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Ultimo aggiornamento: 22.11.2008 ore 19:56
INCONTRO BUSH E BERLUSCONI: TOTALE SINTONIA SULLE QUESTIONI INTERNAZIONALI Stampa E-mail
13/06/2008
13 giu. - "La sintonia e' stata totale". Cosi' il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi riassume l'incontro di oggi con il presidente Usa George Bush. "Abbiamo fatto- aggiunge Berlusconi- un vasto esame della situazione internazionale e per quanto ci riguarda abbiamo comunicato le decisioni del governo in relazione alla permanenza in Afghanistan, in Kosovo, in Libano e in relazione alle nostre posizioni sulla politica internazionale partendo dall'Iran".
berlusconi_bush_02_280x200.jpg"Apprezzo molto che l'Italia sta adempiendo agli obblighi internazionali". Lo dice in conferenza stampa a Villa Madama il presidente Usa George Bush, che aggiunge: "E' significativa la presenza dell'Italia in Afghanistan. Apprezzo che il governo ha dato nuove istruzioni sull'impiego dei soldati per addestrare le forze di polizia". Conclude il presidente Usa: "Apprezzo il vostro impegno".
Inoltre la Casa Bianca si dice pronta a rivedere le norme su Guantanamo ma conferma il suo dissenso rispetto alla decisione della Corte suprema che ha ammesso i ricorsi in appello dei detenuti alle corti federali. Lo ha detto il presidente americano.
Riferendosi alla decisione della Corte suprema "Ci atterremo -ha detto Bush- a quello che e' stato deciso, devo rispettare la decisione. Ma sono d'accordo con quelli che hanno dato il loro dissenso, basato su preoccupazioni per sicurezza nazionale. Il Congresso e il Senato sono prudenti riguardo a questa legge. Vedremo se sara' necessaria un'altra legge appropriata, cosi' potremo dire ai cittadini che stiamo facendo di tutto per proteggerli".
La pace nel mondo "e' il tema su cui abbiamo lavorato e intenderemo lavorare nel futuro" - ha aggiunto premier Silvio Berlusconi e poi si schiera per le presidenziali Usa: "Preferisco Mc Cain - dice - per un motivo egoistico. Cosi' non sarei io il piu' vecchio del G8".
E ancora: "Il sentimento che permane, sia per quanto riguarda me che gli italiani" e' quello della "riconoscenza" verso un Paese che "ha sacrificato molte vite per la difesa della liberta' e della democrazia".
Al termine del colloquio con il presidente americano sottolinea: "Abbiamo fatto un vasto esame della situazione internazionale e abbiamo comunicato le decisioni del nuovo governo sulla permanenza in Afghanistan, in Kosovo, in Libano. E abbiamo convenuto della difficile situazione in Iran. Su questi temi abbiamo trovato piena sintonia. Una sintonia che, come nel passato, è totale".
''Abbiamo parlato con Silvio del 5+1, ho detto con chiarezza che tutti dobbiamo mandare lo stesso messaggio a Teheran: 'sospendete il progetto di arricchimento dell'uranio altrimenti ci saranno altre sanzioni''. Cosi' si è espresso il presidente americano George Bush sul nucleare iraniano.
"Le sanzioni proposte dalle Nazioni Unite noi le abbiamo sempre rispettate. La presenza di nostri gruppi imprenditoriali in Iran è dovuta a contratti e fatti del passato". Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha risposto ad una domanda di un giornalista americano in merito alla presenza imprenditoriale italiana in Iran.
L'Italia vuole partecipare al gruppo di paesi cosiddetto '5+1' che gestisce la crisi iraniana perche' ha una buona conoscenza del paese di Teheran.
''Noi - dice Berlusconi - abbiamo fatto l'offerta di poterci aggiungere agli altri paesi per dare il nostro contributo alla trattativa con l'Iran. Lo abbiamo sollecitato partendo dal fatto che conosciamo bene l'Iran grazie all'attivita' svolta in luogo da molte nostre aziende''. Berlusconi ritiene che questa conoscenza possa essere di ''aiuto per Putin e Bush''.
Comunque, aggiunge Berlusconi l'Italia e' per l'uso pacifico del nucleare. Riprendendo a parlare delle imprese italiane presenti in Iran, Berlusconi spiega che la loro presenza ''e' legata a fatti passati''.
Riassumendo i termini dell'incontro a proposito della politica estera, Berlusconi ha parlato della nostra disponibilita' a togliere i caveat sull'Afghanistan e anche "della nostra intenzione di mantenere le truppe sugli altri fronti, in Kosovo, in Libano e ovunque siano impiegati i soldati italiani".
In Iraq "i progressi sono tali sul fronte della sicurezza che noi stiamo gia' portando a casa dei soldati. Prevediamo di riportare a casa entro luglio tutte le truppe inviate durante il cosiddetto 'surge'. Ho detto al popolo americano che sara' l'esercito a valutare le condizioni del ritorno dei nostri uomini. L'82esima aerotrasportata sta tornando a casa e ne sono lieto".
Il presidente degli Stati Uniti assicura che sara' "la situazione in Iraq a determinare il livello di presenza dei nostri uomini" e si dichiara "felice della determinazione e del coraggio del governo e del popolo iracheno. La loro situazione- conclude Bush- e' molto diversa da un anno fa, gli Stati Uniti devono mandare un messaggio chiaro: siamo con loro finche' la loro economia e democrazia crescera'".
Berlusconi prende atto con piacere della previsione del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, circa l'atteggiamento dell'opposizione'' di dialogo con il governo sulle decisioni in materia di politica estera. ''Siamo contenti - continua Berlusconi - che l'opposizione possa condividere la nostra politica estera''.
Una politica estera, aggiunge, che si sviluppera' sulle linee di quella che e' stata la politica della precedente legislatura di centrodestra, assicura Berlusconi sottolineando che sara' una politica estera europeista, una politica estera che prevedera' un solo Occidente e che cerchera' di creare le condizioni di politica comune con la Russia. Sara' una politica estera che ''vedra' nella Nato lo strumento per mantenere la pace nel mondo''. Il premier rileva che quello delle missioni internazionali e' ''l'unico strumento per portare il mondo alla pace e alla sconfitta totale del terrorismo''.
All'insegna della cordialità anche i convenevoli finali: George W. Bush venga a fare il 'visiting professor' all'universita' del pensiero liberale in Italia. L'invito e' stato rivolto stasera dal premier Silvio Berlusconi direttamente al presidente americano e rivolgendosi direttamente a lui chiamandolo ''George'', ha ricordato che lui stesso ha ''un'attivita' simile in Texas'', e che si e' deciso di ''scambiarci i professori''. ''Ho invitato Bush a fare il visiting professor'', ha aggiunto il premier, aggiungendo con un sorriso di avere gia' incassato ''l'ok'' di altri leader mondiali.
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