| INDUSTRIA TESSILE. Italia al 1° posto in Europa con il 30% del valore aggiunto realizzato dalla UE |
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| 15/01/2008 | |
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15 gen. - Secondo i dati di uno studio Eurostat che fotografa l'industria europea, il tessile italiano è leader in Europa ma piu' grazie ai bassi salari che alla produttività con un valore aggiunto di 9,478 miliardi di euro nel 2004.
Al secondo posto la Germania con 4,519 miliardi (14%), al terzo la Francia con 3,423 miliardi e la Gran Bretagna con 3,547 miliardi (11% ciascuna). Un risultato questo che appare piu' legato ai costi salariali che alla produttivita'. L'Italia spende infatti 27 mila di euro l'anno per ogni salariato del settore contro i 26.800 euro della Gran Bretagna, 31.100 della Francia, i 33.100 della Germania. Per la produttivita', siamo invece a 35.800 euro per occupato contro i 41.700 della Germania, i 36.500 della Francia, i 36.100 della Gran Bretagna. Del resto gli occupati del settore raggiungono in Italia una cifra record, pari a 264.000, a fronte dei 108.000 tedeschi, dei 98.000 britannici e dei 94.000 francesi. Per il settore dei servizi informatici all'imprese, l'Italia si colloca invece all'ultimo posto tra gli stessi 'grandi' paesi, con un valore aggiunto di 15.246 euro, sempre nel 2004, 358.000 occupati ad un costo annuo di 38.600 euro. La Francia arriva a 22.605, la Germania a 28.375, la Gran Bretagna a 47.006. Qui siamo a meta' strada per numero di occupati, con 573.000 della Gran Bretagna, 370.000 della Germania, 345.000 della Francia. Quanto al costo della manodopera, siamo nettamente al di sotto dei 55.900 della Gran Bretagna, dei 57.700 della Germania e della Francia. Nel suo insieme, il settore dei servizi alle imprese si colloca al primo posto sia per numero di occupati, piu' di 20 milioni di imprese nell'UE sia per valore aggiunto con 740 miliardi di euro pari al 15% del totale. Per il resto, il settore dei materiali da trasporto e' quello che registra il piu' alto costo della manodopera (43.000 euro), il tessile il piu' basso (15.000). La piu' alta produttivita' viene invece dal settore dell'energia (121.000 euro per occupato), la piu' bassa dai settori alberghiero, tessile e abbigliamento (20.000). (AGI) |
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