| GF8: riparte il carrozzone del GRANDE FRATELLO... e non manca proprio nulla |
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| 22/01/2008 | |
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22 gen. - di Gabriella Malavasi. Mesi e mesi di infinite selezioni in tutt'Italia ed eccolo, pronto e pimpante, il carrozzone del Grande Fratello è ripartito, in pompa magna, per la sua ottava edizione. E non manca proprio nulla dalla super-gnocca-ce-l'ho-solo-io, all'imprenditore milanese caricatura di se stesso, alla ragazza dal trascorso difficile, al coatto "de Roma" ma de Roma proprio.
Presenta per la terza volta Alessia Marcuzzi, brillante, urlante, dallo stravagante bianco abito tovaglia, ma professionale come sempre, poco trucco e tante parole, ha l'aria della capoclasse diligente in gita fra coetanei. Il meccanismo è sempre lo stesso: 19 persone riunite in rappresentanza delle varie zone del Bel Paese, accenti, professioni e trascorsi diversi e noi, in tanti, 5.616 mila ieri sera, corrispondente a ben il 27,72% di share, che guardiamo cosa succede. Con un velo di immancabile malinconia ho seguito tutta la puntata, intervallata dalle varie telefonate con alcuni fra i concorrenti che lo scorso anno hanno vissuto l'esperienza con me. L'emozione è ancora, per tutti quanti, vivissima e difficile da spiegare, da trasmettere a parole e probabilmente impossibile da cogliere fino in fondo se non hai attraversato la famosa porta rossa e non sei entrato nel celebre confessionale. La musica ti paralizza e la confusione ti avvolge, nonostante siano trascorsi tanti mesi ti chiedi se stai per entrare, se veramente ci sei stato o se era tutto un sogno e segui i vari nuovi concorrenti che entrano chiedendoti quando toccherà a te. Surreale. Il bel Liorni quest'anno non ha presenziato, sentendosi sminuito dal ruolo di portiere in cui lo avrebbero relegato in tutti questi anni e non si può dargli torto. Al suo posto, ad attendere i nuovi partecipanti alcune coppie di ex concorrenti, Cristina Plevani e Milo, Augusto De Megni e Katrina, Katia e Ascanio, Melita e Fedro. La casa è più grande, un condominio per l'esattezza costituito da tre appartamenti in costruzione; molto bella l'idea dei tre ambienti da sistemare che darà l'occasione ai ragazzi di fare attivamente qualcosa là dentro perché, credetemi, tante ore senza fare nulla diventano pesanti da vivere. Oltre alla casa un campeggio, sulla falsa riga della discarica dello scorso anno ma meno d'impatto. Tra i selezionati un'intera famiglia siciliana, gli Orlando, costituita da mamma chioccia, papà un po' succube e tre figli maschi: mi sembrano vivaci ed uniti e mi chiedo come deve essere partecipare tutti insieme. Sono curiosa di vedere come si evolveranno gli eventi, anche se temo che, per i figli, la presenza dei genitori sarà un po' inibitoria. Oltre alla famiglia, una coppia recentemente e felicemente (per ora) sposata; uno dei due però deve rinunciare e senza particolari tira e molla lui entra e lei cede per amore. Nonostante una virgoletta di stizza di fronte a una donna che, come troppo spesso accade, in nome del suo uomo rinuncia ad suo sogno, confesso anche un debole per il lui in questione, un bellissimo brasiliano, Thiago, dal sorriso... imbarazzante. Promessa da anni e mantenuta a questa edizione la presenza di una trans Silvia, ultima entrata, accolta con qualche sguardo perplesso dai compagni. Criticata da molti, trovo in realtà più che plausibile la sua partecipazione, se è vero che La Casa è, o dovrebbe essere, lo specchio della nostra società.
Non plausibile invece,
né giustificabile nonostante le serie motivazioni, il comportamento di un folto
gruppo di circa 60 persone, che urlando "La casa non è un gioco" ha distrutto con
bastoni e coltelli la bolla, la struttura trasparente che da venerdì, a Ponte
Milvio a Roma, ospitava tre potenziali concorrenti in attesa dell'esito del
televoto per stabilire il giocatore ufficiale. La protesta, una vera e propria azione politica rivendicata con un volantino dalla fiamma Tricolore, si proponeva di mettere in evidenza il problema del diritto ad un'abitazione. Peccato perché, oltre alla violenza sempre discutibile, hanno messo fuori uso la vera innovazione del 2008: l'idea della bolla attraverso cui osservare le persone. Il passo tra gioco e vita reale si è accorciato pericolosamente. Gabriella Malavasi |
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