Sondaggi politici, elettorali, sondaggi d'opinione. Il sondaggio politico elettorale che fa opinione

Clandestinoweb
Ultimo aggiornamento: 16.05.2008 ore 20:56
Il 51,8% del territorio italiano è a rischio siccità Stampa E-mail
28/01/2008

28 gen. - Nel rapporto" Atlante delle aree a rischio desertificazione" l'Istituto nazionale economia agraria (Inea) afferma che il 21,3% del territorio italiano è a rischio desertificazione. Il 4,3% del territorio (oltre 1,2 milioni di ettari) ha già "caratteristiche di sterilità funzionale", il 4,7% (poco più di 1,4 milioni di ettari) è già ora "sensibile a fenomeni di desertificazione" mentre il 12,3% (circa 3,7 milioni di ettari) "può essere considerato vulnerabile alla desertificazione".

dsertificazione280x200.jpg Secondo il rapporto dell'Inea, oltre la metà (51,8%) del territorio italiano è potenzialmente a rischio siccità, problema che riguarda interamente le regioni Sicilia, Sardegna, Puglia, Calabria, Basilicata e Campanile e parte delle regioni Lazio, Abruzzo, Molise, Toscana, Marche e Umbria.

Le opere necessarie al prossimo piano irriguo decennale prevedono una spesa complessiva di circa 7,3 miliardi di euro.

"Gli scenari ipotizzati - spiega l'Inea - evidenziano una più o meno graduale modifica dei cicli idrogeologici": la disponibilità complessiva d'acqua utilizzabile potrebbe ridursi o comunque registrare una "diversa distribuzione spazio-temporale". Questo implica la "necessità di attuare politiche di mitigazione del cambiamento climatico e di individuare meccanismi di adattamento alle mutate disponibilità di acqua".

"Le temperature tenderanno ad aumentare, ma anch'esse potrebbero subire modifiche di andamento, con maggiori e inattesi sbalzi rispetto ai valori medi delle diverse stagioni. È evidente che l'agricoltura, che rappresenta l'attività produttiva maggiormente integrata nel mondo naturale, potrebbe subire effetti notevoli".
"Probabilmente saranno necessarie misure di adattamento delle pratiche agricole quali ad esempio modifiche volte a garantire che le colture non subiscano effetti dannosi nelle diverse fasi fenomenologiche (siccità prolungate o grandinate in fase di fioritura o di maturazione dei frutti o ancora piogge intense subito dopo la semina), fino anche a eventuali riconversioni colturali".

Gli andamenti climatici hanno influenzato le disponibilità idriche, il cui andamento, "da ormai 3 anni, desta sempre preoccupazioni in inverno e primavera e all'inizio della stagione irrigua. In tutto il bacino del Po è emersa la difficoltà di recuperare i valori medi storici". (Apcom)
<-> Hai ritenuto interessante questo articolo? Condividilo in rete
 
< Prec.   Pros. >

Ambiente, altre notizie

IL CIELO SOPRA BERLINO.. con il nuovo anno, in centro solo "AUTO VERDI"02/01/2008
Il CAPODANNO dell'anno: "Suoni e luci" ad Hong Kong o sull'Esperanza di Greenpeace?28/12/2007
NOMISMA: i rifiuti utilizzati come combustibile produrrebbero un risparmio di 650Mln09/01/2008
AMBIENTE: ICRAM, IDROCARBURI E INQUINAMENTO CHIMICO MINACCIANO MEDITERRANEO 12/05/2008
CACCIA ALLE BALENE: 2 marinai australiani prigionieri sulla nave giapponese Yushin Maru15/01/2008
NUCLEARE: IL 55,8% DEGLI ITALIANI LA RITIENE UNA SCELTA OPPORTUNA05/04/2008
RIFIUTI: IL 74% DEI GIOVANI FA LA RACCOLTA DIFFERENZIATA21/03/2008
SONDAGGIO CTS: IL 74% DEI GIOVANI FA FA LA RACCOLTA DIFFERENZIATA24/03/2008
22° EDIZIONE DI BANDIERA BLU PROMOSSE 104 LOCALITA' RIVIERASCHE07/05/2008
LEGAMBIENTE: SONO 3190 I COMUNI CHE PUNTANO ALL'ENERGIA PULITA19/03/2008

Studi e Ricerche

Fai tu la notizia

Hai qualcosa da raccontarci? Ti sei imbattuto in un fatto che pensi meriti l'attenzione dei media? Scrivi il tuo pezzo e invialo a Clandestinoweb, la redazione ti contatterà per pubblicarlo sul sito

SEGNALACI UNA NOTIZIA

Vetrina

opinion.jpg

tg5.png

vr.jpg

logo la destra news

radioradicale.png




 

 

serverstudio web marketing e design