| INTERVISTA A LEONARDO PETRILLO AUTORE DEL “MANUALE DI AUTOMANUTENZIONE DEL SINGLE” |
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| 15/06/2008 | |
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15 giu. - di Giovanni Zambito - Tra pochi giorni nelle librerie sarà disponibile un originale manuale che “non va agitato prima dell’uso, ma usato prima di agitarsi”: trattasi del “Manuale per l’automanutenzione del single” ovvero “Alla ricerca dell’androgino perduto” (Cooper editore, pp. 108, € 9,00), un delizioso, ironico e istruttivo libretto scritto da Leonardo Petrillo, un sognatore pessimista - si definisce così - che si diletta nella sua pigirizia a lavorare “venti ore al giorno da oltre trent’anni per trovare il modo di vivere senza lavorare”.
Attore, regista e drammaturgo, è autore di
altri due manuali di manutenzione dedicati alla propria donna e al
proprio uomo e a come farli durare per sempre. Clandestino l’ha
intervistato.
La dedica iniziale che rivolgi a te stesso è un augurio che ti fai?
“Vuole essere una sintesi, una conclusione quasi paradossale e contraddittoria del manuale stesso. Riporta a una critica di fondo che si fa solitamente a un single e che viene trattata nel libro: quella cioè che per singolo s’intende quella persona che non sa proiettarsi verso gli altri e vive per se stesso. Con la dedica sembro dare conferma a tale convincimento ma al contempo il manuale vuole suggerire che non se non s’impara ad apprezzare lo status di single non si può nemmeno confluire in un ipotetico e futuro e riuscito rapporto di coppia”.
C’è anche un elogio del dubbio…
“Sì ed è anche il primo manuale di un nuovo movimento che ho chiamato “Forse Italia”: il logo è pronto; all’interno della bandiera di “Forza Italia” ho scritto la nuova denominazione; è già attivo un indirizzo di posta elettronica dove inviare domande e suggerimenti e cioè info@forseitalia.it: si daranno indicazioni ludo-pratico-fantafilosofico-matematico-agnostico paragnostiche”.
A prescindere dalla ‘singletudine’, credi sia diffuso il problema di sapersi gestire la vita?
“Non è un problema di autogestione: la gente lo sa fare. A volte però succede che si prende a tal punto una data abitudine e determinati ritmi e rituali che poi risulta particolarmente difficile cambiare situazione e quindi entrare in un rapporto di coppia”.
Il manuale si può riferire ai single in generale o in particolare a quelli italiani?
“Anche se naturalmente il mio punto di vista è maschile, mi riferisco sia agli uomini che alle donne single e credo possa essere valido in generale, filtrato attraverso la mia esperienza. Certo, in altri Paesi sono più avanti come in America o ci sono vistose differenze come in quelli arabi, ma per l’Europa penso possa valere aldilà delle differenze culturali”.
Simpatico e calzante in questo periodo il paragone con il modulo calcistico 4-5-1 …
“Come in una squadra è fondamentale la formazione e ciò che metti in campo: è questo il problema del nostro Donadoni. Al centro del campo la mia squadra base ha i 5 sensi, in difesa 4 caratteristiche del proprio essere (carattere, fisicità, fantasia, coscienza), il cervello sta all’attacco e il sesto senso come portiere. Poi contano altri fattori come giocare in o fuori casa”.
Credi che spesso le coppie si comportino più egoisticamente dei single?
“Senz’altro: a volte si fanno pure i figli per egoismo. Si sa benissimo che i maggiori danni li compiono i genitori che corrispondono al Mister, all’allenatore: uno impara a giocare e quindi a vivere se poi riesce ad andar avanti senza la loro presenza. Mio padre è morto quand’ero piccolo e mia madre è stata straordinaria e sempre presente nel crescermi: mi meraviglio di non essere omosessuale”.
Nel capitolo XII paragoni le possibilità d’incontro col partner a un procedimento matematico…
“Utilizzando combinazioni matematiche, tra dieci soggetti (5 uomini e 5 donne) esistono 45 possibilità di incontro: qualcuno potrebbe obiettare che nel calcolo, dato per certo che il soggetto-numero 1 non sia bisex o trisex ma etero od omosessuale e pertanto non interessato ad altri 4 soggetti, le combinazioni verrebbero ridotte”.
Quindi, a prescindere dall’orientamento sessuale?
“Sicuro: ho scelto come protettrice santa Passera, che non esiste: il suo nome, infatti, deriva dalla distorsione popolare di padre Ciro. Quindi, avendo un’origine maschile, è la più idonea a rappresentare tutti quelli che hanno l’anima del single, ovvero la capacità camaleontica di usare alternativamente la propria parte maschile e femminile. La santa non esiste, ma la chiesa a Roma sì, in via della Magliana. Solo in Italia possono succedere queste cose”
- Giovanni Zambito
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