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Ultimo aggiornamento: 06.09.2008 ore 18:25
IL RITORNO TELEVISIVO DI ALESSANDRA DI SANZO. L’INTERVISTA Stampa E-mail
31/05/2008
31 mag. - di Giovanni Zambito - Dopo dieci anni di assenza voluta dalle scene, Alessandra Di Sanzo (la foto è di Roberto Rocchi), interprete di film cult come “Mery per Sempre”, “Ragazzi Fuori” e “Le Buttane”, è tornata a recitare nel film-tv di Pier Francesco Pingitore “Vita da paparazzo”, recentemente trasmesso da Canale 5, dove ha interpretato il ruolo di Violetta, “che non era una transessuale di strada - tiene a precisare l’attrice a ClandestinoWeb - ma una donna che si esibiva in un locale”.
di_sanzio_280x200.jpgIn tutto questo tempo ha lavorato in una casa editrice a Bologna, ma l’esperienza cinematografica è sempre rimasta nel suo cuore.
Perché a un certo punto hai rifiutato le proposte che ti arrivavano?
“Erano i soliti ruoli e quando me li proponevano non erano manco sicuri che li avrei potuto interpretare bene: c’era la solita figura di una trans, bastonata e sfigata. Di trans ce ne sono tanti: io sono una persona particolare”
In che senso? “Nel senso che ho sempre tale opinione di me aldilà della mia identità sessuale e del mio passato che non rinnego assolutamente. Confrontandomi con altre donne, mi ritengo davvero particolare in fatto di sensibilità; non sono omertosa, seguo l’istinto e il cuore, non misuro le parole quando parlo, amo gli animali e la natura, son sempre pronta ad aiutare chi si trova in difficoltà: insomma, mi lascio andare”
Tornare sul set dopo tanti anni che effetto ti ha fatto?
“Ho trovato molto bello il modo di girare di Pingitore: sono stati tre giorni bellissimi. Mi è piaciuto rivedermi anche nella messa in onda televisiva: il regista mi ha coccolata e seguendo i suoi consigli non ho dato troppo carico al mio personaggio. Vedendomi di nuovo recitare, ho pensato che in giro ci sono degli attori nel nostro cinema che avrebbero davvero bisogno di frequentare una scuola di recitazione”
Addirittura…
“La penso così e dico sempre ‘mannaggia!’ ogni qualvolta vedo attori che non investono su se stessi per migliorare. Se ne avessi le possibilità economiche lo farei senz’altro. Ho bisogno di produttori intelligenti che mi sappiano valorizzare come artista”
Hai dichiarato che ti piacerebbe partecipare a un reality. Quindi lo faresti anche per ragioni economiche?
“Non principalmente: non sono mai stata attaccata al denaro; se lo fossi stata avrei accettato di recitare diversi ruoli propostimi. Un reality, anche se non lo vinci, ti dà la possibilità di metterti alla prova e farti conoscere in un modo diverso più dagli addetti ai lavori che non dal pubblico, che ancora si ricorda di me e mi fa i complimenti. Sarebbe un ottimo biglietto da visita”
A proposito, che ne pensi della partecipazione di Silvia all’ultimo Grande Fratello?
“L’ho seguito perché c’era lei: la gente l’ha adorata anche se partiva in una situazione di svantaggio perché tutti sapevano di lei ma lei non sapeva nulla degli altri. È una donna a tutti gli effetti e s’infastidisce se la definiscono trans: a me non darebbe fastidio, non mi offende sentirmelo dire sin dai tempi di “Mery per sempre”
Che ne pensi degli scoop finti di certi paparazzi studiati a tavolino? “Io sono stata ‘paparazzata’ più volte: una foto mi ritrasse con la mano in quella di Vittorio Sgarbi, che gentilmente mi offrì il suo sostegno dopo la prima di “Ragazzi fuori” a Venezia, la cui visione mi scioccò molto. Gli scoop finti sono tristi, ma la gente se ne accorge perché non è affatto stupida, il pubblico è esigente e lo dimostra anche di fronte a certi brutti programmi televisivi che fanno accapponare la pelle”
Della tivù di oggi che cosa salvi e che cosa butteresti? “Mi piacciono i programmi della Ventura, “Che tempo che fa”, “Le Iene”, “Striscia la notizia”, “Il grande talk”. Butterei forse una trasmissione commemorativa di Sanremo che ho guardato solo perché c’era la Rettore, che adoro: è una grande artista che si nutre di musica, un animale da palcoscenico” Giovanni Zambito

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