| IMMIGRAZIONE:S.SEDE:NONOSTANTE L'EMERGENZA RISPETTO DEI DIRITTI DEGLI IMMIGRATI |
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| 27/07/2008 | |
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27 lug. - Anche in una
situazione di ''emergenza'' immigrati, l'Italia deve rispettare
i diritti umani internazionali, sia per quanto riguarda i
lavoratori di altri paesi, sia i rom e i rifuigiati politici.
E'
quanto sottolinea in una dichiarazione mons. Agostino Marchetto,
segretario del Pontificio consiglio della pastorale per i
migranti e gli itineranti.
''Per giudicare sulla
bonta' dell'iniziativa 'emergenza' in quell'auspicato equilibrio
tra accoglienza e sicurezza, bisognera' considerare i contenuti
delle decisioni'', ha detto, in merito alla situazione italiana,
mons. Marchetto, in una dichiarazione rilasciata oggi, prima di
partire per una Conferenza internazionale negli Stati Uniti.
''Per se', - ha osservato il presule - emergenza non e'
termine negativo perche' ci puo' essere anche per misure che
tengano in conto l'afflusso, ora, dai Paesi che implicano
necessita' di protezione (Sudan, Somalia, Eritrea, per es.),
nella linea della collaudata legislazione internazionale per
rifugiati e richiedenti asilo''.
''Quel che si auspica, nell'attuazione delle disposizioni, e'
dunque - ha spiegato - il rispetto dei diritti umani di tutti i
lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie, nonche'
quello delle norme internazionali accolte dall'Italia per quanto
riguarda i rifugiati, i richiedenti asilo, gli apolidi, anche
Rom e Sinti o di altre famiglie zingare, nonche' coloro che sono
oggetto-soggetto del traffico di esseri umani''.
Il Vaticano mette i
suoi paletti etici sull'emergenza immigrazione, proclamata a
livello nazionale dal governo italiano, per fronteggiare
l'eccezionale afflusso di extracomunitari.
Anche in una
situazione fuori dall'ordinario, ha puntualizzato oggi mons.
Agostino Marchetto, segretario del Pontificio consiglio della
pastorale per i migranti e gli itineranti, devono essere
rispettati i diritti umani e le norme internazionali, sia per
quanto riguarda i lavoratori di altri paesi e le loro famiglie,
sia per i rom e i rifugiati politici.
Mons. Marchetto, esponente di spicco di quella linea
garantista cattolica che si era opposta come fermezza all'
ipotesi di considerare la clandestinita' un reato, ha lasciato
una dichiarazione scritta, prima di imbarcarsi oggi su un aereo
diretto negli Stati Uniti, dove affrontera' il problema degli
immigrati 'latinos' con i vescovi nordamericani.
''Per giudicare sulla bonta' dell'iniziativa 'emergenza', in
quell'auspicato equilibrio tra accoglienza e sicurezza,
bisognera' considerare i contenuti delle decisioni'', ha
osservato mons. Marchetto, in merito alla situazione italiana.
Il monsignore, numero due del Dicastero Vaticano responsabile
del settore immigrazione, si e' affidato ad un esempio per
chiarire ulteriormente il suo ragionamento: ''anche una padrona
di casa si trova in emergenza se arrivano due ospiti imprevisti,
ma cerchera' di provvedere nel migliore dei modi alla loro
accoglienza''
Alla vigilia dell'udienza del Papa a Berlusconi, lo scorso
giugno, Mons. Agostino Marchetto si era fatto interprete del
'no' secco della Chiesa all'introduzione del reato di
clandestinita' su cui stava lavorando il governo italiano nel
'pacchetto sicurezza'.
Lo stesso premier ne aveva preso atto e
la clandestinita', invece che come reato, alla fine e' stata
introdotto come aggravante qualora uno straniero sia accusato
per altri crimini. (ANSA)
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