| INCONTRO BUSH E BERLUSCONI: TOTALE SINTONIA SULLE QUESTIONI INTERNAZIONALI |
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| 13/06/2008 | |
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13 giu. - "La sintonia e' stata totale". Cosi' il
presidente del Consiglio Silvio Berlusconi riassume l'incontro di
oggi con il presidente Usa George Bush.
"Abbiamo fatto- aggiunge Berlusconi- un vasto esame della
situazione internazionale e per quanto ci riguarda abbiamo
comunicato le decisioni del governo in relazione alla permanenza
in Afghanistan, in Kosovo, in Libano e in relazione alle nostre
posizioni sulla politica internazionale partendo dall'Iran".
"Apprezzo molto che l'Italia sta
adempiendo agli obblighi internazionali". Lo dice in conferenza
stampa a Villa Madama il presidente Usa George Bush, che
aggiunge: "E' significativa la presenza dell'Italia in
Afghanistan. Apprezzo che il governo ha dato nuove istruzioni
sull'impiego dei soldati per addestrare le forze di polizia".
Conclude il presidente Usa: "Apprezzo il vostro impegno".
Inoltre la Casa Bianca si dice pronta a rivedere le
norme su Guantanamo ma conferma il suo dissenso rispetto alla
decisione della Corte suprema che ha ammesso i ricorsi in
appello dei detenuti alle corti federali. Lo ha detto il
presidente americano.
Riferendosi alla decisione della Corte suprema "Ci
atterremo -ha detto Bush- a quello che e' stato deciso, devo
rispettare la decisione. Ma sono d'accordo con quelli che hanno
dato il loro dissenso, basato su preoccupazioni per sicurezza
nazionale. Il Congresso e il Senato sono prudenti riguardo a
questa legge. Vedremo se sara' necessaria un'altra legge
appropriata, cosi' potremo dire ai cittadini che stiamo facendo
di tutto per proteggerli".
La pace nel mondo "e' il tema su cui
abbiamo lavorato e intenderemo lavorare nel futuro" - ha aggiunto
premier Silvio Berlusconi e poi si schiera per le
presidenziali Usa: "Preferisco Mc Cain - dice - per un motivo egoistico. Cosi' non
sarei io il piu' vecchio del G8".
E ancora: "Il sentimento che permane, sia per
quanto riguarda me che gli italiani" e' quello della
"riconoscenza" verso un Paese che "ha sacrificato molte vite
per la difesa della liberta' e della democrazia".
Al termine del colloquio con il
presidente americano sottolinea: "Abbiamo fatto un vasto esame della
situazione internazionale e abbiamo comunicato le decisioni del
nuovo governo sulla permanenza in Afghanistan, in Kosovo, in
Libano. E abbiamo convenuto della difficile situazione in Iran.
Su questi temi abbiamo trovato piena sintonia. Una sintonia che,
come nel passato, è totale".
''Abbiamo parlato con Silvio del 5+1,
ho detto con chiarezza che tutti dobbiamo mandare lo stesso
messaggio a Teheran: 'sospendete il progetto di arricchimento
dell'uranio altrimenti ci saranno altre sanzioni''. Cosi' si è espresso il
presidente americano George Bush sul nucleare iraniano.
"Le sanzioni proposte dalle Nazioni Unite
noi le abbiamo sempre rispettate. La presenza di nostri gruppi
imprenditoriali in Iran è dovuta a contratti e fatti del
passato". Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha
risposto ad una domanda di un giornalista americano in merito
alla presenza imprenditoriale italiana in Iran.
L'Italia vuole partecipare al gruppo
di paesi cosiddetto '5+1' che gestisce la crisi iraniana
perche' ha una buona conoscenza del paese di Teheran.
''Noi - dice Berlusconi - abbiamo fatto l'offerta di poterci
aggiungere agli altri paesi per dare il nostro contributo
alla trattativa con l'Iran. Lo abbiamo sollecitato partendo
dal fatto che conosciamo bene l'Iran grazie all'attivita'
svolta in luogo da molte nostre aziende''. Berlusconi ritiene
che questa conoscenza possa essere di ''aiuto per Putin e
Bush''.
Comunque, aggiunge Berlusconi l'Italia e' per l'uso
pacifico del nucleare.
Riprendendo a parlare delle imprese italiane presenti in
Iran, Berlusconi spiega che la loro presenza ''e' legata a
fatti passati''.
Riassumendo i termini
dell'incontro a proposito della
politica estera, Berlusconi ha parlato della nostra
disponibilita' a togliere i caveat sull'Afghanistan e anche "della nostra intenzione
di mantenere le truppe sugli altri fronti, in Kosovo, in Libano e
ovunque siano impiegati i soldati italiani".
In Iraq "i progressi sono tali sul fronte
della sicurezza che noi stiamo gia' portando a casa dei soldati.
Prevediamo di riportare a casa entro luglio tutte le truppe
inviate durante il cosiddetto 'surge'. Ho detto al popolo americano che sara' l'esercito a valutare le
condizioni del ritorno dei nostri uomini. L'82esima
aerotrasportata sta tornando a casa e ne sono lieto".
Il presidente degli Stati Uniti assicura che sara' "la
situazione in Iraq a determinare il livello di presenza dei
nostri uomini" e si dichiara "felice della determinazione e del
coraggio del governo e del popolo iracheno. La loro situazione-
conclude Bush- e' molto diversa da un anno fa, gli Stati Uniti
devono mandare un messaggio chiaro: siamo con loro finche' la
loro economia e democrazia crescera'".
Berlusconi prende atto con piacere della
previsione del Presidente della Repubblica, Giorgio
Napolitano, circa l'atteggiamento dell'opposizione'' di
dialogo con il governo sulle decisioni in materia di politica
estera. ''Siamo contenti - continua Berlusconi - che
l'opposizione possa condividere la nostra politica estera''.
Una politica estera, aggiunge, che si sviluppera' sulle linee
di quella che e' stata la politica della precedente
legislatura di centrodestra, assicura Berlusconi
sottolineando che sara' una politica estera europeista, una
politica estera che prevedera' un solo Occidente e che
cerchera' di creare le condizioni di politica comune con la
Russia. Sara' una politica estera che ''vedra' nella Nato lo
strumento per mantenere la pace nel mondo''. Il premier
rileva che quello delle missioni internazionali e' ''l'unico
strumento per portare il mondo alla pace e alla sconfitta
totale del terrorismo''.
All'insegna della cordialità anche i convenevoli finali: George W. Bush venga a fare il
'visiting professor' all'universita' del pensiero liberale in
Italia. L'invito e' stato rivolto stasera dal premier Silvio
Berlusconi direttamente al presidente americano e rivolgendosi direttamente a lui chiamandolo ''George'', ha ricordato che lui stesso ha
''un'attivita' simile in Texas'', e che si e' deciso di
''scambiarci i professori''.
''Ho invitato Bush a fare il visiting professor'', ha
aggiunto il premier, aggiungendo con un sorriso di avere gia'
incassato ''l'ok'' di altri leader mondiali.
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