| INTERVISTA ALLA CANTANTE JONIE FALCONE: “ECCO LA MIA VITA IN MUSICA!” |
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| 08/06/2008 | |
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08 giu. - di Giovanni Zambito - A un anno dal singolo di debutto in lingua spagnola
“Hasta del Sol”, già hit radiofonica internazionale in America Latina e
tormentone in numerose discoteche d’Europa, torna nelle radio italiane
a partire dalla prima settimana di maggio, la giovane e talentuosa
cantautrice Jonie Falcone con l’inedito “Brucia un po’ ”, brano che
anticipa la pubblicazione dell’album d’esordio in uscita a settembre
2008.
Nel cd promo, oltre al singolo proposto, è contenuta anche una seconda traccia, “Diario di quel viaggio”: entrambi gli inediti sono pubblicati nella doppia versione italiana e spagnola.
Il progetto porta la firma di Rolando D’Angeli, titolare della nota label romana Don’t Worry e produttore da sempre impegnato nella ricerca di nuovi talenti. Nata nel 1984 in provincia di Caserta, Jonie Falcone inizia il suo percorso artistico giovanissima: “Fin da quando ero piccola - ammette a ClandestinoWeb -ho sempre avuto la passione per la musica e per tutto quello che riguarda il mondo artistico. A 11 anni ho iniziato a studiare canto e a 15 anni sono entrata in Conservatorio per proseguire lo studio del canto classico. La mia passione era il canto lirico, ma l'incontro con il mio produttore ha totalmente cambiato i miei progetti”.
Il panorama musicale italiano e le case discografiche in particolare vivono un momento di forte crisi, cosa ti aspetti da questa avventura?
“È un vero peccato che la musica stia vivendo questo momento di crisi e gli artisti emergenti sono i più penalizzati da questa situazione. Io mi aspetto ovviamente di ottenere risultati importanti con la mia musica e non posso fare altro che impegnarmi al massimo delle mie possibilità. Ad ogni modo l’esperienza che sto vivendo è comunque bellissima!”
Quali sono le difficoltà per riuscire a portare a termine un progetto musicale per un'artista emergente oggi?
“La difficoltà, oltre a quella che deriva dalla crisi del mercato discografico, sta nel trovare le persone giuste che credono in te e prendono sul serio il tuo lavoro. E poi bisogna essere preparati a confrontarsi con i grandi artisti”.
Chi ti è stato vicino in questa avventura? Chi l’ha resa veramente possibile?
“La mia famiglia soprattutto. Mio padre e mia madre hanno sempre creduto in me e hanno appoggiato ogni mia scelta. Lo devo a loro se sto riuscendo a realizzare i miei sogni. E poi devo ringraziare il mio produttore Rolando D’Angeli, che ha reso tutto concretamente possibile. Come dico sempre, lo definisco come la “chiave d’interpretazione dei miei sogni”, nel senso che lui è riuscito a materializzarli”.
Che consiglio daresti ai giovani che vorrebbero intraprendere la tua stessa strada?
“Il mio consiglio - anche se sono troppo giovane per darne - è quello di credere fortemente in se stessi e nelle proprie capacità, porsi sempre degli obiettivi da raggiungere e studiare tanto. Credo che qualunque sogno si possa realizzare, anche quelli più difficili”.
Chi sono i tuoi esempi musicalmente parlando?
“Sono innamorata della musica in tutte le sue espressioni. Ascolto un po’ tutti i generi e sono tanti gli artisti che per me rappresentano un punto di riferimento. Amo il rock anni ‘60 e ‘70, in particolare Janis Joplin, i Rolling Stones, le grandi cantanti blues come Bessie Smith e Patti Smith, ma anche il country di Dolly Parton e tutti i più grandi artisti che hanno caratterizzato gli anni ‘80 e ‘90”.
Parliamo dei tuoi brani: scrivi tu i testi delle tue canzoni?
“Sì, li scrivo io: lo trovo terapeutico! È un continuo viaggio dentro me stessa che mi aiuta a scoprire chi sono. Ogni canzone è un’emozione diversa, ogni canzone rappresenta una parte di me, non a caso il titolo del mio primo disco è Diario di quel viaggio”.
C’è un momento particolare del tuo percorso artistico che ricorre spesso nei tuoi pensieri: eventi specifici, persone conosciute o esperienze importanti?
“Sicuramente ripenso al passato e mi consolo vivendo nell'oggi! Non è stato facile arrivare fino a qui che non è altro che il punto di partenza. Ho incontrato tanti ostacoli, persone che mi hanno ferito ma questo non mi ha mai buttato a terra anzi mi ha dato sempre la forza di reagire e di andare avanti. Il momento più emozionante sicuramente è stato quando ho incontrato Rolando D’Angeli perchè ho capito che qualcosa poteva succedere, quel qualcosa per la quale è valsa la pena piangere”.
La stagione estiva è alle porte: quali sono i progetti per i prossimi mesi?
“Intanto sto lavorando alla chiusura dell’album; la prima settimana di luglio sarò a Tenerife per partecipare come finalista all’UniverSong, il Festival Internacional de la Cancion de las Islas Canarias. Poi sarò impegnata nell'incisione di due duetti con due artisti stranieri”.
- Giovanni Zambito
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