| IN EDICOLA I GRANDI SCENEGGIATI TRASMESSI DALLA RAI TRA GLI ANNI ’50 E ‘80 |
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| 17/09/2008 | |
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18 set. - di Giovanni Zambito. Per rivivere i capolavori
letterari di tutti i tempi, Rai Trade e Fabbri Editori hanno realizzato
una collana dei grandi sceneggiati trasmessi a puntate dalla Rai tra
gli anni ’50 e ’80, che restituiscono uno spaccato importante della
storia della Radiotelevisione italiana.
Ogni uscita, composta di due dvd, è accompagnata da un fascicolo realizzato dal critico Maurizio Porro: sono produzioni di altissimo livello, che ancora oggi sono esempi di tv d’autore e di qualità e che hanno dato un volto e una voce ai personaggi dei romanzi più amati. Storie rimaste impresse nella memoria collettiva, seguite da un pubblico già trasversale e attento. Le registrazioni attingono agli archivi storici delle Teche Rai e alternano suggestive immagini in bianco e nero a versioni più recenti a colori.
Gli sceneggiati sono stati restaurati e digitalizzati per una visione di grande qualità. Dopo l’uscita de I promessi sposi di Sandro Bolchi (1967), sarà la volta di Odissea di Franco Rossi (1968), Il Conte di Montecristo di Edmo Fenoglio (1966), I miserabili di Sandro Bolchi (1964), La freccia nera (1968, nella foto i giovanissimi e bellissimi Aldo Reggiani e Loretta Goggi ) e La cittadella (1964) di Anton Giulio Majano, Cime tempestose di Mario Landi (1956) e così via…
Ieri la collana è stata presentata alla stampa ed erano presenti molti degli interpreti eccellenti tutti ancora attivi specialmente sui palcoscenici teatrali. Si sono alternati nel commentare e ricordare la realizzazione dei rispettivi sceneggiati: Giorgio Albertazzi, protagonista de L’idiota di Giacomo Vaccai (1959) tiene a ricordare il collega Gian Maria Volontà (così ha pure fatto Lea Massari), artisticamente nato in quella occasione dato che già alla terza puntata gli arrivarono ben tre offerte cinematografiche.
C’erano anche “i promessi sposi” più famosi della storia, vale a dire Paola Pitagora e Nino Castelnuovo: “Allora - afferma l’attrice - c’era il rispetto della parola: il linguaggio di Manzoni non veniva banalizzato ed era proposto tale e quale con i suoi momenti di musicalità e di poesia. Nella fiction di oggi, invece, molto spesso nei dialoghi c’è sciatteria”. Nino Castelnuovo confessa candidamente: “Rimango sbalordito quando incontro persone che dopo 41 anni m’identificano ancora con Renzo Tramaglino”.
Giuliana Lojodice ha esternato ciò che della tv di un tempo le è rimasto dentro, cioè “la somma comune di un lavoro importantissimo che abbiamo fatto insieme e che ha dato frutti notevoli sia al nostro Paese e sia al teatro italiano, che è cresciuto in presenza, immagine e popolarità. Oggi siamo meno grati alla Rai - continua - perché di molti di noi di è persa la presenza: noi continuiamo ad agire tuttora efficientemente a teatro. Vorrei che usasse il nostro presente non solo per renderci omaggio ma per un senso di giustizia”. L’89enne Mario Scaccia ammette di essere debitore nei confronti della tv che gli ha regalato popolarità mentre Ilaria Occhini rammenta il grande amore profuso per gli sceneggiati di un tempo.
Umberto Orsini sottolinea la differenza di quelle esperienze rispetto all’attuale modo di lavorare: “c’erano contatti globali e anche un attore che impersonava un piccolo ruolo provava a tavolino e aveva la possibilità di stare tre mesi assieme ai grandi attori. Polemico l’intervento di Nando Gazzolo: “Certa tv - dice - non dà al pubblico quello che vuole ma lo induce a volere solo alcune cose”.
Alba Calia, dopo aver salutato gli artisti convenuti, si è soffermata a ringraziare Loretta Goggi, interprete di tantissimi gloriosi sceneggiati, sottolineandone l’eccezionale eclettismo e la singolare bravura che spesso non vengono doverosamente riconosciuti dagli italiani. “Sono davvero contenta di questo riconoscimento - confessa la Goggi a ClandestinoWeb - e che ci si ricordi di me quando si parla di sceneggiati, ma anche di cinema, teatro, imitazioni, Sanremo: è un segno della mia attività che non si ferma solo ad esperienze passate ma che continua anche oggi”.
E del grande successo che continua a riscuotere “La freccia nera” dopo 40 anni? “Ti giuro - continua l’artista - che me lo sto godendo solo adesso. Allora non mi rendevo conto di tutto ciò perché per me era un divertimento essendo così giovane”.
Come testimonial dell’iniziativa è stata scelta Nicoletta Orsomando, l’annunciatrice per eccellenza, che, dopo aver ricevuto un omaggio floreale dalle mani di Biagio Agnes, ha preso la parola: “Aver pensato a me mi ha resa veramente felice. Questi sceneggiati hanno influito pure sulla vendita dei libri talmente grande è stata l’attenzione del pubblico”. Giovanni Zambito.
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