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Questa è l'incidenza degli stranieri sulla
popolazione complessiva alla fine del 2006.Gli immigrati romeni sono raddoppiati in tre anni. E' uno dei dati significativi
che emergono dalla rilevazione annuale dell'Istat
sulla presenza degli stranieri
in Italia. I residenti al 1° gennaio 2007 hanno raggiunto i tre milioni
(2.938.922), con un aumento del 10,1 per cento rispetto all'anno precedente. E
poiché il saldo della popolazione di cittadinanza italiana è negativo (-6.912
unità nel 2006) l'aumento della popolazione straniera ha costituito l'anno
scorso il 70,7 per cento della crescita della popolazione residente in Italia,
che nel corso del 2006 è passata da 58.751.711 a 59.131.287 unità. In crescita
soprattutto gli ucraini, oltre ai romeni.
L'incidenza percentuale degli stranieri sulla
popolazione complessiva, che all'inizio dell'anno 2006 era del 4,5%,
raggiunge così alla fine dello stesso anno quota 5,0 %. Si tratta di
valori che collocano l'Italia tra i paesi europei con una presenza straniera
relativamente contenuta rispetto alla popolazione complessiva: in Germania nel
2006 i residenti di cittadinanza straniera erano l'8,8 per cento; in Spagna e
nel Regno Unito rispettivamente il 6,2 per cento ed il 5,2 per cento del totale
dei residenti. In Francia, già al Censimento del 1999, la quota degli stranieri
era pari al 5,9 per cento della popolazione complessiva .
L'incremento
del 2006 è leggermente inferiore a quello registrato nell'anno precedente, ma va
ricordato che nel periodo 2002-2004 il forte aumento dei residenti stranieri era
stato determinato in larga misura dall'ultimo provvedimento di regolarizzazione.
Tra le
cittadinanze straniere in aumento soprattutto gli ucraini, passati nell'arco
degli ultimi tre anni da meno di 58.000 unità a 120 mila, e i romeni, passati da
178.000 a 342.000. Anche i cittadini dell'Asia orientale continuano a far
registrare aumenti consistenti, in particolare i cinesi, cresciuti da 87 mila a
145 mila unità. Mentre sono ultimamente più modesti gli aumenti degli stranieri
provenienti dai Paesi africani. Tra i cittadini provenienti dall'America
centro-meridionale a crescere sono soprattutto degli ecuadoriani, passati dalle
34.000 unità del 2004 alle 69.000 del 2007.
Gli stranieri vengono in Italia
soprattutto per motivi di lavoro e per ricongiungimento familiare: insieme
costituiscono oltre il 90 per cento dei motivi di presenza degli immigrati in
Italia. Il lavoro è la causa prevalente (1.463.058 permessi), soprattutto tra
gli uomini (circa il 78 per cento), mentre per le donne la quota scende al 44
per cento. Tra gli altri motivi, sono oltre 51.000 i permessi per studio che
interessano in larga misura albanesi, seguiti a distanza da nordamericani,
cinesi e rumeni. E si annotano oltre 3.700 permessi per adozione, in gran parte
si tratta di bambini provenienti dalla Russia, dall'Ucraina, dall'Etiopia, dal
Brasile e dalla Colombia.
L'insediamento della popolazione straniera nel nostro
paese è localizzato prevalentemente nelle regioni del Centro-Nord; nel
Mezzogiorno risiede soltanto l'11,6 per cento della popolazione straniera, la
parte rimanente è suddivisa fra il Nord-Ovest (36,3 per cento), il Nord-Est
(27,3 per cento) e il Centro (24,8 per cento). Un quarto degli stranieri
residenti in Italia (il 24,8 per cento) è in Lombardia e - in particolare -
nella provincia di Milano dove si concentra il 10,8 per cento del totale degli
stranieri residenti in Italia.
Fonte: Repubblica.it
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