente ridotto le sue previsioni di crescita per l'Italia, dall'1,3% allo 0,6%; ora ci rimette mano e dimezzandole. Stime recentemente definite dal governatore della Banca d'Italia Mario Draghi "troppo pessimistiche" in sintonia col presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker. Per fugare tali preoccupazioni l'intero gruppo dei Sette (composto, oltre che dall'Italia, da Usa, Gran Bretagna, Germania, Francia, Giappone e Canada) si appresta, secondo le aspettative della vigilia, a mandare un segnale di prontezza ad agire, anche congiuntamente, per rilanciare la crescita economica. Lo ha suggerito, ad esempio, il ministro dell'Economia francese, Christine Lagarde: "potremo uscire dalla crisi in modo duraturo solo attraverso un forte coordinamento tra tutti i principali attori" dell'economia mondiale. Lagarde, in particolare, ha accennato, senza specificarne le caratteristiche, a un "fondo di stabilizzazione finanziaria" globale che potrebbe coincidere con una delle opzioni d'intervento indicate dal Financial Stability Forum presieduto dal governatore della Banca d'Italia Mario Draghi. Il Fsf, nel corso della due giorni di lavori tenutasi a Roma alla fine di marzo, aveva discusso delle raccomandazioni da inserire nel rapporto definitivo sulla situazione dei mercati che verrà pubblicato a latere del G7 proprio in occasione del vertice di primavera di Fondo Monetario Internazionale e Banca mondiale. Ma non è detto che a Washington tutto fili liscio tra i Sette. Secondo l'economista di Harvard ed ex capo della ricerca del Fmi, Kenneth Rogoff, il tema dei salvataggi degli istituti finanziari in crisi è stato "certamente una fonte di tensione" tra Europa e Stati Uniti. Anche se nel vertice, ha aggiunto, i Sette "cercheranno certamente di far emergere l'indicazione che la fine della crisi finanziaria potrebbe essere vicina". (mps) |
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