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Ultimo aggiornamento: 22.11.2008 ore 19:56
Il 32% delle donne fa meno sesso quando dorme poco Stampa E-mail
15/10/2007
Troppo stanche e stressate per fare l'amore. Costrette a ridurre le ore di sonno per districarsi tra mille impegni (lavoro full time, marito da non trascurare, figli da accompagnare a scuola, casa da tenere in ordine), una donna su tre oggi vede cadere a picco il desiderio sessuale.

E i rapporti con il partner si riducono a una volta al mese, con il rischio di mandare in crisi la coppia.

sesso.jpg È il risultato di uno studio che sarà presentato oggi a Napoli al Congresso italiano di ginecologia e ostetricia da Alessandra Graziottin, direttore del Centro di ginecologia San Raffaele-Resnati di Milano (www.alessandragraziottin.it). L'obiettivo della ricerca «Sonno, disturbi sessuali e riproduttivi» è spingere le donne - definite di recente dalla psicoterapeuta Elena Rosci le nuove acrobate della vita - a riflettere sulla necessità di dormire anche per avere una vita sessuale attiva. «La deprivazione cronica di sonno riduce l'energia vitale e fa virare l'umore verso la depressione, con ripercussioni dirette sull'eccitazione - spiega Graziottin -. Il circuito della funzione sessuale viene frenato». L'indagine è stata svolta su un campione di 200 pazienti tra i 20 e i 50 anni che si sono presentate al Centro di ginecologia del San Raffaele- Resnati per problemi sessuali. Nel 32% dei casi è emerso che il calo della voglia di fare l'amore è legato a doppio filo alla carenza di sonno: un problema che colpisce soprattutto le lavoratrici under 40 con almeno un figlio.

Rispetto agli anni Settanta, oggi si trascorre un'ora e mezzo in meno sotto le lenzuola (come dimostrato di recente da numerosi studi americani). È una riduzione che per le donne va di pari passo, tra l'altro, con la crescita dell'occupazione femminile e lo stress provocato dalla necessità di conciliare carriera e famiglia. Ai tempi in cui Adriano Celentano cantava «Chi non lavora non fa l'amore/Questo mi ha detto ieri mia moglie/Coi soldi che le do non ce la fa più», le donne che lavoravano erano il 20% contro il 46% attuale. Alla luce degli ultimi dati, il ritornello forse va rivisitato: «Chi lavora troppo, non fa l'amore». Il tempo che si trascorre a letto è calato, infatti, a sei ore e mezzo contro le otto consigliate da William Dement, fondatore del primo centro di ricerca sul sonno alla Stanford University e autorità a livello mondiale sul tema. Di qui, il nuovo fenomeno. Dai risvolti preoccupanti.

Allarga le braccia l'imprenditrice Gianna Martinengo, fondatrice della Didael, azienda pioniera dell'E-Learning in Italia, nonché responsabile del Comitato impresa donna della Camera di Commercio di Milano: «Con due figli prima e sei nipoti adesso, è da una vita che dormo sei ore a notte. Vado a letto all'una e mi sveglio alle sette del mattino. Lo stesso fanno migliaia di altre donne divise tra carriera e famiglia ». Alla base del legame sesso-sonno ci sono principalmente due motivazioni scientifiche. «Lo stress cronico da carenza di sonno da un lato aumenta l'adrenalina che provoca uno stato di allerta anti-erotico, dall'altro fa alzare la prolattina, un ormone che spegne il desiderio - sottolinea la Graziottin -. Così si riduce il desiderio, la frequenza dei rapporti e la soddisfazione sessuale».

Stress, insonnia, problemi di coppia. È un maledetto circolo vizioso, fotografato anche dal Dipartimento degli Studi sociali e politici dell'Università Statale con un'indagine su 1.700 italiani dal titolo «Sonno e rumination», realizzata dalla psicologa Gabriella Pravettoni. «Il troppo lavoro rischia di mandare in crisi due coppie su tre - osserva Pravettoni -. Il rimuginio sugli obiettivi professionali da raggiungere e sulle molteplici incombenze familiari cui far fronte mette a dura prova la vita di relazione, anche perché spesso all'interno della coppia ci sono priorità diverse. Purtroppo, dopo una fase di consolidamento del rapporto, si dà per scontata la comprensione del partner. Errore da non fare».


Ma non finisce qui. La diminuzione delle ore di sonno può avere risvolti ben più gravi. Dall'aumento del 30% del rischio di ammalarsi di tumore al seno, all'82% di probabilità in più in gravidanza di avere disturbi di ipertensione e di fare nascere bambini prematuri. «Lo dimostrano due ricerche appena pubblicate - dice Graziottin -. Il primo sulla rivista internazionale Cancer causes control, il secondo condotto dallo studioso argentino Perez Chada. Dobbiamo capire, insomma, che ogni volta che non rispettiamo il ritmo sonno-veglia rischiamo di pagare un prezzo in salute».

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