| INTERVISTA ALL'"ISPETTORE TARICONE" SU RAI 3 DAL 12 MARZO |
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| 10/03/2008 | |
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10 Mar. - di Giovanni Zambito. Da mercoledì 12 marzo in prima
serata su Raitre per ben 22 settimane e 44 episodi prenderà il
via “La Nuova Squadra”, la nuova serie prodotta da Rai
Fiction, Grundy Italia e il Centro di Produzione Rai di Napoli.
E dal punto di vista professionale? “Leggendo il soggetto de “La Nuova Squadra” mi è subito piaciuto; è una serie in cui si usa molto il dialetto, è girata a Napoli. Perché su Roma è facile imbattersi in più troupe, ma laggiù non se ne incontra nessuna: lì la realtà è veramente dura. Non è più come vent’anni fa, non so che succede, non si sta più bene” In che misura una fiction può contribuire a migliorare la situazione? “Può essere un aiuto intanto lavorare lì perché i soldi si distribuiscono fra la manovalanza locale. Il dilemma, che può risultare banale, è il non saper realmente cosa fare: la tipologia delle Istituzioni al sud è diversa e non so se la risposta può venire da un lavoro di questo tipo. Forse è giusto lasciare che la politica o le inchieste facciano il loro corso” Non pensi che la fiction potrebbe trattare in modo più esplicito certi problemi? “Sì, a mio avviso potrebbe essere un’occasione ottima quella della fiction a meno che non la si veda come puro intrattenimento. Non tutti guardano le bellissime inchieste di “Report” e magari una fiction potrebbe rappresentare uno strumento per arrivare ad altri. Quando si guarda la Gabanelli, come si fa a non rosicare e non avere un rigetto? Si può rifiutare di sapere che Tanzi sta ancora in quella villa…. Se la fiction deve essere solo intrattenimento, il problema non si pone. È anche vero che di certe cose più ne parli e più perdono forza. Il libro “Gomorra” di Saviano, per esempio, più vende e meno forte e incisivo diventa quello che dice. È un circolo assurdo” Tu avevi visto la precedente serie de “La Squadra”? che dici del confronto? “Prima era caratterizzata da ‘eterni colloqui’ che davano la sensazione dello spogliatoio e ogni battuta era lunghissima. In questa serie abbiamo mozziconi di battuta che danno così più spazio al racconto” Cosa vorresti che rimanesse al pubblico del tuo personaggio? “Vito Sorrentino crea abbastanza casini: non essendo dotato di quella presenza d’animo e dell’elenco delle risposte da dare in ogni occasione, è un sano confuso. E vorrei che di lui rimanesse questa profonda confusione, il continuar a porsi delle domande. Non mi piacciono quei personaggi che non hanno mai un briciolo di dubbio e hanno in tasca la risoluzione del problema. E se ci fosse qualche caso in cui non esiste la soluzione…?” Ne è passato di tempo dal Grande Fratello… “In quella esperienza non c’era nulla di male: eravamo dieci disperati, lanciati così … perché rinnegarla?” Che pensi dell’edizione di quest’anno?
“Non la sto guardando” (Giovanni Zambito) |
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