| INCHIESTA 899: UTENTI ATTIRATI CON L'ESCAMOTAGE DI SMS O TV SEXY. |
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| 20/06/2008 | |
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20 giu. - Software installati abusivamente,
ma anche sms o trasmissioni sexy, con chiromanti o giochi a
premi. Sono alcuni degli escamotage emersi nell'inchiesta
fiorentina su una truffa con i prefissi come l'899 e utilizzati
per invitare gli utenti a chiamare i numeri a tariffazione
maggiorata, ignorando quanto avrebbero speso o, addirittura, di
essersi collegati.
Diciotto le persone arrestate, nell'ambito dell'inchiesta
condotta dalla squadra mobile con l'ausilio della guardia di
finanza.
Fra le accuse, associazione per delinquere, truffa
informatica e riciclaggio.
Le societa' coinvolte sono la Flynet
di Arezzo, presieduta dal patron dell'Arezzo calcio, Piero
Mancini (fra gli arrestati), che aveva la concessione per
l'utilizzo di prefissi come 899, 892, 0088 e 166.
L'azienda
aretina, a sua volta, 'girava' la concessione a una societa'
londinese, sulla quale confluivano gli utili della truffa.
Nell'indagine sono coinvolte anche societa' di telefonia di San
Marino. Gli arresti sono stati eseguiti in varie parti d'Italia
e all'estero.
In manette sono finiti responsabili delle societa'
coinvolte, tecnici informatici, gestori di call center. L'
inchiesta e' nata nel 2007 dalle denunce degli utenti: 4000 solo
a Firenze, con bollette anche da varie migliaia di euro.
Ammontano a circa 10 milioni di
euro i costi telefonici complessivi addebitati in bolletta a
ignari abbonati ed emersi nell'inchiesta fiorentina.
Nell'ambito dell'inchiesta si e' appena conclusa un'
operazione della questura di Firenze nelle province di Arezzo,
Perugia, Ancona, Rimini, Cesena e Salerno, con perquisizioni,
sequestri e 18 misure di custodia cautelare in carcere.
Per
Mancini le ipotesi di reato sono riciclaggio e concorso esterno
in associazione per delinquere. Agli altri indagati sono
contestati, a vario titolo, reati di associazione per
delinquere, truffa informatica, installazione di apparecchiature
atte ad impedire comunicazioni o conversazioni telefoniche,
impedimento ed interruzione illecita di comunicazioni
informatiche o telematiche, riciclaggio.
L'indagine e' partita da numerose denunce di cittadini
destinatari di bollette telefoniche anomale, con traffico
diretto verso numeri con i prefissi 899-892-0088-166.
L'operazione è stata illustrata in una conferenza stampa tenutasi stamani alle 11 nella sala Dionisi della questura di
Firenze.
Le due operazioni contro truffe
telefoniche oggi a Firenze e Perugia dimostrano ''il dilagare
del fenomeno che incide sulle tasche dei cittadini''. Lo afferma
Maurizio Masciopinto, direttore delle investigazioni
informatiche della Polizia postale.
''Noi - ha spiegato Masciopinto - vigiliamo ed interveniamo,
ma anche i cittadini devono stare attenti, con una lettura
intelligente delle bollette, da cui possono emergere
illiceita'''.
Le truffe telefoniche, ha aggiunto, ''sono in
continuo aumento, col diffondersi dei servizi tra i quali gli
utenti non riescono spesso ad orientarsi ed i profitti per i
criminali sono ingenti''. (Ansa)
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