| IMPRONTE: PER IL PREFETTO DI ROMA E LA CROCE ROSSA SOLO FOTO PER I MINORI |
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| 04/07/2008 | |
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4 lug. - Foto e non impronte digitali. Sarebbe questo l'orientamento del prefetto di Roma Carlo Mosca, nominato commissario per l'emergenza nomadi della Capitale, per effettuare il censimento dei nomadi minori di 14 anni. Il prefetto di Roma aveva espresso nei giorni scorsi forti perplessita' sull'indicazione arrivata dal Viminale di prendere le impronte anche ai bimbi rom.
Per stamattina intanto è fissata la prima riunione operativa in Prefettura che dovra' definire le linee di intervento del censimento dei nomadi che vivono a Roma. L'operazione scatterà il 10 luglio, anche se, per ragioni organizzative, l'avvio potrebbe slittare di qualche giorno. Nel corso della riunione, alla quale parteciperanno, oltre al Prefetto di Roma, Carlo Mosca, anche responsabili di polizia, carabinieri e Croce Rossa, sara' affrontata anche la questione della schedatura. La Croce Rossa, che in questa prima fase impieghera' circa 50 persone, ha proposto al Prefetto di adottare il sistema gia' utilizzato dai suoi operatori in Albania: censire tutti i maggiori di 14 anni munendoli di una sorta di scheda nella quale riportare nome, cognome, età, provenienza e, dal punto di vista sanitario, vaccinazioni effettuate e patologie significative. La Croce Rossa, ha poi spiegato il prefetto Mosca, compilera' un foglio notizia per minori e adulti e dara' una tessera che puo' servire anche per fare vaccinazioni. Se ci sara' la necessita' o dubbi riguardo alla paternita' di un minore, si faranno accertamenti d'intesa con la Procura della Repubblica''. Una copia della scheda, che potrebbe essere munita anche di foto, restera' al soggetto censito, un'altra alle autorità. Il documento potra' essere utilizzato per accedere a vari servizi come i programmi di scolarizzazione. Per quanto riguarda i bambini, la Croce Rossa ha proposto di applicare lo stesso sistema che vige per i passaporti: nella scheda dei genitori potranno essere inseriti le generalita' dei figli. Sono oltre 9.000 le persone che dovranno essere identificate. Vivono in 70 campi, 50 dei quali abusivi, 20 quelli regolari. L'operazione partira' dagli insediamenti abusivi nei quali vivono circa 2.500 persone. Ancora da definire il ruolo che dovranno svolgere le forze dell'ordine: c'è chi ha proposto che ad entrare nei campi siano solo gli operatori della Croce Rossa accompagnati dai mediatori culturali di associazioni come Opera Nomadi, Arci e Capodarco. La Cri ha proposto che le operazioni vengano seguite da agenti in borghese. Nei prossimi giorni il prefetto Mosca restera' in costante contatto con gli altri due commissari straordinari per l'emergenza nomadi, il prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi e quello di Napoli, Alessandro Pansa, per definire una omogenea strategia di intervento. (Ansa). |
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Ora l'idea di ricorrere alle foto costituirebbe un'alternativa alla rilevazione dei dati biometrici. Alle impronte però, fanno notare dalla prefettura di Roma, si potrebbe ricorrere per questioni di ordine pubblico o per motivi legati ad indagini delle forze dell'ordine.
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