| INTERVISTA A F.SCO DE FILIPPO SU “BESTIE DA SBARCO”, JAM SESSION SULL’IMMIGRAZIONE |
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| 03/09/2008 | |
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03 set. - INTERVISTA di Giovanni Zambito. Domani sera
nell’ambito delle manifestazioni del Fontanonestate 2008, "Musamoi" in
collaborazione con A.L.M.A. (Associazione Liberi Artisti Musicisti) di
Cosenza presenterà lo sconcerto “Bestie da sbarco” una performance in
jam session che accompagnerà la lettura di alcuni brani del giornalista
e scrittore Francesco De Filippo.
È una serata ideata e condotta da Maria Luisa Bigai
sul tema dell'immigrazione che perdura scottante e che anche in questi giorni è protagonista delle notizie in prima pagina o in apertura di telegiornali.
Ma oltre alla cronaca, oltre al dettaglio geografico, geomorfico, geopolitico, le più diverse storie presentano caratteri e tappe simili, simili anche a gironi terribili... ma anche punte di straordinaria unicità poetica... sonora, linguistica, musicale… sconcertante.
Maria Luisa Bigai, regista, progettista, performer della parola nella musica incontra in jam sulla scena due elementi di spicco del panorama musicale italiano: Nicola Pisani, sassofonista, compositore, direttore musicale noto al pubblico del Jazz ma anche della ricerca contemporanea, e Mirko Onofrio, talento emergente con le sue composizioni e sonorità originalissime, appena valorizzate tra l'altro al prestigioso Festival di Roccella Jonica 2008.
ll concerto/sconcerto si impernia sui testi densi e terribili dal romanzo “L’affondatore di gommoni” edito nel 2004 da Mondadori e recentemente pubblicato in Francia da Metailliè, del giornalista e scrittore Francesco De Filippo (nella foto il primo da sinistra con Bigai e Tabita); testi porti dalla voce recitante/cantante di Luigi Tabita, attore insignito del Premio Vittorio Gassman 2008 come miglior talento emergente.
“Una serata simile - spiega De Filippo intervistato da ClandestinoWeb - si era già svolta a Cosenza durante la presentazione del libro e adesso viene riproposta in maniera più articolata”.
Il titolo “Bestie da sbarco” risulta abbastanza crudo…
“Si riferisce appunto al fatto che vengono trattati come animali: sulle spiagge arrivano dei cadaveri e la gente indifferentemente continua a fare il bagno. È un aspetto che mi suscita grande perplessità quello dell’indifferenza verso la morte solo perché magari si tratta di gente che apparentemente non ci appartiene. Lo considero un passo indietro nella civiltà”.
Che posto occupa il fenomeno migratorio nelle attualità del mondo?
“Io penso che il fenomeno che maggiormente sta rivoluzionando il mondo non è la guerra, la cultura o la globalizzazione bensì il movimento di milioni di persone in modo unidirezionale verso l’Occidente, a parte qualche eccezione verso il mondo arabo”.
Ma come fenomeno è sempre esistito…
“Sì, ma rispetto a quello di qualche decennio fa per esempio non è legato alle colonie. La Francia e l’Inghilterra che hanno conosciuto prima il fenomeno migratorio hanno un rapporto diverso con chi arriva dai Paesi che erano andati a colonizzare. La cosa che mi colpisce è che non è legato a un fatto contingente scatenante come può essere una guerra e ha assunto oramai dimensioni planetarie e il melting pot che prima era solo statunitense adesso è in Italia, in Europa: da noi prima non si vedevano così tanti cinesi, africani e così via”.
Forse è anche naturale una sorta di difesa del proprio territorio, non credi?
“È chiaro che l’Italia e l’Europa non possono accogliere indifferentemente tutti quanti: occorre una legge. Il problema è che l’Occidente non vuole vedere quello che sta accadendo: non ci si vuole rendere conto che se qualcuno affronta un viaggio pericolosissimo per arrivare in una terra che gli è ostile lo fa solo per scappare dalla fame e non per velleità. Fino a quando le nazioni ricche non rinunceranno a una parte del loro potere sulle terre di origine non si creeranno mai le condizioni che permetteranno loro di vivere meglio”.
Quale primo aspetto positivo si può cogliere nell'immigrazione?
"Il fatto che da noi arrivano tante persone è una chance, un arricchimento culturale: perché non sfruttarlo? Gli Stati Uniti ne hanno saputo approfittare valorizzando le capacità di chi vi si è recato negli anni".
Riconosci come prioritaria l’affermazione del Papa che invita tutta l’Europa ad affrontare la questione oppure l’invito di Veltroni a garantire agli immigrati il diritto di voto?
“
Sicuramente l'immigrazione non è un problema solo italiano: molti infatti arrivano da noi ma poi proseguono verso il nord Europa dove le condizioni di vita sono migliori. Quando un africano arriva in Svezia viene accolto e accompagnato per un'integrazione e se una persona viene formata culturalmente e scolasticamente diventa una risorsa e s'inserisce bene nel territorio". Noi invece preferiamo chiudere gli occhi, farli vivere in cattività e questo non può che portare a una spirale di violenza. A parte chi è fisiologicamente criminale, se una persona è costretta a far di tutto pur di mangiare prima o poi commetterà violenza". Giovanni Zambito.
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