| INTERCETTAZIONI: BERLUSCONI RINUNCIA AL DL MA VELTRONI LO ASPETTA AL VARCO |
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| 04/07/2008 | |
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04 lug. - E' tregua. Il premier Silvio Berlusconi rinuncia ad
andare in tv a Matrix e a portare in Consiglio dei ministri il decreto
sulle intercettazioni. Si posano le polveri e nell'ordine del giorno
della riunione del governo non c'é traccia del provvedimento urgente,
che pure nei giorni scorsi il premier non aveva escluso.
C'é, anzi, una nota ufficiale del presidente del Consiglio, che in poche righe fa virare la giornata vissuta fino a quel momento nell'attesa dell'annunciato 'redde rationem' sulla rete ammiraglia Mediaset.
Da giorni infatti non si parla che di intercettazioni dai contenuti pruriginosi che riguarderebbero il privato del premier e sulle quali addirittura il Cavaliere, secondo alcuni, sarebbe stato pronto ad una sorta di 'outing' nella puntata serale di Matrix.
Invece le diplomazie si mettono al lavoro. E' soprattutto Gianni Letta a spendersi in un'opera di mediazione, che alla fine dà al premier la garanzia (se non la certezza definitiva) che niente di ciò che è oggetto del 'gossip negativo' uscirà.
E allora, ragiona Letta con Berlusconi, che senso avrebbe andare in tv con toni battaglieri, stracciare la rete di protezione tessuta dal Colle nelle ultime 48 ore con il sì al Lodo Alfano e con la continua 'moral suasion' sulle forze politiche?
Che senso avrebbe, torna a ripetere anche Gianfranco Fini al premier in un colloquio telefonico, ostinarsi su un decreto che non potrebbe essere convertito in tempi utili ed irriterebbe Quirinale ed opposizione? Perché non contribuire invece a svelenire il clima, quando in fondo oggi anche il capogruppo Pd a Montecitorio Antonello Soro definisce "legittimo" porre un argine all'abuso delle intercettazioni e invita ad "occuparsene per trovare risposte concrete"?.
Berlusconi sceglie allora la linea del "wait and see', cioé dello stare a vedere che cosa accade: per ora niente show down a Matrix e niente decreto sulle intercettazioni, proprio per contribuire a quel clima di 'concordia' da più parti auspicato.
Se poi dovesse avere il sopravvento il 'gossip negativo' - che oggi per il premier non deve oscurare la preziosa azione del governo -, allora c'é tempo per rimettersi in gioco con una reazione anche pesante e ricorrere al muro contro muro.
Per tutti al momento, perciò, fa testo il disegno di legge varato dal governo e firmato dal Capo dello Stato lo scorso 26 giugno, dove si punta arginare la diffusione incontrollata dei contenuti delle intercettazioni, anche in virtù del diritto alla riservatezza tutelato dall'articolo 15 della Costituzione e del diritto al privacy affermato dalla Corte europea dei diritti dell'uomo. "
VELTRONI, SE DL FAREMO BATTAGLIA PARLAMENTO - Se il governo varerà un decreto sulle intercettazioni, in Parlamento "si registrerà un ulteriore deterioramento del clima", nel quale l'opposizione metterà in campo "tutti i mezzi" per portare avanti la sua battaglia. Lo ha detto il leader del Pd, Walter Veltroni, in una conferenza stampa al termine della riunione del governo ombra.
Se il Consiglio dei Ministri, ha spiegato Veltroni, domani approverà il decreto "su un tema come le intercettazioni, sarà inevitabile che in Parlamento il clima sarà tale che nel confronto useremo tutte le armi per difendere le prerogative parlamentari".
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