| GB: stanziati 372mln di sterline per "premiare" chi dimagrisce |
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| 25/01/2008 | |
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25 gen. - Una decisione "concettualmente sbagliata" secondo il presidente dell'Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran) Carlo Cannella quella inglese di pagare chi dimagrisce. "Non si puo' pagare qualcuno per dimagrire limitandone la liberta' alimentare e di movimento".
Nella sola Inghilterra l' obesità causa ogni anno novemila decessi prematuri e costa alla Sanita' circa un miliardo di sterline. "Confideremo la possibilita' di usare incentivi finanziari, cioe' pagamenti, buoni e altri premi per incoraggiare gli individui a dimagrire e a mantenere la perdita di peso, a mangiare piu' sano e a fare esercizio fisico con costanza", si legge nel provvedimento contenuto nella strategia del ministro della Sanita' Alan Johnson. Tra le iniziative governative inglesi per combattere l'obesita', ha generato non poche polemiche quella di ordinare a tutti gli insegnanti di controllare la qualita' del cibo che i bambini si portano da casa e, se necessario, sequestrarlo. Infuriate le associazioni britanniche dei genitori che non trovano giusto che "siano i politici a decidere cosa possano mangiare i propri figli". Il problema dell'obesità e del soprappeso riguarda anche l'Italia ma, secondo Cannella, difficilmente sarà adottato un provvedimento come quello inglese nel Bel Paese. "Stiamo cercando di combattere la cattiva alimentazione attraverso campagne informative ed educazione alimentare. E i risultati fino ad ora ottenuti sono ottimi". Tanto buoni che secondo Cannella parte della diminuzione dei consumi dei cereali che si e' registrata negli ultimi mesi, "dovuta alle campagne informative di cui l'Inran si e' fatto promotore assieme al ministero della Sanità'". Gli obesi clinicamente definiti tali, costituiscono in Italia il 9-10% della popolazione e diventano il 50% se si aggiungono i soggetti soprappeso. "Siamo nella media europea", ha proseguito Cannella. "Ma sono dati che vanno interpretati a seconda dell'età'". Quello che preoccupa di piu' il presidente dell'Inran e' infatti la crescita dell' obesità infantile. "La colpa e' dei genitori. Oggi i bambini rimangono a giocare a casa sdraiati sui divani. Un tempo si correva nei cortili". (Velino) |
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