| IL G7 APPROVA LA CURA DI DRAGHI CONTRO LA CRISI |
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| 12/04/2008 | |
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12 Apr. - Al Financial stability forum, presieduto dal governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi il rapporto presentato ai ministri dell'Economia e delle Finanze dei sette Paesi più industrializzati del mondo ha come punti cardine più vigilanza e più trasparenza.
L'analisi del Fsf è severa, come rigoroso è il timing dell'attuazione del programma di interventi proposti con l'indicazione di due tappe di verifica, in giugno e settembre. Nel rapporto vengono anche denunciati i ritardi con cui le autorità si sono mosse dopo i primi accenni della crisi dei subprime. E' necessario non perdere tempo e attuare completamente le regole esistenti cominciando da quelle di Basilea 2, di cui si chiede il rafforzamento del «trattamento prudenziale», con aumento dei requisiti patrimoniali, «per gli strumenti di credito strutturato e le attività detenute fuori bilancio». Un aspetto «sorprendente» della turbolenza, nota infatti il documento, «è stata l'ampiezza delle carenze e dei fallimenti nella gestione del rischio presso imprese regolamentate e sofisticate». Da qui i cinque punti principali in cui si articolano le numerose raccomandazioni, partendo dal «rafforzamento della vigilanza prudenziale sul patrimonio, sulla liquidità e sulla gestione del rischio » e proseguendo con il «potenziamento della trasparenza e della valutazione», le «modifiche nel ruolo e nell' utilizzo dei rating», il «rafforzamento della risposta ai rischi da parte delle autorità», i «meccanismi robusti per gestire le tensioni nel sistema ». Tra le raccomandazioni spiccano quelle sulla trasparenza come l'obbligo per collocatori, gestori e agenzie di rating, alle quali si chiede di «migliorare la qualità dei processi», di dare la massima informazione su ciascuno stadio delle cartolarizzazioni e appaiono significative quelle dedicate a contrastare le crisi bancarie. In particolare per i maggiori intermediari finanziari cross border è prevista la costituzione di «un piccolo gruppo» fra le banche centrali e le autorità di vigilanza coinvolte che dovrà riunirsi per la prima volta entro il 2008. Inoltre le autorità dovranno concordare un insieme di principi internazionali a cui dovranno uniformarsi gli schemi nazionali di assicurazione dei depositi. E dovranno anche «condividere le esperienze internazionali e le lezioni relative alla gestione delle crisi». Queste esperienze «dovranno essere usate come base per definire good practices ampiamente rilevanti sul piano internazionale ». (mps) |
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