| GUERRA DI CIFRE SULLE VITTIME IN TIBET. 130 PER I TIBETANI, 19 PER I CINESI |
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| 24/03/2008 | |
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24 Mar. - Il governo tibetano in esilio a Dharamsala, in India, ha detto che le vittime della repressione cinese contro le manifestazioni in Tibet sono state 130. L'ultimo bilancio fornito dagli esiliati tibetani era di un centinaio di morti. Secondo
le autorità cinesi, che non permette ai media di documentare la vicenda, sono
invece 19 le persone morte e 623 quelle ferite nel corso dei disordini
scoppiati a Lhasa, la capitale del Tibet.
Il primo ministro in esilio Samdhong Rinpoche ha spiegato che la cifra
"proviene da nostre fonti in Tibet. La cifra verificabile è di circa 130 in tutto il Tibet".
Il bilancio di oggi è di molto superiore ai 99 morti annunciati la
settimana scorsa dal governo tibetano in esilio a Dharamsala, in India, dove
vive il leader spirituale dei tibetani, il Dalai Lama. La polizia nepalese ha impedito ai manifestanti di raggiungere la sede dell'Onu. Profughi e monaci sono stati bastonati con le canne di bambù. I poliziotti hanno sequestrato bandiere e stendardi strappandole ai manifestanti. Il Nepal ha avvertito che non permetterà alcuna manifestazione contro qualsiasi "nazione amica", in particolare la Cina. (Tgcom) |
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