| I desideri per il 2008 |
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| 31/12/2007 | |
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01 gen. - da Giancarlo Simonetti - La democrazia liberale è limitazione del
potere, e certezza del diritto, rispetto delle pluralità, laicità,
rifiuto per ogni pur larvata rivalutazione di un passato totalitario e
antieuropeo o di quello pre moderno e antirisorgimentale,pur non
dimentico della storia.
Siamo cittadini Europei, pertanto occorre investire sull’Europa, pertanto riteniamo necessario innanzitutto rimettere al centro di un agenda politica l’impegno per la costruzione di quella “unione sempre più stretta” che i padri fondatori dell’Europa vollero iscrivere nel preambolo al Trattato di Roma.
Il nostro Paese è stato sempre decisivo nel far avanzare un processo di integrazione e per mantenere aperta una prospettiva federalista. Favorire la flessibilità in tutti i settori della vita sociale deve essere uno strumento di equità etico-morale, giuridica liberale, capace di garantire a ciascun cittadino uguaglianza di opportunità e di punti di partenza.
Una politica liberale dello sviluppo deve: anzitutto proporsi prioritariamente nella lotta contro la criminalità organizzata, che impedisce in ampie aree del Paese il libero dispiegarsi delle energie economiche, l’abbattimento delle barriere neoprotezionistiche e neocorporative nel mondo delle imprese e delle professioni instaurare piena libertà per ogni cittadino, rispetto per le sue opinioni, sia in materia religiosa, che di scienza e/o di coscienza, rispetto di tutta la sua componente privata.
Sapere di avere un illuminato atteggiamento della Giustizia che avulsa dalla politica, da ambizioni censorie nel limite del diritto né rispetti lo stesso, per meglio dire: Stato di Diritto e non diritto dello Stato.
Oltre a ciò è indubbio l’esigenza di una separazione per tutte le istituzioni pubbliche che devono essere: neutrali, garantire pari dignità per tutti ed avere la forza di porsi super partes ad ogni circostanza di giudizio, quale vera garante di equità tra cittadini; se necessario capace di reprimere privilegi ovunque si annidino.
Ed infine rispetto assoluto, e applicazione del dettato Costituzionale e non variegata interpretazione ad usum delphinis.
Questo purtroppo è un auspicio, che sappiamo disatteso, ma che vorremmo nell’interesse di un Paese, Patria liberale in una grande Europa unita, dove non imperi il diritto dello Stato ma si applichi lo Stato di diritto. G.Simonetti
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