| I brogli alle primarie PD? E' dal 1946 che si parla di brogli |
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| 15/10/2007 | |
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Dal referendum monarchia/repubblica alle primarie del PD, passando dalle presidenziali USA del 2000, le politiche italiane del 2006 e il recente referendum sul welfare, si parla di brogli
Eccoci qua, puntuali ad ogni elezione a parlare di brogli! Ormai si può dire che la nostra sia diventata una consuetudine, ma è un male che arriva da lontano visto che già nel 1946 nel referendum monarchia/repubblica si è parlato di irregolarità di voto e non è un male solo italiano, se pensiamo che quella che viene considerata la più avanzata democrazia del mondo, quella degli Stati Uniti ha eletto un presidente, Bush, che si misurava con Al Gore, attuale premio nobel, in una competizione che ancora oggi non sappiamo chi in realtà abbia vinto. Incapacità di accettare una sconfitta? Desiderio dei media di accaparrarsi fette di lettori altrimenti distratti? Cosa fomenta, ad ogni tornata elettorale, le polemiche su eventuali brogli o truffe che poi finiscono sempre in una "bolla di sapone"? A furia di gridare "al broglio" si rischia che non ci creda più nessuno e se i brogli ci saranno davvero, nessuno si azzarderà neanche ad aprire un'inchiesta, con il risultato che i colpevoli la faranno franca.
Giugno 1946 -Il 2 Giugno 1946 in Italia si svolse il primo referendum istituzionale e gli italiani furono chiamati a acegliere tra monarchia e repubblica e, per la prima volta nel nostro Paese, il voto fu a suffragio universale. L'affluenza fu dell'89,1 degli aventi diritto. Si cominciò a parlare di brogli prima ancora che arrivassero i risultati definitivi e se ne continuò a parlare nei dieci, caldissimi, giorni successivi al voto, fino alla partenza di Umberto II per il Portogallo. «I ricorsi per brogli furono 30 mila e non vennero esaminati e un milione e 500 mila schede nulle e bianche furono distrutte.
Novembre 2000 - Accuse di broglio elettorale anche dopo le elezioni presidenziali americane del 2000 dove, in Florida aveva palesemente vinto Al Gore ma una vergognosa decisione della Corte americana, controllata dai Repubblicani, ha nominato Bush presidente. Nei mesi precedenti le elezioni presidenziali del novembre 2000, il segretario di stato della Florida, Katherine Harris, in collaborazione con il governatore Jeb Bush, diede ordine agli ispettori elettorali locali di epurare dai registri elettorali 57.700 elettori, presunti ex-carcerati privi del diritto di voto in Florida. Dopo un'inchiesta durata un anno, commissionata dai più importanti quotidiani indipendenti americani, nazionali e della Florida, è stata confermata la giustezza della sentenza. I brogli non erano provati, ma il fatto di trovarsi nei giorni dopo l'11 settembre, non diede alla notizia il giusto risalto mediatico.
Aprile 2006 - Forse il più discusso caso di presunti brogli elettorali all'indomani delle elezioni politiche del 2006 (ma anticipati da qualcuno nei giorni precedenti) giudicate regolari dal verdetto della giunta delle elezioni dell'immunità del Senato che ha terminato la procedura di revisione delle schede. Su queste elezioni politiche del 2006 sono stati spesi fiumi di inchiostro tra articoli di giornali e libri, è stato tratto un film e se ne è dibattuto per mesi in tv e, in tutta onestà, viene difficile qui scrivere qualcosa che non sia già stato detto o. Ma al di là delle polemiche sul voto elettronico, quello degli italiani all'estero e le inchieste ufficiali, mi chiedo se sapremo mai davvero cosa è accaduto la notte dell'10 aprile?
Ottobre 2007 - Referendum sul welfare. Marco Rizzo del Pdci rilancia le accuse di irregolarità e sospetta l'esistenza di brogli. Ospite di Bruno Vespa in una puntata dedicata a Mastella e ai giudici in tivù, Rizzo si è presentato con una cartellina blu in cui erano contenute alcune mail. Tramite posta elettronica, infatti, l'europarlamentare ha ricevuto prova di voti truccati. Il broglio, come ha ammesso Rizzo, sarebbe stato indotto, cioè i due - una donna a Taranto e un pesnionato a Torino - sono andati a votare per il referendum con l'intenzione di verificare se erano possibili brogli. Una verifica andata a buon fine visto che i due hanno dimostrato, con tanto di foto allegate al messaggio elettronico, che hanno potuto votare in tre sedi diverse a distanza di un'ora l'una dall'altra. |
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