| IL 28% DELLE ACQUE DELLE FALDE ITALIANE E’ CONTAMINATO |
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| 13/03/2008 | |
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13 Mar. -
Oltre della metà dei pozzi esaminati mostra segni di compromissione. I primi
dati raccolti dalle regioni e presentati dall'Agenzia per la protezione dell'ambiente
e per i servizi tecnici (Apat) ci dicono che sui 2.863 punti di prelievo
distribuiti nelle 9 regioni che hanno finora aderito alla campagna di
monitoraggio chimico, più della metà rivela gravi segni di compromissione.
La denuncia interessa soprattutto il nord Italia e le regioni più
industrializzate.
Nel fiume Ticino, ad esempio, è allarme cadmio, cromo, ammoniaca, azoto
e altri inquinanti minacciano i bacini idrici in provincia
di Milano e Pavia.
Nell'ultimo triennio l'Apat ha condotto più di 30 mila prospezioni negli
acquiferi di tutta Italia, rilevando una contaminazione diffusa soprattutto nel
nord Italia da parte di erbicidi come l'atrazina, la terbutilazina, il
bentazone, usato soprattutto nelle risaie (quindi più presente nel pavese e nel
vercellese), e il metolaclor, utilizzato a fiumi nelle grandi distese di mais
dell'area padano-veneta.
Sintetizza Pietro Paris, che all'Apat si occupa di pesticidi: "Su 2.542 punti di monitoraggio delle acque sotterranee, 630 sono risultati contaminati, e nel 7,7 per cento dei casi con concentrazioni superiori al limiti di potabilità". (mps)
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