| Hannibal Lecter... nel 2008 suonerà il piano |
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| 28/12/2007 | |
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28 dic. - E' stato Tito Andronico e Picasso, l'impeccabile maggiordomo di Quel che resta del giorno e Hannibal Lecter, Nixon e Galeazzo Ciano, ma ora che è arrivato a 70 anni, che compirà il 31 dicembre, Anthony Hopkins preferisce suonare il piano.
Per il 2008 si avventurerà in un tour in giro per il mondo. Ha annunciato che suonerà principalmente composizioni scritte di proprio pugno e che, accompagnato dal sottofondo musicale di un'orchestra, racconterà storie e aneddoti della propria carriera.
Del resto già da un po' di tempo aveva cominciato a dire di non provare più l'emozione di una volta nel recitare e di dedicarsi più volentieri a comporre musica o a dipingere.
Pur essendo risultato il miglior attore inglese di tutti i tempi secondo un rigoroso sondaggio commissionato dal teatro londinese Old Vic, Hopkins non ha mai preso molto sul serio la sua carriera ed ha ammesso più volte di non saperne un accidente di tecniche di recitazione.
Il metodo dell'Actor's studio lo lascia a quelli che per calarsi nel personaggio fanno per mesi il tassista o il barbiere; lui preferisce una recitazione realistica ma sbrigativa, alla Spencer Tracy.
"Preparo meticolosamente i miei personaggi - dice - ma riduco tutto all'essenziale. Per interpretare Hannibal non ho passato mesi in cliniche psichiatriche".
Hannibal Lecter, il personaggio che lo ha reso famoso in tutto il mondo, che gli ha fatto vincere un Oscar nel '91 con Il silenzio degli innocenti e che ha poi ripreso in due sequel, e' un tasto dolente, lo perseguita da anni, come accade a Christopher Lee con Dracula.
In centinaia di occasioni è stato costretto a prendere le distanze dal sanguinario psichiatra: "é vero, ha cambiato il mio destino professionale, ma non è riuscito a divorarmi.
Credetemi, in privato sono una persona piuttosto normale: mi piace leggere, comminare sulla spiaggia, suonare il piano.
Durante la pausa pranzo non mi avvento sugli altri attori".
Figlio di una coppia di panettieri, nato a Margam nel Galles, due divorzi, un figlio, un nuovo felice matrimonio con Stella Arroyave nel 2003, una battaglia vinta contro l'alcolismo, leggermente dislessico ma con un'ottima memoria per i copioni, Sir Anthony Hopkins, Tony per gli amici, ha anche diretto tre film, l'ultimo dei quali, Slipstream ancora inedito, racconta di un anziano sceneggiatore chiamato sul caotico set di un film che ha scritto dove non riesce a distinguere tra realtà e fantasia.
Nel suo tour in giro per il mondo programmato per il 2008 Hopkins avrà sicuramente molti aneddoti da raccontare.
E' divertente quello che ha raccontato durante una sua visita a Roma qualche anno fa: "ero in un vecchio ascensore di ferro male illuminato di uno stabile fatiscente a Beverly Hills.
Stavo scendendo da solo quando l'ascensore si è fermato al terzo piano ed è entrata una signora con un bambino senza accorgersi della mia presenza.
La donna ha chiesto al ragazzino: che impressione ti fa questo posto? E lui: mi fa pensare ad Hannibal Lecter. Poi quando siamo arrivati al piano terra hanno dato un'occhiata dietro le spalle, mi hanno visto e sono scappati urlando. Sono ancora sotto Prozac". (ANSA)
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