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Ultimo aggiornamento: 08.01.2009 ore 01:00
GIUSTIZIA-MANGANELLI:INCERTEZZA PENA E' VERGOGNOSA E' COME UN INDULTO QUOTIDIANO Stampa E-mail
29/05/2008
29 mag. - "E' una situazione assolutamente vergognosa, quella che stiamo vivendo oggi. In Italia c'è un vero e proprio indulto quotidiano". Antonio Manganelli, capo della polizia, ha aperto il ciclo di audizioni sul Dl sicurezza, lanciando un dura critica alla normativa in tema di immigrazione clandestina, e un allarme sulla assoluta mancanza di certezza della pena per la criminalità comune.
manganelli_280x200.jpgDi fronte alle commissioni congiunte Affari costituzionali e Giustizia del Senato, Manganelli ha sollecitato un intervento rapido sul alcuni punti dolenti delle leggi che regolano le procedure di espulsione degli immigrati clandestini: "Quando noi invochiamo certezza della pena - ha affermato - dobbiamo aggiunger che la vera attività di prevenzione è in una giusta repressione, che consiste in una pena magari blanda, ma che non sia la promessa di un castigo futuro che poi non arriva. Questo è il vero tema. Su questo registro un grande consenso. Nonostante ciò, la pena è quanto di più incerto ci sia. Anzi, c'è la vanificazione degli sforzi di magistratura e forze di polizia. Lo verifichiamo quotidianamente, quando vediamo che uno viene arrestato tre o quattro volte per lo stesso reato nell'arco di pochi mesi".
Sull'immigrazione clandestina, Manganelli ha sollevato il problema dell'insufficienza dei centri di permanenza: "L'immigrazione clandestina è il segmento meglio identificato della criminalità diffusa. Senza dimenticare l'arroganza delle organizzazioni mafiose, un tema su cui soffermare l'attenzione è l'immigrazione clandestina. Più d un terzo della popolazione carceraria è costituita da immigrati clandestini. Nel nordest si arriva al 60/70 per cento. Questo è il vero allarme. I clandestini sono in minima parte quelli degli sbarchi. Questi sono non più del dieci per cento. Del 90 per cento restante, il 60/70 per cento sono quelli che entrano regolamentante e si trattengono irregolarmente. Un immigrato clandestino - ha proseguito Manganelli - per poter essere allontanato, deve essere identificato. Per essere identificato, deve essere trattenuto in un luogo. C'è un dato inquietante: dal primo gennaio a oggi le forze dell'ordine hanno fermato oltre 10.500 clandestini da espellere. Solo 2.400 hanno trovato posto nei Cpt. Altri 8.000 sono stati perdonati sul campo e liquidati col foglio di via, che equivale a nulla. Noi rinunciamo già in partenza a qualsiasi possibilità di espulsione, perché non possiamo neanche cominciare le procedure, perché non ci sono posti".
"Nel 2007 - ha spiegato Manganelli - sono stati fermati 33.897 immigrati clandestini da espellere. Si è trovato posto per 6.366. La mancanza di Cpt, oltre a vanificare ciò, ha portato anche a altro elemento: per molti il posto non è stato nemmeno richiesto. Credo che accanto al numero ufficiale, ci sia anche qui il numero sommerso, che so essere assolutamente sconfortante per chi fa questo mestiere. Oggi abbiamo bisogno di due autorizzazioni della magistratura, per il trattenimento e per il procedimento penale. Si possono trovare meccanismi come il silenzio-assenso, perché quando il nullaosta arriva oltre i termini il magistrato non si pronuncia in tempo, la procedura non venga vanificata".
Riferendosi al Dl in discussione, Manganelli ha sollevato il problema di una sentenza della Cassazione che impedisce di reiterare l'arresto per gli immigrati che si reintroducono in Italia, dopo essere stati oggetto di un provvedimento di interdizione: "Anche le norme del dl non contengono la soluzione, ad esempio, a un caso in cui una persona che ha violato il divieto di reingresso viene fermata, poi però esce dal carcere, ma la Cassazione ha detto che la reiterazione della permanenza non può portare a ulteriore arresto. Questa interpretazione probabilmente andrebbe superata, altrimenti noi prevediamo le sanzioni, ma i problemi da superare non si risolvono".
In precedenza, Manganelli aveva fornito alcuni dati generali sulla microcriminalità: "Vi è stata una lieve crescita di anno in anno della criminalità di strada. Negli ultimi quattro anni la delittuosità è aumentata del 19 per cento, ma non tutto l'aumento significa che sono aumentati i 'cattivi'. Noi consegniamo i dati relativi alla criminalità denunciata, non a quella avvenuta effettivamente. La crescita dei delitti d'estorsione, per esempio, la viviamo come un segno di fiducia verso le forze dell'ordine. E' un dato che comunque si registra. Ci sono stati negli ultimi tempi dei picchi, immediatamente successivi all'indulto. Non c'è indulto o amnistia - ha concluso - che non porti a un picco della delittuosità". (IlVelino)
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