| INTERVISTA AI FINLEY: “SIAMO MIGLIORATI A SCRIVERE CANZONI IN ITALIANO” |
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| 13/06/2008 | |
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13 giu. - di Giovanni Zambito - La Federazione Industria
Musicale Italiana ha recentemente premiato il gruppo dei Finley per
essere entrati per la prima volta nella top ten album FIMI/Nielsen nel
periodo compreso tra il 1° maggio 2007 e il 30 maggio 2008.
Il gruppo pop punk formatosi a Milano nel 2003 (il nome è ispirato a Michael Finley, giocatore di basket nell’NBA), nel 2006 ha vinto nella categoria "Best Italian Act” degli Mtv Europe Music Awards di Copenaghen, e il 14 aprile 2007 ha vinto nelle categorie “Italians Do It Better”, “Best Lacrima Awards” e “Best Number One Of The Year” degli Mtv Trl Awards 2007. Nell’ultima edizione del Festival di Sanremo ha presentato il brano “Ricordi”. L’ultimo lavoro di Danilo, Carmine, Stefano e Pedro s’intitola “Adrenalina 2” (cd+dvd pubblicato su etichetta Emi Music ): “Ci fa un grande piacere - dichiarano a ClandestinoWeb - aver ricevuto il premio Fimi; è un premio delizioso, un riconoscimento al fatto che ci scriviamo i pezzi da soli, a otto mani”.
Come fate a comporre insieme: non ci sono mai screzi fra voi?
“Sì, ci sono e su varie cose. Alla fine, però, conta che il pezzo venga bene e qui ogni discussione termina. Un brano può nascere in diversi modi: a volte direttamente in sala prove dove magari uno di noi porta una musica e ne crea quindi la parte principale. A volte si compone tutti insieme: i nostri litigi sono quelli che si fanno tra fratelli e alla fine si è di nuovo amici come prima”.
Vi trovate meglio a scrivere in inglese o in italiano?
“Ascoltiamo moltissima musica estera soprattutto californiana: il rock viene da lì. Inizialmente abbiamo scritto i testi in lingua inglese per poi tradurli in italiano, ma facevamo tanta fatica: col secondo disco “Adrenalina” abbiamo cominciato a comporli direttamente in italiano e stiamo via via migliorando sempre più: certo, in inglese un testo nasce in due giorni, in italiano ci vuole di più”.
I vostri riferimenti musicali?
“Da ragazzini si ha il proprio gruppo di riferimento che nessuno può portarti via: col tempo vai cercando altri appigli e cerchi di apprendere le cose più significative dalle diverse realtà e vai comprendendo che c’è di più bello da artisti come Green Day, Blink 182, Oasis, Coldplay, Metallica”.
C’è qualche artista italiano che secondo voi si avvicina di più al mondo anglosassone?
“Ci sono i Negramaro, la cui musica risulta più barocca e c’è Ligabue, che con la chitarra e i suoni rock si avvicina agli U2, ma la sua voce e i testi ne rendono unica la musica. I testi della melodia italiana modificano proprio la sonorità garantendole un forte imprinting e dandole un timbro più popolare”.
Siete giovanissimi ma non temete col tempo di essere fagocitati dal sistema discografico?
“Forse siamo diventati un po’ ragionieri per il semplice fatto di essere entrati nel mondo del lavoro, però non siamo di quelli che si fanno inghiottire dal sistema e si atteggiano a vip: ci teniamo abbastanza distaccati da tutto ciò”.
Che ne pensate dei talent show come “Amici” e “X-Factor”?
“Il programma “Amici” dovrebbe intitolarsi “Nemici” visto che gli artisti stanno sempre a litigare. In “X-Factor” abbiamo riscontrato cantanti più bravi anche se come trasmissione ha fatto la metà degli ascolti. È comunque positiva la possibilità che viene data a giovani artisti di essere inseriti nei palinsesti televisivi: ti viene fornita maggiore visibilità, anche se a fare il cantante e a scriverti i pezzi non te lo insegna nessuno”
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Giovanni Zambito
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