| INTERCETTAZIONI: SCONTRO QUIRINALE GOVERNO- NAPOLITANO NO AL DL |
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| 11/06/2008 | |
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11 giu. - Le intercettazioni approdano venerdi' in Consiglio dei
ministri, come decreto legge. E' quanto si legge nell'ordine del giorno
sulla seduta convocata per venerdi' mattina alle 9. Sulla materia torna
oggi anche il Quirinale. Alla richiesta di chiarimenti sull'ipotesi di
un provvedimento di urgenza in materia di intercettazioni telefoniche,
la Presidenza della Repubblica risponde richiamando le dichiarazioni
rese ieri a Venezia dal capo dello Stato, nelle quali si fa esplicito
riferimento a un disegno di legge.
''Come debba essere congegnato il provvedimento, se possa preoccupare per altri aspetti - ha detto ieri Giorgio Napolitano - si sapra' quando ci sara' un disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri e quando poi iniziera' la discussione in Parlamento''.
"Mi meraviglia davvero molto. Non è certo materia da decreto, non vi vedo nessuna urgenza...". Il ministro ombra della Giustizia Lanfranco Tenaglia commenta così la decisione del Governo di presentare un decreto e non un disegno di legge sulla riforma delle intercettazioni.
Intervenire per decreto legge sul codice di procedura penale "non trova ostacoli dal punto di vista costituzionale", tuttavia nel caso di un dl sulle intercettazioni "bisogna stare molto attenti ai presupposti di necessità e urgenza su cui la Corte Costituzionale ha recentemente compiuto un rigido controllo" bocciando diverse norme, afferma il presidente emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida.
"Non ho difficoltà a dire che per la Camera dei deputati, ma credo anche al Senato, c'é da parte di tutti la volontà di discutere senza pregiudiziali". Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini interrogato dai giornalisti a Bruxelles sulle intercettazioni. "
Non so se ciò sarà sufficiente per le larghe intese, lo sapremo al momento del dibattito", ha aggiunto Fini.
"Giacché ancora il disegno di legge sulle intercettazioni non è stato presentato al Consiglio dei ministri non è possibile fornirne anticipazioni. Dopo che sarà varato il testo ci auguriamo un dibattito in sede parlamentare che auspichiamo sia corretto e propositivo. In quella sede il governo darà ogni delucidazione richiesta". Così il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo risponde nell'Aula della Camera ad una interpellanza presentata sul tema della limitazione delle intercettazioni telefoniche a supporto delle indagini giudiziarie, presentata da Antonio Di Pietro di Idv.
Nella sua risposta, Caliendo ha ribadito che rispetto alla "problematica delicata e complessa" il governo intende "contemperare il diritto alla riservatezza della persona con la necessità di svolgere attività di indagine giudiziaria, il diritto dei cittadini a essere informati senza pregiudizio per le indagini o la propalazione di notizie riservate ai danni di soggetti estranei alle indagini, come troppo spesso è avvenuto".
Di Pietro si è detto "profondamente insoddisfatto" della risposta del governo ed ha annunciato sul tema la presentazione di una mozione parlamentare.
D'ALEMA, RIPARTIRE DA DDL MASTELLA
- Per rivedere la normativa in materia di intercettazioni bisognerebbe ripartire da quanto previsto nel ddl Mastella: è quanto auspica Massimo D'Alema. "Penso che l'approccio equilibrato - ha detto D'Alema a margine di una tavola rotonda organizzata dall'Acri - è quello che fu definito dal Ddl Mastella nel governo Prodi. Da questo si potrebbe utilmente ripartire perché contemperava l'esigenza di non ostacolare le indagini della magistratura con la tutela della privacy".
Si trattava dunque, secondo D'Alema, di un "approccio equilibrato".
Ora invece siamo di fronte, a suo parere, a una "grande polemica sul nulla, perché non c'é ancora il Disegno di legge del governo, non so bene di cosa stiamo parlando".
D'Alema ha quindi concluso rilanciando: "Il governo starà studiando una ipotesi, auspico che la base di partenza sia quella presentata dal governo Prodi perché mi pareva equilibrata".
DONADI, DDL MASTELLA BASE SU CUI LAVORARE
- "Il ddl Mastella per noi era sostanzialmente positivo, tant'é vero che l'abbiamo anche votato in Aula. Ritenevamo soltanto che andassero modificate alcune norme che ci sembravano eccessivamente e ingiustamente punitive nei confronti dei giornalisti. E' comunque una base sulla quale si potrebbe lavorare". Il capogruppo dell'Italia dei Valori alla Camera, Massimo Donadi, intervistato dal quotidiano online Affaritaliani.it, commenta così le parole di Massimo D'Alema ('sulle intercettazioni l'equilibrio è nel ddl Mastellà). "Su quell'impianto - prosegue Donadi - si possono però realizzare dei miglioramenti, sia per quanto riguarda la tutela della privacy sia per quanto riguarda la garanzia di uno strumento così importante per la Magistratura".
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