| INTERVISTA A CECCHI PAONE, DA ‘NAUFRAGO’ A CONDUTTORE DI “SCOMMETTIAMO CHE…?” |
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| 14/05/2008 | |
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14 mag. - di Giovanni Zambito
-Tornato in tivù su Raidue nella sua immutata formula ad
occupare la serata del mercoledì, il varietà di Michele Guardì
“Scommettiamo che…?” è partito in sordina registrando per la prima
puntata una media di poco più di 2 milioni di spettatori. Stasera si
rivedranno altre scommesse, altri ospiti e penitenze e la coppia
chiamata alla conduzione, vale a dire la soubrette Matilde Brandi e
Alessandro Cecchi Paone, che dopo l’esperienza vissuta su “L’isola dei
famosi” è tornato ad imperversare sul piccolo schermo, dirigendo
contemporaneamente la rete tematica Sky Marco Polo 414 e cimentandosi
pure nella canzone con “La ballata dell’orso Paone”
Ma come si trova alla guida di uno spettacolo?
“È un grande piacere - sostiene - lavorare con Guardì che fa una televisione che arriva dal teatro: proviamo sei giorni a settimana per tre ore di show, cosa che si faceva nei programmi che guardavo da bambino. Rispetto alla mia tv di testa, qui ce n’è una di corpo, fisica, dove conta tutta la persona ed è divertente per questo”.
E con la Brandi?
“
Matilde Brandi è una delle poche strafighe che non se la tira, simpaticissima, bella e non volgare; al primo incontro m’è cascata addosso: abbiamo cominciato a ridere e non potevamo smettere.
Credo che fare “Scommettiamo che…?” un po’ meno ingessato e meno sabato sera, senza smoking ma molto giocato e partecipato possa divertire molto il pubblico e motivare il restare a casa”.
Per un po’ accantoni il genere tv di divulgazione…
“Neanche qui dimentico storia o scienza, né la cultura e la tecnologia: in ogni puntata mi travesto almeno una volta se non di più o da grande scienziato o personaggio storico, un animale in via di estinzione. C’è quindi una citazione diretta di quello che è poi il mio lavoro vero.
L’unico modo per fare vera divulgazione a milioni di persone e alle famiglie è proprio passare attraverso il gioco e speriamo di contribuire anche con questo spettacolo.
Il bello qui è che invece di andare io in Africa a cercare e filmare gli elefanti me li hanno portati in studio: ricorda la grande tv di una volta ma anche il grande cinema, gli spettacoli teatrali all’aperto; è un approccio diverso”
A tuo avviso il linguaggio televisivo è cambiato?
“Sì, per forza dato che la televisione è cambiata spaccandosi in due. Il linguaggio tradizionale scientifico, culturale e divulgativo ormai è sulle reti tematiche, sul satellite e presto sul digitale terrestre.
Sui canali tradizionali non c’è più divulgazione, ma un intrattenimento più o meno intelligente e colto: è una scelta degli editori”
Come conduttore hai un rapporto più giocoso con il piccolo schermo.
È cambiato anche il tuo rapporto come spettatore?
“Purtroppo e per fortuna ne faccio così tanta che non riesco a vederla. Guardo programmi che rappresentano momenti di aggregazione generale che non si possono perdere come Sanremo o Striscia la notizia e trasmissioni che trattano argomenti miei per tenermi informato”.
Proporrai la tua “Ballata dell’orso Paone”?
“Sicuramente la proporrò non come sigla ma come un cammeo come gli altri in cui parlerò di scienza e cultura.
L’orso Paone ci aiuterà a ricordare il problema dei cambiamenti climatici, del riscaldamento del pianeta, il fatto che i poveri orsi con la pelliccia cominciano a morir di caldo perché non c’è più quel clima adatto di cui hanno bisogno”
Che ti aspetti da questa inedita esperienza?
“Mi aspetto una nuova stagione della mia vita professionale: mi mancava solo questo aspetto e forse è arrivato il momento anagrafico e psicologico per capire fino a che punto posso affrontarlo”
Qual è il tuo punto forte?
“Non lo so esattamente: Guardì sostiene che è la mia voce il punto forte, perfetta per la tv, perché rassicura, non è troppo rapida o lenta, che coinvolge e richiama sia l’attenzione del cervello che la partecipazione emotiva”
Una scommessa persa?
“Quella con la politica. Pensavo che si potesse utilizzarla per lavorare su pochi temi, la protezione dell’ambiente, rilancio della ricerca scientifica e diritti delle coppie di fatto: invece la maggior parte di chi fa politica in Italia parla di tutto. Se vuoi fare politica devi voler fare una carriera politica ed essere disposto ad occuparti dal deficit pubblico fino alla rottamazione dei motorini e io questo non lo trovo serio e quindi ci ho rinunziato”
- Giovanni Zambito
scritto da alice, giugno 07, 2008 ha pure un fan club! http://www.alessandrocecchipaonefansclub.com/ scritto da Lia, maggio 15, 2008 Simpatico scritto da michele, maggio 14, 2008 è arrivato mister ego!!! |
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