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Ultimo aggiornamento: 06.07.2008 ore 02:00
IRAQ: 2 milioni di bambini tra abusi e povertà Stampa E-mail
22/12/2007
22 dic. - Sono oltre due milioni quelli che vivono fra abusi e povertà. L'appello del Fondo per l'infanzia: “Dobbiamo agire ora”. Fame, malattie, violenza e un totale vuoto di istruzione: sono queste le parole d’ordine della vita quotidiana di oltre due milioni di bambini iracheni
bambini iraq_01_280x200.jpgTroppi, e costretti a pagare un prezzo troppo alto per i quattro anni di guerra che hanno sconvolto il loro paese.
E’ l’allarme che l’Unicef lancia con il rapporto “Little respite for Iraq’s children in 2007”, che è insieme una denuncia e una testimonianza del primo, timido spiraglio di speranza per il futuro: il calo delle violenze registrato negli ultimi mesi dell’anno sta dando la possibilità agli organismi internazionali di intervenire più rapidamente e con maggiore efficacia in una situazione che, denuncia il Fondo per l’infanzia, resta comunque gravissima.
Le cifre parlano da sole: ogni mese, 25mila bambini devono lasciare la propria casa insieme ai familiari per le intimidazioni e le violenze subite, 75mila vivono in campi profughi o rifugi di fortuna fuori dall’Iraq, più di 1350 sono stati trattenuti dalle autorità, la maggior parte per violazione delle regole di sicurezza.
In migliaia sono stati feriti o sono morti durante attacchi suicidi, bombardamenti, scontri a fuoco.
Chi non ha perso la vita è ad altissimo rischio di perdere la propria famiglia e affrontare una povertà estrema: quando l’uomo di casa viene ucciso o rapito, alla famiglia viene a mancare l’unica fonte di sostentamento economico.
L’accesso all’acqua è sempre più difficile, così come quello ai servizi sanitari di base, soprattutto nella regioni più remote.
E in un paese in cui manca tutto, l’istruzione è una priorità sempre meno sentita: solo il 28% dei diciassettenni hanno affrontato gli esami di fine anno e ai 760mila bambini che l’anno scorso non hanno potuto frequentare la scuola primaria se ne sono aggiunti quest’anno altri 220mila.
Alcuni risultati positivi sono stati raggiunti sul fronte sanitario: 4 milioni di bambini sono stati vaccinati contro la poliomielite, 3 milioni per il morbillo, altri 500mila hanno ricevuto assistenza medica e servizi di prima necessità.
Ma molto resta ancora da fare e, come ricorda Roger Wright, delegato speciale dell’Unicef per l’Iraq, “bisogna agire adesso”.
La sfida per il 2008 è raccogliere i 144 milioni di dollari che secondo Veronique Caveau, portavoce dell’Unicef, potranno davvero fare la differenza nella difesa della risorsa di cui l’Iraq ha più bisogno per ripartire: i suoi bambini.
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