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Ultimo aggiornamento: 06.09.2008 ore 18:25
INTERVISTA AD EDOARDO VIANELLO, IN CONCERTO PER UNA BUONA CAUSA Stampa E-mail
19/05/2008
19 mag. - di Giovanni Zambito - Nell’ambito della raccolta fondi organizzata per sostenere centoventi famiglie bisognose, la sezione di Latina del Comitato Provinciale femminile della Croce Rossa Italiana quest’anno ha deciso di organizzare un grande evento il cui ricavato servirà alla distribuzione di generi di prima necessità. Iniziativa clou finalizzata all’assistenza e all’approvvigionamento di viveri e medicinali sarà il grande concerto che Edoardo Vianello terrà domani martedì 20 maggio, alle ore 21, al Teatro Comunale Gabriele D’Annunzio di Latina (l’ingresso è di 20 Euro: è meglio prenotarsi telefonando al numero 0773.652642), prestigioso spazio gentilmente concesso dall’Amministrazione comunale.
vianello_edoardo_280x200.jpg L’artista, per l’occasione, presenterà il suo nuovissimo doppio album “Replay - Le canzoni che vorrei… aver cantato”, da fine maggio in vendita nei migliori negozi di dischi.
“Tutte le iniziative di questo genere - dichiara a ClandestinoWeb Edoardo Vianello - vanno bene se avvantaggiano le persone più deboli. Possono essere sportive e musicali: l’importante è che stimolino l’attenzione su tali problemi e quando mi chiedono di aderirvi lo faccio volentieri: che mi costa?”
Il suo ultimo doppio cd nasce da una serie di equivoci…
“Sì, ci sono canzoni che mi sono state attribuite ma che in realtà non ho mai interpretato. Da qui la decisione di realizzare un album dagli arrangiamenti moderni e originali di brani che riproporrò accompagnato dal vivo dalla mia orchestra composta da sei musicisti e tre vocalist. Ci sono storiche composizioni degli anni Sessanta tra cui Il tuo bacio è come un rock, Tintarella di luna, Stessa spiaggia stesso mare, Luglio, Il pullover, Con te sulla spiaggia, Sei diventata nera…”
Come si spiega questa errata attribuzione?
“Probabilmente per il genere che è riconducibile a quello dei miei maggiori successi. Forse i colleghi li avevano interpretati per fare il verso proprio a me: sono canzoni che nel tempo sono state snobbate o comunque mai più riproposte magari perché i cantanti sono fuori dal mercato e quindi erano rimaste orfane. È un’idea che volevo realizzare da tempo e alla fine le ho ricantate con una mia originale interpretazione che forse confonderà ancora di più le idee al pubblico”
Oltre al ciclico ritorno degli anni Sessanta c’è il fenomeno dei balli di gruppo che rinverdiscono ogni estate i suoi successi. Lei li ha mai ballati?
“Mi limito a cantarli e a vederli ballare da altri perché non ne sono capace: ma la cosa mi rende lieto”
Che cosa le ricordano i brani ogni qualvolta li ripropone?
“Tutte le canzoni mi ricordano qualcosa della mia vita. In generale mi riportano alla prima volta in cui le ho interpretate e in modo particolare in Versilia dove facevo tutta la stagione estiva, di cui ricordo un’atmosfera entusiasta e ottimista tipica degli anni Sessanta”
Quest’anno ricorre il 40.mo anniversario del ’68. A suo avviso, qual è l’eredità lasciata da quel decennio?
“Credo rimanga una somma di quegli anni: della prima metà la spensieratezza e l’allegria mentre della seconda metà l’aria pesante che si respirava. Rimane appunto una ‘media’: non ha certamente lasciato quello che intendevano lasciare quelli che fecero il Sessantotto”
Come vede le leggi del mercato discografico odierno?
“Mi sembrano molto molli: non sono riuscite a far rispettare la paternità del proprio impegno musicale, della produzione. Non ci sono leggi abbastanza forti che tutelino o facciano rispettare gli artisti, i produttori, gli interpreti: la musica ha dei costi e bisogna retribuire le tante persone che ci lavorano. Mi pare ci sia una diffusa rilassatezza e poca volontà…”
Come talent scout ha lanciato artisti come Ricchi e Poveri, Califano, Zero e Minghi. Avete mantenuto i rapporti?
“Solo a livello formale: tutte le cose compresa l’amicizia hanno un tempo. Allora attorno alla mia etichetta “Apollo Records” c’era un fermento di giovani che volevano esplodere e che poi hanno fatto la propria strada”
Il primo disco che ha comprato?
“È stato “Musetto” scritto da Domenico Modugno interpretato da un altro a Sanremo e che lui ha poi inciso in un secondo tempo” . - Giovanni Zambito
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