| In Italia 211 fusioni di banche in dieci anni |
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| 28/12/2007 | |
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28 dic. - Meno banche ma piu' sportelli: +80,3% in Sardegna, +52,7% nelle Marche, +44,8% in Abruzzo. E' questo il quadro che emerge da uno studio realizzato dal Centro Studi Sintesi di Venezia sui processi di concentrazione bancaria e gli indici di densita' bancari nelle province italiane tra il marzo 1997 e il marzo 2007. Gli istituti di credito in
Italia sono diminuiti del 15,3% a 800 (erano 945 nel 1997) mentre gli sportelli
bancari sono aumentati del 32,1% a 32.471 (da 24.578).
A livello regionale, un
incremento consistente del numero delle banche
operanti sul territorio si osserva solo in Lombardia (+20,3%), Toscana (+6,9%)
e Sardegna (+25%).
Negli ultimi dieci anni, si e' invece drasticamente ridimensionato, a livello regionale il numero degli istituti bancari operanti in Basilicata (-65%), Molise (-57,1%), Calabria (-52,5%), Abruzzo (-51,7%), Campania (-51,5%) e Valle D'Aosta (-50%). Si tratta, afferma lo studio, di una vera e propria rivoluzione nata da un processo che ha coinvolto la meta' dell'intero settore bancario e che ha prodotto in dieci anni 400 operazioni di concentrazione, di cui 211 fusioni.
A livello di operazioni, una quota consistente del
totale (43 su 58) fa riferimento, dal 2002 al 2006, a banche del settore del credito cooperativo, che ha
subito una profonda trasformazione. Il processo di concentrazione ha portato,
in alcune aree del Paese, a vere e proprie condizioni di oligopolio.
In Valle
D'Aosta, le prime sette banche detengono il
91,8% del mercato bancario (con San Paolo Imi prima per numero di sportelli),
seguita dalla Sardegna con l'89,2% (Banco di Sardegna), Basilicata con il 71,8%
(Banca Carime), Sicilia con il 70,6% (Banco di Sicilia), Molise con il 68,8%
(Banca di Roma) e Liguria con il 67% (Banca Carige).
E', invece, in costante e
consistente aumento il numero degli sportelli bancari, cresciuti nel decennio
del 32,1% con incrementi soprattutto nel Centro Italia (+39%) e nel Nord-Est
(+36%). A livello di province, si registra molta dinamicita' soprattutto nelle
province sarde, dove primeggiano Oristano (+200%) e Nuoro (+176,2%) seguite da
Rimini (+67,1%). Significativi anche i dati di alcuni grandi centri urbani come
Bologna (+42,8%), Roma (+42,1%), Venezia (+36,5%), Firenze (+33,7%), Torino
(+29,4%), Milano (+27,2%), Napoli e Palermo (entrambe +18,2%). (Il Sole 24 Ore
Radiocor)
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