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Ultimo aggiornamento: 08.01.2009 ore 01:00
GOVERNO: FINI NON CEDE DI UN PASSO - 3 MINISTRI LA RUSSA, MATTEOLI E RONCHI Stampa E-mail
05/05/2008
05 mag. - E' fallito il tentativo di Silvio Berlusconi di offrire ad Alleanza Nazionale il dicastero della Giustizia al posto del Welfare. Il piano del leader del Popolo della Libertà era quello di promuovere Alfredo Mantovano, vicinissimo al sindaco di Roma Gianni Alemanno, Guardasigilli in modo tale da liberare la poltrona del Lavoro per l'azzurro Maurizio Sacconi.
fini_berlusconi_280x200.jpgMa secondo Affaritaliani quanto appreso direttamente dai massimi vertici del partito di Via della Scrofa, Giafranco Fini non intende fare passi indietro.
Anche perché il presidente della Camera non vuole concedere troppo peso alla corrente interna della Destra Sociale, già premiata con il Campidoglio.
Dopo qualche ora di tentennamenti è arrivato dallo scranno più alto di Montecitorio l'input di insistere sul Welfare: candidato unico Andrea Ronchi, portavoce di An e fedelissimo di Fini.
In questo modo la destra sarebbe rappresentata all'interno dell'esecutivo da tre esponenti direttamente legati al leader: La Russa, Matteoli e lo stesso Ronchi.
Dal quartier generale di Forza Italia prendono atto della posizione intransigente dell'alleato principale nel Pdl (escluso anche lo spacchettamento per non irritare il Quirinale) e, per evitare dolorosi strappi, il Cavaliere si prepara ad accettare la richiesta degli aennini.
A questo punto, ovviamente, la casella della Giustizia torna in quota Forza Italia. E stando a quanto trapela dall'entourage di Berlusconi, il Guardasigilli non sarà l'ex presidente del Senato Marcello Pera.
Ma nemmeno Elio Vito, non molto amato dall'Associazione Nazionale dei Magistrati, e neanche Claudio Scajola, pronto per le Attività Produttive.
Alla guida del dicastero di Via Arenula, salvo colpi di scena, andrà Angelino Alfano, coordinatore siciliano degli azzurri.
Nessun problema per i capigruppo del Popolo della Libertà: Fabrizio Cicchitto alla Camera e Maurizio Gasparri al Senato. Sistemate le caselle del Welfare e del Guardasigilli, la squadra di governo è praticamente pronta.
Confermata la pattuglia di leghisti. Con Umberto Bossi la 'quadra' è stata trovata. Roberto Maroni ministro dell'Interno e Luca Zaia all'Agricoltura, sono i due dicasteri con portafoglio che spettano al Carroccio.
Poi lo stesso Senatùr ricoprirà il ruolo di responsabile delle Riforme mentre Roberto Calderoli sarà ministro per l'Attuazione del Programma di governo.
Confermata l'assenza di vicepremier, con Gianni Letta, fedelissimo del numero uno del Popolo della Libertà, che tornerà ad occupare la poltrona di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Sicuri da giorni Giulio Tremonti all'Economia, Franco Frattini agli Esteri (più Commercio Ue) e Ignazio La Russa alla Difesa.
Un altro dicastero di peso per Alleanza Nazionale sono le Infrastrutture-Trasporti, dove andrà Altero Matteoli, con il leghista Roberto Castelli vice.
Ma attenzione, perché, molto probabilmente, almeno nella prima fase, il ministero della Salute finirà all'interno delle Infrastrutture, con responsabile un tecnico, il professor Corgneti, anche lui di area An.
La pattuglia femminile inizia con l'azzurra Mariastella Gelmini, coordinatrice lombarda di Forza Italia, all'Istruzione.
Sandro Bondi, che ha lasciato il ruolo nel partito, occuperà la poltrona dei Beni Culturali. Un'altra donna all'Ambiente, quasi certamente Michela Vittoria Brambilla, presidente dei Circoli della Libertà.
A Forza Italia anche le Attività Produttive con Claudio Scajola.
Per completare la lista ci sono poi gli altri ministri senza portafoglio (oltre Bossi e Calderoli).
Stefania Prestigiacomo alle Pari Opportunità, Paolo Bonaiuti ai Rapporti con il Parlamento e Raffaele Fitto agli Affari Regionali.
Restano fuori dal consiglio dei ministri i rappresentanti dei piccoli partiti che hanno aderito al Pdl, ecco perché Berlusconi ha dichiarato di essere stato costretto a dire "molti no dolorosi".
Comunque per Gianfranco Rotondi (Dca), Alessandra Mussolini (Azione Sociale) e Raffaele Lombardo (Mpa) ci saranno incarichi di viceministro o sottosegretario.
Dall'ultima bozza non compare Mara Carfagna; a lungo indicata come ministro, prima della Famiglia poi addirittura del Welfare, dovrebbe restare fuori dalla compagine governativa. (Affaritaliani)
Commenti (8) >>
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scritto da francy, maggio 05, 2008

Ehi, pirata, non sapevo dove ti fossi cacciato a sparare sentenze....
eccoti qui!!! lontano dal rassegnarti, vedo con sommo dispiacere....

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scritto da pirata romano, maggio 05, 2008

Considero l'inizio della Legislatura della destra, così come l'insediamento di Alemanno (il Re dei gaffeur) semplicemente: PENOSA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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scritto da Beppe Stilo, maggio 05, 2008

Con tutto il rispetto per le richieste di AN per il Welfare,ritengo Maurizio Sacconi uno dei più preparati in assoluto in materia di Lavoro e lo siè visto da Sottosghretario di Maroni.Persona oltre che competente ,stimata da Sindacati e Confindustria.Un esperto di altissimo livello.La logica delle spartizioni è francamente incomprensibile.MettereRonchi è come avere il lo scarico del bagno guasto e chiamare un dentista.

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scritto da madmax1968, maggio 05, 2008

Governo nuovo....................VECCHIA POLITICA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
POLTRONE POLTRONE POLTRONE

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scritto da Gab, maggio 05, 2008

Sbaglierò, ma in un partito unico non ci spartisce le poltrone in base a logiche di partito... se si tratta veramente di un partito unico
Ma hai ragione, in effetti eravamo alle comiche finali al momento della fondazione sul predellino
O mi sbaglio?

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scritto da matrix, maggio 05, 2008

Sbaglierò ma non mi pare che il pd e italia dei valori(ma Quali?????) siano confluiti in un gruppo unico in parlamento.E sbaglierò ancora ma nemmeno i radicali mi paiono molto convinti del partito unico.

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scritto da Gab, maggio 05, 2008

Ma non erano un partito solo?

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scritto da sem, maggio 05, 2008

lo stordito dal viagra alle riforme

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