| GIUSTIZIA: COSSIGA DISPONIBILE A GUIDARE COMMISSIONE PER RIFORMA |
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| 16/07/2008 | |
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16 lug. - "Il mio consiglio sarebbe quello di
costituire presso palazzo Chigi una commissione di studio di altissimo
livello e poi sulle sue proposte di aprire un tavolo di confronto con
l'opposizione facendo riprendere i contatti con D'Alema"; "io sarei
disposto a fare il presidente della comissione di cui sopra e perfino
ad accettare la nomina a ministro, libero pero' da vincoli di
disciplina".
Lo dice Francesco Cossiga, in una intervista a 'Libero'
in cui prospetta una profonda riforma del settore della giustizia.
"Ho spedito una lettera a Berlusconi sul tema", annuncia il
presidente emerito che boccia le iniziative prese sin qui dal governo.
Dubbi vengono espressi sullo scudo per le alte cariche: "Che cosa fai
al momento opportuno: non rinuncerai allo scudo e farai una figura
escrementizia anche all'estero, o rinuncerai e andrai sotto
processo?", chiede Cossiga, secondo il quale la nuova formulazione
delle norme sui processi e' "una calata di braghe di portata storica"
che rafforza "enormemente il poteri discrezionali dei giudici. Una
pistolata maiuscola".
Cossiga spiega: "Io non credo che il governo abbia la forza di
fare vere riforme della giustizia. Ai leghisti non gliene iimporta un
baffo" e "An non vuole ne' il federalismo fiscale ne' le riforme della
giustizia". Secondo il presidente emerito, bisogna trovare sponde
nell'opposizione ma un interlocutore di Berlusconi "non puo' essere
Veltroni, ("Farebbe meglio ad andarsene in Africa come aveva detto)" perche' le matrici culturali del Pd sono illiberali ed e'
legatissimo agli Umberto Eco e ai Gianni Vattimo con le loro piazze
grilline e dipietriste. E non mi parli dei cattolici democratici,
ormai cataro-democratici".
Invece, "D'Alema e' serio. Ha stima per Berlusconi, ricambiata.
I suoi Red, di cui ho disegnato il simbolo, si inseriscono nel filone
del socialismo democratico europeo e secondo me potrebbero discutere".
In
un'intervista al 'Giornale' invece
Francesco Cossiga commenta cosi' le vicende di Ottaviano Del Turco: "L'arresto di tutta la giunta
regionale Pd dell'Abruzzo e' il primo evvertimento. Poi tocchera',
come e' gia' successo a quella di Mastella, alla moglie di Veltroni".
"Questa e' la reazione della magistratura
al discorso di D'Alema, che alla Camera ha riconosciuto l'esistenza
del nodo politica-magistratura", "e anche al discorso di Violante, che
ha aperto all'immunita' parlamentare", dice il presidente emerito.
L'arresto e "un avvertimento magistrale", per Cossiga che lo
vede come una risposta al dialogo: "Ora la magistratura e' un'entita'
politica distinta e non ha piu' bisogno dell'appoggio di un partito".
Per il
presidente emerito, comunque, "e' proprio questo che i magistrati
cercano di impedire: se parte una vera riforma dell'ordinamento
giudiziario per loro e' la fine".
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