| GOVERNO PRODI, SI DECIDE TUTTO IN 24 ORE |
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| 23/01/2008 | |
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23 gen. - Ore cruciali per il futuro di Prodi a
Palazzo Chigi. Oggi il premier incasserà una scontata fiducia numerica
alla Camera dove può fare a meno dell'appoggio dell'Udeur di Mastella.
Domani invece il centrosinistra sarà appeso ad un filo in Senato.
E il conteggio va avanti da quando Prodi ha ribadito ai vertici del Pd riuniti per l'ennesima volta: "Vado anche al Senato". La decisione, non ha trovato inizialmente tutti entusiasti. Ma la determinazione del premier, espressa con diverse argomentazioni, ha fatto subito capire che non c'era spazio per mediazioni e che lui intendeva sbarrare il campo a qualunque ipotesi subordinata che portasse magari a un governo istituzionale. Il conteggio, dunque, era partito male, con un cappotto secco a scapito dell'Unione. Si rifanno i conti Poi durante la giornata il clima è andato migliorando, fino a far dire a Prodi di essere "ottimista". Un ottimismo che in pochi nell'Unione sono certi di poter condividere. Innanzitutto perché l'eventuale 160 a 159 di cui si parla in queste ore non è così certo e passa per una serie di incognite, dal voto dei senatori a vita a quello dei diniani. Poi perché molti guardano al dopo. "Se anche il governo passa giovedì, come tireremo avanti poi?" è la domanda più frequente. Una domanda a cui Veltroni ha voluto rispondere assicurando che il Pd sostiene il governo, che le elezioni sarebbero "la cosa peggiore", che non ci sono subordinate all'attuale governo. E soprattutto spendendosi in prima persona con contatti diretti con molti senatori. Ma le rassicurazioni di Veltroni, che hanno tranquillizzato Prodi, non hanno fugato i dubbi di tutta la coalizione. Sul dopo sono corse le voci più disparate. Tra le quali quella di un Prodi che avrebbe esordito con i vertici del Pd annunciando la sua intenzione di ripresentarsi come leader della coalizione in caso di voto anticipato. Ma da palazzo Chigi tutti smentiscono questa voce; Ma al dopo, in realtà, pensano in tanti. E molto lo hanno fatto leggendo in controluce l'accenno di Veltroni al tema delle pre-riforme e il suo no secco alle elezioni. Al Quirinale, ad esempio, stanno aspettando di vedere come si snoda la situazione, ma sono ben consapevoli che molto di quel che potrà essere deciso in caso di voto negativo del Senato al governo dipenderà da come si arriva a quel voto. E c'è anche la constatazione che a questo stato si arriva in ogni caso con il venir meno di una forza costitutiva della coalizione di maggioranza.
Un problema che, se anche viene superato in
termini di numeri al Senato, non annulla il tema politico. "Come si
puo' andare avanti dopo?" si chiedono dunque anche coloro che
scommettono sul sì del Senato. Le ipotesi sono le più diverse, dal
reincarico a Prodi che gestisce il tentativo di consolidare la
maggioranza a un Prodi bis con una nuova e più snella compagine di
ministri.
VIDEO DA PRESA DIRETTA: il discorso integrale di Prodi
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