| G8: SCAJOLA- L'ITALIA TORNA NEL CLUB DEL NUCLEARE |
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| 08/06/2008 | |
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08 giu. - Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola,
ha espresso soddisfazione per le conclusioni della riunione del G8
sull'energia di Aomori (esteso anche a Cina, India e Corea del Sud),
che "impegnano i nostri Paesi a una politica energetica di efficienza
utilizzando ogni nuova tecnologia" e assegnano all'energia nucleare un
ruolo importante per la diversificazione del mix energetico e la
riduzione della dipendenza dai combustibili fossili.
Scajola ha annunciato ai colleghi che l'Italia ha cambiato posizione sul nucleare, "opzione sulla quale il nuovo governo italiano ha deciso di investire nel prossimo periodo".
Per la verità, ora resta un unico Paese, tra quelli che hanno preso parte al vertice, che ancora rifiuta la centralità dell'energia nucleare: la Germania.
Il ministro dell'economia e tecnologia tedesco, Jochen Homann, ha dichiarato, pur avendo sottoscritto le conclusioni del vertice, che la discussione è aperta, ma che l'opinione pubblica nazionale resta contraria, anche se in Germania si trovano diverse centrali atomiche.
Scajola ha anche annunciato che l'anno prossimo sarà l'Italia a ospitare un vertice internazionale dei ministri dell'Energia.
OK AI PRIVATI IN FONDO TECNOLOGIE PULITE - Nel corso del vertice G8 sull'energia svoltosi ad Aomori, il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola ha richiamato l'esigenza che il Fondo per le Tecnologie Pulite (Clean Technology Fund) proposto da Usa, Giappone e Regno Unito sia aperto anche al settore privato.
"Il nuovo fondo non dovrà limitarsi a essere un collettore di fondi pubblici, anche perché essi non potrebbero mai essere adeguati alla dimensione del problema - ha detto Scajola - ma piuttosto dovrà essere un meccanismo innovativo in grado di catalizzare investimenti privati, allocare efficacemente le risorse e favorire lo sviluppo e il trasferimento delle tecnologie più avanzate nelle aree del pianeta dove sono più necessarie".
Le risorse pubbliche, secondo Scajola, dovrebbero essere "solo complementari a iniziative private focalizzate su concreti programmi di investimento decisi insieme al Paese ricevente".
La proposta, ha poi commentato il ministro, ha suscitato l'attenzione da parte dei colleghi. Giappone, Usa e Regno Unito stanno cercando di coinvolgere gli altri membri del G-8 nel finanziamento di questo fondo coordinato con la Banca Mondiale, che dovrebbe ammontare a 10 miliardi di dollari.
D'altra parte, al vertice G8 sull'ambiente, svoltosi il mese scorso a Kobe, il ministro Stefania Prestigiacono aveva detto che l'Italia si riservava di studiare la proposta di adesione, "in quanto il fondo rischia di sovrapporsi ad altre iniziative facendo sorgere l'esigenza di un coordinamento". (ANSA)
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