| INTERCETTAZIONI: LA LEGA DA’ IL VIA AL TESTO DEL GOVERNO |
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| 01/09/2008 | |
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01 sett. - "La
'lista' dei reati fa la grande differenza. è ben dettagliata nel ddl
Alfano sulle intercettazioni (si potranno usare solo per i delitti
puniti fino a 10 anni o fino a 5 per quelli della pubblica
amministrazione, oltre che per ingiuria, minaccia, usura e molestie al
telefono).
La 'lista' e' del tutto inesistente in quello presentato dal
Pd alla Camera (sotto le firme Tenaglia, Veltroni, Ferranti) e, in
copia, al Senato (Casson).
Sui due testi si
giochera', a partire dalla commissione Giustizia di Montecitorio dove i
lavori riprenderanno il 9 settembre, la battaglia d'autunno sugli
ascolti.
Con uno scontro parlamentare su quattro fronti: la maggioranza
vuole la nuova legge con l'obiettivo di limitare drasticamente il
potere dei magistrati riscrivendo la lista dei delitti. Ma se
Berlusconi punta a eliminare anche la corruzione, An e Lega si
attestano sul ddl licenziato da palazzo Chigi (il leghista Roberto Cota
lo definisce 'equilibrato') dove, se pure con dei limiti, quei reati ci
sono.
Il Pd si batte per la privacy e per evitare che finiscano sui
giornali i colloqui di chi non e' indagato, ma senza colpire
lìaccertamento dei reati.
L'Idv di Di Pietro teme che un intervento
legislativo danneggi gli inquirenti e intacchi l'obbligatorieta'
dell'azione penale (il capogruppo alla Camera Massimo Donadi:
'Vigileremo per impedire colpi di mano pericolosi'; Silvana Mura 'Non
ci faremo fregare, saremo intransigenti').
Importante, anche per i
futuri rapporti con Pdl e Pd, l'atteggiamento dell'Udc che si e' sempre
battuta per garantire la riservatezza.
Tra domani e mercoledi', nel
seminario centrista "Giustizia, tutto da rifare", l'argomento sara' tra
i piu' gettonati.
Diceva ieri Niccolo' Ghedini, consigliere giuridico del premier, al
Gazzettino: 'Il nostro testo e' quasi sovrapponibile a quello di
Mastella. Lui pero' non metteva limiti alle intercettazioni e prevedeva
sanzioni meno forti per chi le diffondeva'.
Differenze non da poco. Che
fanno dire alla presidente dei senatori Pd Anna Finocchiaro: 'Anche per
noi ci vuole una legge. Occorre impedire che siano pubblicate
conversazioni personali non attinenti alle indagini, ma il premier
vuole bloccare l'azione investigativa su reati "sensibili" per lui. E
tradisce la necessita' d'imbrigliare giudici e stampa: 3 anni di
carcere ai giornalisti sono un segnale chiaro'. Atti segreti fino alla
conclusione delle indagini preliminari, archivio riservato, limite di
tre mesi (ma prorogabili), non trascritti e poi distrutti gli ascolti
irrilevanti, illecito disciplinare per le toghe che infrangono la
riservatezza, multe a giornalisti ed editori, pene da due a sei anni
per il pubblico ufficiale 'talpa'. Su questo lavora il Pd.
Che, con
l'ex pm felice Casson, boccia seccamente il ddl Alfano: 'Lega le mani
ai magistrati, non tutela la privacy, colpisce i giornalisti e limita
la possibilita' d'informare'". (Ilvelino)
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