| IL CDA RAI SI SPACCA PER IL RITORNO DI SACCA' |
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| 01/05/2008 | |
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1 Mag. - L'ultima puntata della fiction Saccà è ancora in copione. Prima di scrivere la sceneggiatura il direttore generale della Rai, Claudio Cappon, vuol conoscere la decisione della magistratura di Napoli, che il 23 maggio dovrà pronunciarsi sul rinvio a giudizio o meno di Agostino Saccà, direttore di rai Fiction sospeso dall'incarico, coinvolto nell'inchiesta per corruzione, dopo la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche con Silvio Berlusconi.
Gli stessi consiglieri hanno affermato di "concordare pienamente con la posizione assunta all'Associazione dei Dirigenti dell'Azienda (Andrai)" che ha definito quella di Cappon "la peggiore delle scelte possibili". Ben diversa la posizione espressa da Carlo Rognoni. "E' nell'interesse della Rai, ma anche dello stesso Saccà, che si arrivi ad una conclusione non per ragioni di schieramento partitico ma di visione aziendale", afferma il consigliere della Rai, rilevando che "proprio ora si è venuti a conoscenza dell'esistenza di nuovo materiale nell'inchiesta che coinvolge Saccà e che questo materiale legato all'inchiesta giudiziaria aperta dal tribunale di Napoli verrà depositata nei prossimi giorni". Dunque nascerebbe da questo particolare, e non da altro, la decisione dl direttore generale dell'azienda di viale Mazzini. Tecnicamente Cappon, essendo l'unico titolare dell'azione disciplinare, ha il pieno diritto di aspettare la più completa conosvenza dei fatti. "Saccà che sulla sedia di Cappon c'è stato", ha detto Rognoni, "sa che questa è una scelta praticamente obbligata". D'accordo con la linea di Rognoni si è detto anche Sandro Curzi. A tutti gli attori di questa "fiction Rai-Saccà" ha replicato la direzione generale di viale Mazzini. "La decisione di attendere l'esito delle risultanze in sede penale relative al procedimento in atto presso il tribunale di Napoli è in linea con tutti i precedenti aziendali in casi analoghi ed è, per di più, strettamente connessa all'imminente preannunciato deposito di nuova documentazione da parte della magistratura". "Non tenere conto di questi nuovi sviluppi significherebbe arrivare ad una decisione senza conoscere tutti gli elementi del caso e questo sarebbe un danno grave prima di tutto per Agostino Saccà e quindi, di conseguenza, per la stessa Rai". (Libero) |
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